Si è chiusa con verdetti già quasi definitivi la serata degli ottavi di finale d'andata di Champions League. Tre partite caratterizzate da esiti differenti, ma con un denominatore comune: le squadre favorite hanno imposto la propria legge, lasciando ben poche speranze alle avversarie in vista dei match di ritorno.
Al Civitas Metropolitano di Madrid è andato in scena un autentico show offensivo dell'Atletico Madrid, che ha demolito il Tottenham con un netto 5-2. Una prestazione che ha di fatto ipotecato il passaggio del turno per i Colchoneros, rendendo la sfida di ritorno a Londra una mera formalità, salvo clamorosi ribaltoni.
La partita è stata compromessa nei primi quarantacinque minuti, quando gli Spurs hanno vissuto un vero e proprio incubo difensivo. La scelta a sorpresa dell'allenatore Tudor di schierare dal primo minuto il portiere ceco Antonín Kinský al posto del titolare Vicario si è rivelata fatale. Il giovane estremo difensore è stato protagonista in negativo di due errori marchiani che hanno spianato la strada ai padroni di casa, costringendo il tecnico a correre ai ripari sostituendolo con l'italiano.
Ma non è stato solo Kinský a tradire la causa degli inglesi. Anche Micky van de Ven ha contribuito al tracollo con una scivolata sfortunata su un retropassaggio di Sarr, offrendo a Griezmann l'opportunità di siglare la terza rete. Nonostante l'ingresso di Vicario abbia garantito maggiore solidità tra i pali, Le Normand ha trovato comunque il modo di siglare il poker, prima che Pedro Porro accorciasse le distanze per il momentaneo 4-1.
Nella ripresa, l'Atletico ha chiuso definitivamente i conti con un contropiede di rara bellezza: Griezmann ha servito Julian Alvarez, che si è presentato solo davanti a Vicario e non ha sbagliato, portando il risultato sul 5-1. Tudor ha tentato altri cambi nel disperato tentativo di arginare l'emorragia, ma un'ingenuità di Oblak, che ha perso palla nella propria area di rigore, ha permesso a Porro di servire Solanke per il definitivo 5-2. Un risultato che lascia pochissime speranze al Tottenham di ribaltare la situazione nel match di ritorno.
A St James' Park, il Barcellona ha rischiato grosso contro un Newcastle determinato e aggressivo. I blaugrana hanno attraversato una serata complicata, mostrando un primo tempo opaco e faticando a contenere la vivacità dei Magpies. Solo le prove maiuscole di Araujo, Cubarsi ed Eric Garcia hanno evitato che la squadra di Flick subisse gol nei primi quarantacinque minuti, nonostante le numerose occasioni create dai padroni di casa.
L'86° minuto sembrava aver scritto la parola fine alle speranze catalane: Jacob Murphy ha pennellato un traversone perfetto nell'area del Barcellona e Harvey Barnes ha colpito al volo, battendo Joan García per l'1-0. Il St James' Park è esploso in una festa che sembrava preludio al passaggio del turno, ma il destino aveva in serbo un colpo di scena.
Al 96° minuto, un fallo di Thiaw su Dani Olmo in piena area ha provocato il calcio di rigore che ha riaperto completamente la qualificazione. Sul dischetto si è presentato Lamine Yamal, che con freddezza ha trasformato il penalty dell'1-1, regalando al Barcellona un pareggio preziosissimo in vista del ritorno al Camp Nou.
La serata più amara è stata quella vissuta al Gewiss Stadium di Bergamo, dove l'Atalanta è stata letteralmente travolta dal Bayern Monaco con un umiliante 6-1. Una sconfitta che chiude praticamente ogni discorso qualificazione, rendendo il match di ritorno in Germania una missione pressoché impossibile per la formazione nerazzurra.
La partita è rimasta equilibrata solo per una manciata di minuti. Dopo un avvio promettente, la Dea si è progressivamente smarrita di fronte alla superiorità tecnica e tattica dei bavaresi, che hanno trasformato l'incontro in un monologo. Stanisic ha aperto le danze al 12°, poi Olise ha seminato Bernasconi siglando lo 0-2 al 22°, prima di orchestrare l'azione che ha portato Gnabry al tris.
Al rientro dagli spogliatoi, Palladino ha provato a modificare l'assetto tattico sostituendo Scamacca con Djimsiti, ma il cambio non ha prodotto gli effetti sperati. Al 52° Jackson ha sfruttato una sponda di Diaz per lo 0-4, poi Olise ha firmato la doppietta personale per il quinto gol bavarese. Musiala, entrato dalla panchina, ha siglato lo 0-6 al 67°, suggellando una prestazione di assoluta superiorità.
Solo a tempo quasi scaduto Pasalic è riuscito a timbrare il cartellino della bandiera con il gol del definitivo 6-1, un risultato che certifica una lezione durissima per l'Atalanta e che rende il ritorno all'Allianz Arena un appuntamento senza particolari prospettive se non quella di limitare i danni e provare a difendere l'onore.
Le tre sfide di questa sera hanno dunque delineato scenari piuttosto chiari: mentre l'Atletico Madrid può già pregustare i quarti di finale e il Bayern Monaco si avvia verso un passaggio del turno senza particolari patemi, il Barcellona mantiene vive le proprie ambizioni grazie al rigore trasformato in extremis da Lamine Yamal. Per Tottenham e Atalanta, invece, serve credere nell'impresa.
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