Il pareggio casalingo contro lo Scandicci non scalfisce la serenità del direttore generale Filippo Vetrini, che al termine della sfida ha analizzato con pragmatismo il momento del Grosseto. Nonostante il mancato successo interno, le notizie arrivate dagli altri campi hanno mitigato la delusione, trasformando un punto amaro in un piccolo ma significativo passo in avanti verso il traguardo promozione.
La dirigenza unionista ha sottolineato come la squadra abbia effettivamente guadagnato terreno su alcune dirette inseguitrici, mantenendo un distacco rassicurante a sole sette giornate dalla conclusione del campionato. Per Vetrini, la gestione della classifica in questa fase richiede nervi saldi e la capacità di accettare che anche i grandi protagonisti possano attraversare momenti di fisiologico appannamento.
«Siamo riusciti a guadagnare un punto sul Tau e siamo rimasti a dodici lunghezze di vantaggio sul Seravezza con una partita in meno da giocare; per questo sono un pochino meno arrabbiato del mister, anche se non vincere dispiace sempre» ha ammesso il direttore generale, evidenziando il valore strategico del risultato odierno.
Secondo l'analisi del dg, il Grosseto avrebbe meritato la vittoria per quanto mostrato soprattutto nel corso della ripresa, dove diverse occasioni nitide avrebbero potuto sancire il raddoppio. Tuttavia, Vetrini invita a non dimenticare il valore degli avversari: lo Scandicci si è presentato in Maremma forte di una striscia di imbattibilità che durava da ben dodici turni, confermandosi come una delle formazioni più in salute dell'intero torneo.
La pretesa che una squadra possa dominare e stravincere ogni singolo incontro per l'intera durata della stagione è, secondo il dirigente, un'aspettativa poco realistica che rischia di non rendere giustizia a un cammino fin qui eccezionale. Il lieve calo di brillantezza è considerato naturale dopo ventisette battaglie giocate a ritmi altissimi, ma non deve essere confuso con una mancanza di tensione o di impegno.
«Riteniamo di avere un super Grosseto che deve sempre dominare e divertire, ma bisogna ricordarsi che ci sono anche gli avversari e mantenere lo stesso standard per trentaquattro partite non è riuscito a nessuno negli ultimi vent'anni» ha precisato Vetrini, citando illustri precedenti di corazzate che hanno rallentato nel finale.
Il sogno di riportare la società nei professionisti resta l'obiettivo primario di una proprietà che ha investito con decisione fin dal novembre del 2022. La brama di chiudere i conti il prima possibile è condivisa da tutto l'ambiente, ma il dg invita i tifosi alla pazienza, sottolineando che un'eventuale settimana di attesa in più non cambierebbe il valore di un risultato che sarebbe comunque straordinario per la piazza.
Il pensiero di Vetrini si è poi rivolto alle insidie che attendono i maremmani nelle prossime settimane, con un calendario che non ammette distrazioni. Oltre ai derby e alle sfide contro formazioni blasonate, il direttore teme particolarmente la trasferta di Terranova, contro una squadra affamata di punti e capace di colpi di scena significativi, come dimostrato dai recenti successi esterni.
«Domenica prossima troveremo una squadra che scoppia di salute e affamata di punti, dunque avremo davanti solo partite difficilissime e il mio augurio è che il Grosseto risponda presente come ha sempre fatto» ha commentato, ribadendo la necessità di mantenere alta la guardia fino alla certezza matematica del salto di categoria.
Riguardo alla presunta flessione del rendimento, il dirigente ha offerto una prospettiva basata sui numeri, facendo notare come nel solo girone di ritorno il Grosseto sarebbe comunque ai vertici della graduatoria. Se la media punti è leggermente calata rispetto a un girone d'andata da record, il percorso resta di altissimo profilo e difficilmente comparabile con altre realtà della categoria degli ultimi decenni.
L'appoggio della tifoseria, che ha applaudito i giocatori nonostante il pareggio interno, è stato accolto con grande favore dalla dirigenza, che vede in questo clima di coesione l'arma in più per affrontare lo sprint finale. Per Vetrini, il fatto stesso che si discuta su dove e quando festeggiare è la prova lampante dell'eccezionalità del lavoro svolto finora.
«L'importante è vincerlo, poi dove e quando accadrà conta meno, anche se ci piacerebbe festeggiare il prima possibile per esaudire un desiderio che coltiviamo da tanti anni» ha concluso Filippo Vetrini, confermando la totale fiducia verso un gruppo che sente ormai vicino il ritorno nella sua casa naturale, la Serie C.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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