Nelle “dinastie” familiari di calciatori, i Mayer entrano di diritto. Il primo a giocare fu Danilo Mayer che aprì la strada a suo fratello Bruno, classe 1951, che fu un ottimo libero di scuola Varese, dove ottenne la promozione in Serie A nel 1973-74. Uscì di scena nel calcio a ventisei anni per un brutto infortunio. Nel 1970 nasce il figlio di Danilo, Mauro, che segue le orme paterne, militando sempre nel reparto difensivo. Mauro gioca per oltre vent'anni ad alti livelli, percorrendo tutte le categorie: dalla Serie D con il San Donà fino alla Serie A con il Modena, dopo aver ottenuto una doppia promozione con i canarini.
Noi vogliamo approfondire la carriera di Danilo Mayer, che ha dato inizio a una stirpe calcistica familiare. Parlare di Danilo Mayer significa immergersi nella storia di una famiglia dove il pallone è di casa. Come fratello di Bruno e padre di Mauro, Danilo è il fulcro di questo trio calcistico, un punto di riferimento che ha tracciato la strada nel panorama calcistico, tramandando un’eredità sportiva di grande valore.
Danilo Mayer, difensore nato a Ca’ Vio (VE) nel 1945, appartiene a una famiglia dove il calcio è sempre stato di casa. Per ben quarant’anni i Majer — Danilo, Bruno e Mauro — hanno calcato i campi da gioco, tutti schierati nel reparto difensivo. Danilo inizia nel vivaio dello Jesolo, mettendosi in luce come uno dei profili più interessanti del settore giovanile. Dopo aver completato la trafila nelle formazioni minori, si impose rapidamente in prima squadra, diventando un pilastro della difesa durante i campionati di Serie D nelle stagioni 1965-66 e 1966-67.
In quei due anni collezionò complessivamente cinquantasette presenze, distinguendosi per l’ottima prestanza fisica e una spiccata abilità nel gioco aereo. Ciò che lo rendeva davvero speciale agli occhi dei tifosi e degli addetti ai lavori era però l'unione tra energia atletica e la rara eleganza tecnica, doti non comuni per un difensore della sua epoca.
Majer interpretava il ruolo con una mentalità estremamente moderna: non si limitava alla sola interdizione, ma possedeva la visione di gioco necessaria per impostare l'azione dalle retrovie, spingendosi spesso in avanti per sostenere la manovra a centrocampo. Questo suo stile propositivo, unito a una maturità sorprendente, lo rese un vero e proprio regista difensivo, capace di anticipare l'evoluzione tattica del calcio degli anni successivi.
Nell’estate del 1967, dopo una serrata contesa tra il club lucano e l’Ascoli, passa al Matera insieme al giovane Nicola Chiricallo. La scelta di Danilo fu dettata anche dalla presenza dell’allenatore. Salar, suo conterraneo: veneto il difensore e triestino il mister. Con i due nuovi acquisti la squadra completa l’organico per disputare un campionato di vertice. Il Matera vince infine il torneo davanti al Savoia e, dopo tre anni di Serie D, approda per la prima volta in Serie C. Danilo disputa trentaquattro gare, formando con Diego Giannattasio un blocco difensivo insuperabile.
L’anno seguente passa al Brindisi in Serie C, ma l’esperienza con i pugliesi dura solo una stagione, durante la quale colleziona trentuno presenze. Nell’estate del 1969 ritorna alla formazione lucana, dove ritrova come allenatore l’ex compagno di squadra Nicola Chiricallo. In coppia con il forte stopper Nicola Loprieno, forma un duo difensivo tra i più solidi del girone. Gioca per quattro anni con i colori del Matera, ottenendo una promozione in Serie C e contribuendo a evitare per tre volte la retrocessione. Raccoglie con la maglia dei 'Sassi' ben 157 presenze in campionato e tre reti. Dopo l’esperienza a Matera, nell’estate del 1972, si trasferisce al Siracusa.
Il Siracusa, reduce da un campionato di Serie C difficile in cui la salvezza era stata raggiunta solo nelle battute finali, puntava al salto di qualità. Il presidente, il Senatore Graziano Verzotto, voleva una squadra capace di competere per i vertici della classifica. Fu confermato il tecnico argentino Humberto Rosa e, oltre ai già presenti Losio, Campagna, Bissoli, Schiavo, Degl’Innocenti e Bella, arrivarono ottimi innesti. Tuttavia, il capocannoniere Giannantonio Sperotto (10 reti in 38 presenze) tornò al Vicenza per fine prestito, per poi essere girato alla Lucchese. Per sostituirlo, Rosa chiese alla società un attaccante da doppia cifra, ma i ritardi della dirigenza nel trovare l'erede del bomber portarono il tecnico a dimettersi alla vigilia del campionato. Al suo posto, dal Catania, arrivò Todo Calvanese.
Gli azzurri disputano un campionato inferiore alle aspettative, classificandosi all’ottavo posto. Mayer è tra i giocatori più osservati dagli addetti ai lavori per l’ottimo campionato disputato (trentotto presenze e tre gol all’attivo). Resta a Siracusa altri due anni, raggiungendo settantaquattro presenze.
Nel 1975-76 passa al Lecce e ottiene grosse soddisfazioni: vince una Coppa Italia di Serie C e una Coppa Italo-Inglese, ottenendo la promozione in Serie B al termine della stagione. Il difensore veneto disputa tre anni con il Lecce (tra Serie C e B), concludendo la sua permanenza in terra pugliese con oltre cento presenze e una rete.
Nel 1978-79 passa al Treviso in C2, dove la squadra si classifica al quinto posto. Mayer chiude la sua carriera calcistica con lo Jesolo — squadra dove aveva iniziato a tirare i primi calci — in Promozione Veneto, disputando due campionati ed entrando in campo per sessantasette volte. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo, torna a fare il mestiere che svolgeva prima di iniziare la carriera di calciatore professionista: il meccanico.
Altre notizie - Storie di calcio
Altre notizie
- 17:30 L'Union Pro chiude la porta a doppia mandata: arriva Noè dalla D
- 17:22 Pergolettese, è Giosa il nuovo allenatore: ufficializzato anche lo staff tecnico
- 17:15 Castelfidardo, nasce il progetto unico: le tre anime del calcio cittadino si alleano
- 17:00 Pochesci a Radio Kiss Kiss: «Se Mancini torna deve farlo gratis!»
- 16:45 ufficialeDenis Pesaresi rimane alla Vigor Senigallia
- 16:30 ufficialeL'Union Clodiense riconferma i pilastri d'attacco Gnago, Menato e Rosso
- 16:15 ufficialeManfredonia, arriva la riconferma del 2002 Ceparano
- 16:00 Svolta per il Desenzano: il club cambia nome e si prepara al debutto in Serie C
- 15:45 Dolomiti Bellunesi, addio a Dias e Brugnolo: si chiude un ciclo storico
- 15:30 Serie D, nuova casa per la Cos: la società si trasferisce
- 15:15 Cosenza, ore decisive per il futuro: la scelta di ds e mister e il nodo societario con Rota
- 15:00 Trento, intervento alla caviglia per Pasquale Giannotti: i tempi di recupero
- 14:45 ufficialeColpo Carrarese, arriva Khafi dal PSG
- 14:30 Chiampo, colpo d'esperienza: sbarca l'attaccante Marcolin
- 14:15 Ancona in stallo, il Mestre piomba su Zini: tutte le manovre tra addii e trattative bloccate
- 14:09 Mordini ancora biancorosso: il centrocampista confermato al Lentigione
- 14:00 «Meglio le squadre del Nord che gli stadi semivuoti al Sud»: il dg Greco lancia la bomba sul prossimo campionato del Picerno
- 13:56 ufficialeIl Piacenza blinda il classe 2000 Poledri fino al 2028
- 13:49 ufficialeSorrento, in panchina torna Vincenzo Maiuri
- 13:45 Crotone, l'appello alla città: fare squadra per sostenere il club in vista della nuova stagione
- 13:30 Limena, doppio colpo in entrata: Masiero e Pedron per rinforzare la rosa
- 13:15 Triestina, Daniele Delli Carri è in città: si attende solo la firma per l'ufficialità
- 13:00 «Anche Bonavolontà presto ufficiale, ma ora trattiamo un altro profilo»: il ds Califano svela le mosse della Fidelis Andria
- 12:45 Precampionato Samb: test di prestigio con l'Avellino il 26 luglio, poi sfida ad un club di D
- 12:30 Folgore Delfino Curi Pescara, Cutilli resta in biancazzurro
- 12:15 Domenico Fracchiolla in Toscana? L'ex Reggiana può restare in Serie B
- 12:10 Ancona nel limbo, cala il silenzio di Polci: i soci locali attendono invano una risposta
- 12:05 ufficialeLa Luparense annuncia la firma di Duminica
- 12:00 Fasano, il manifesto del popolo biancazzurro: un appello alla verità per difendere l'azionariato popolare
- 11:55 ufficialePrimo squillo in attacco per la Fidelis Andria
- 11:50 Sirene di mercato per Luka Tomas: tre big di D sul difensore croato
- 11:45 Celle Varazze, aria di svolta: tra l'arrivo di Corradi e nuove soluzioni societarie
- 11:40 ufficialeUn altro attaccante resta alla Scafatese
- 11:35 Resta in Puglia l'estremo difensore Perucchini: ecco dove va l'ex Foggia
- 11:30 Calciomercato Oppeano, 13 conferme in rosa e 2 promozioni dal vivaio
- 11:25 Rivoluzione Ischia: sei innesti ufficiali per mister Platone, spicca un attaccante
- 11:20 Cesena, colpo di scena per la panchina: a un passo l'accordo con Alessandro Diamanti
- 11:15 «Il nostro prossimo obiettivo è il salto di categoria»: la promessa del presidente Giacca accende la piazza di Trento
- 11:12 Messina, Justin Davis: «Annunci il 29 giugno», e la Covisod dà il via libera
- 11:08 Linea verde per il Nibbiano & Valtidone: ufficiali gli arrivi di Pajonk e Leonardo Taina
- 11:00 «C'è piena fiducia nelle scelte di Mirabelli e Calabro»: Francesco Peghin lancia un messaggio chiaro sul mercato del Padova
- 10:45 «In Serie A spendono 249 milioni per gli agenti e a noi le briciole»: il presidente Marani attacca i vertici del calcio e lancia la rivoluzione in Serie C
- 10:30 Arcetana, arriva Bandaogo a rinforzare la difesa biancoverde
- 10:15 Manfredonia, primo squillo di mercato: preso un centrocampista figlio d'arte
- 10:00 Ritiro Treviso: fissate le date e la località estiva per gli uomini di Gorini
- 09:45 Brescia, arriva la conferma più attesa: capitan Davide Balestrero resta al centro del progetto
- 09:30 Gusella resta al Pozzonovo: confermata la terza stagione in biancazzurro
- 09:15 PraiaTortora: ecco il ds Ettore Meli e la conferma di Viscardi
- 09:00 Virtus Francavilla, ultimatum a Taurino: Fernandez incontra Trocini ma tutto resta in bilico
- 08:50 Turris, L'Aquila, Lucchese e Paganese su un bomber con oltre 100 gol in D