LA SITUAZIONE. La cordata biancorossa continua a lavorare sotto traccia su soci e sponsor. Dopo l’annuncio di Benedettini, c’è da registrare la prossima ufficializzazione dell’ingresso come socio di Sergio Protti, fondatore della Digitalprint, ora diventata Kosmoprint guidata dal figlio Quinto, attiva nel settore grafica e stampa. E con lui sono 8 i nomi sicuri. Gli altri due (per arrivare ai 10 già dichiarati acquisiti nel corso della conferenza stampa) dovrebbero essere Giuseppe Ciabatta della Neon Rimini, storica azienda locale già in passato coinvolta nel club. E infine si sta ragionando con Lucio Paesani, che dopo un’iniziale freddezza legata a divergenze sul progetto, dovrebbe entrare come socio occupandosi di far partire l’azionariato popolare, suo vecchio pallino e di cui ora si stanno valutando i contorni: coinvolgere i tifosi come piccoli soci in un’associazione da costituire ad hoc, con partecipazioni di minimo importo, per raggiungere almeno l’obiettivo di sottoscrivere poi una quota da 50mila euro nella cordata biancorossa, possibilmente due per arrivare a 100mila.


INCERTEZZE. Ma siamo sicuri che sarà la cordata biancorossa a vincere il bando (per la precisione, manifestazione d’interesse) che il Comune sta per pubblicare per assegnare poi il titolo sportivo da parte della Figc? Lari dichiarò a reti unificate che si erano fatti vivi in Comune almeno altri 10 gruppi. 
In città circolano rumors su almeno un altro gruppo intenzionato a partecipare, di caratura nazionale e con sede non a Rimini, che si è già mosso nei mesi scorsi non solo per presentarsi al sindaco, ma anche per ingaggiare un noto dirigente sportivo locale, che poi declinò l’invito. Il gruppo avrebbe notevoli disponibilità economiche. Vedremo se deciderà di andare fino in fondo.

IL BIG. Stessa cosa ha fatto Del Piero nei giorni scorsi per conto di imprenditori del nord Italia con interessi anche negli Usa. Il suo approccio puramente esplorativo doveva restare riservato e Pinturicchio si è irritato per la fuga di notizie, ma si sa che a palazzo Garampi gli spifferi sono come il garbino… Lui ha sempre detto che Rimini resta una tappa simbolica del suo percorso, con quel match 20 anni fa al Romeo Neri dopo Calciopoli e la vittoria al mondiale, che gli fece assaporare il purgatorio della B. E quindi quest'esplorazione è quasi un tuffo nella memoria.
Dal suo entourage fanno sapere che “...Non si può dire dire nulla, la chiamata al sindaco era solo conoscitiva, le persone interessate valuteranno il dossier Rimini e nelle prossime ore decideranno se partecipare al bando”. Ci sarà anche lui con un ruolo? Più no che si, ma le bocche restano cucite 
Dalla cordata biancorossa fanno sapere che, se così sarà, di fronte a un progetto ancor più solido e ambizioso, sono pronti a collaborare, facendo confluire tutte le risorse raccolte in una partecipazione di minoranza. Il tentativo di aggancio è già partito per capire la fattibilità ed è stata chiesta una call con il gruppo di Del Piero per capire la fattibilità. Vedremo. 


IL BANDO. A proposito di bando e una volta per tutte (a scanso d’equivoci). L’iter burocratico a cui si è legato il Comune (compresa la Pec in Figc per chiedere l’attivazione di una nuova licenza) era atto dovuto. La licenza non è mai stata negata a nessuna città dopo un fallimento. Così come è scontato che a metà luglio la società prescelta dal Comune potrà avere l’affiliazione in Eccellenza. Il punto è un altro: si poteva far prima il bando, per poter dare certezze a tutti i soggetti in campo? Un conto infatti è muoversi sotto traccia, come sta facendo ora la cordata biancorossa, costretta a contattare mister, giocatori, persone di staff (per non contare nuovi soci e possibili sponsor), senza alcuna garanzia di poter essere il nuovo Rimini e senza neppur aver costituito ancora la società. Un conto era se avesse potuto fare tutto questo almeno un mesetto fa (se non prima), potendo far sottoscrivere impegni e scritture private, pur in attesa del titolo sportivo e dell’affiliazione. 
Chi dice che non si poteva fare altrimenti, o non sa quel che dice o mente sapendo di mentire. Anche da nostre verifiche in questi giorni con gli uffici tecnici federali, possiamo confermare che il Comune poteva assolutamente far partire il bando per scegliere il nuovo Rimini ben prima, fermo restando gli atti successivi da fare con Figc e Lega Dilettanti. 
Ma così è, ormai. Quindi si navigherà a vista almeno fino al bando, all'apertura delle buste e conseguente assegnazione, cioè metà luglio. Qualche nome contattato in queste settimane, pur allettato dal progetto Rimini, ha preferito non aspettare scegliendo piazze dove non volavano parole e promesse, ma contratti firmati. Ma si sa, Rimini è la città dove tutto s'immagina… 

Sezione: Attualità / Data: Dom 28 giugno 2026 alle 17:26 / Fonte: sportuprimini
Autore: Daniele Manuelli
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