È il giorno dell'amarezza, della disillusione e, con ogni probabilità, della resa definitiva. Il Chieti Calcio si trova sull'orlo del baratro dopo che si è conclusa con una dolorosa fumata nera l'ennesima, e forse ultima, trattativa per il salvataggio della società. Il fallimento del passaggio di proprietà ha spinto il gruppo squadra a una decisione drastica ma inevitabile: i giocatori lasceranno il club, ma non prima di aver disputato un "ultimo ballo".


L'epilogo è maturato nelle ultime 48 ore. Il gruppo imprenditoriale dei fratelli Emanuele e Luca Visani, che da tempo stava sondando il terreno per rilevare il club, ha ufficialmente ritirato il proprio interesse. La motivazione, spiegata dagli stessi investitori in una nota, non lascia spazio a interpretazioni: l'analisi dei conti ha evidenziato "rilevanti criticità nella struttura dell'operazione" e la totale assenza delle garanzie necessarie per affrontare un investimento tanto gravoso.

A far scappare i potenziali acquirenti è stato il vero convitato di pietra di questa vicenda: un macigno debitorio accumulato nell'ultimo biennio che, secondo le stime circolate nei mesi scorsi, si aggira intorno al milione e mezzo di euro tra vertenze, pendenze tributarie e debiti con i fornitori.


La reazione dei giocatori non si è fatta attendere. Costretti a convivere da mesi con stipendi non pagati e un'incertezza cronica, i ragazzi che hanno finora tenuto in piedi la baracca hanno affidato il loro sconforto a una lunga e accorata lettera aperta.

"Dopo aver atteso a lungo l'arrivo di una nuova proprietà, la fumata nera relativa all'ultima trattativa ci costringe a prendere strade diverse", si legge nel messaggio. È il ritratto di un gruppo che si sente abbandonato dalla dirigenza attuale ma che, nonostante tutto, rifiuta di lasciare la città nel silenzio. "Non ci sono più le condizioni per andare avanti", hanno spiegato, ratificando di fatto l'intenzione di guardarsi intorno e svincolarsi per proseguire altrove le rispettive carriere.


Nonostante il fuggi-fuggi sia ormai un dato di fatto agonistico, lo spogliatoio ha preso una decisione di grande dignità: questa domenica la squadra scenderà regolarmente in campo. Non lo farà per la proprietà o per vincoli contrattuali, bensì "per rispetto della città, della storia del Chieti e soprattutto di quei tifosi che non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno".

Quella del fine settimana sarà una partita surreale. Un vero e proprio giro d'onore, un addio amaro a un pubblico che non ha mai smesso di soffrire per i colori neroverdi. "Ci dispiace per come stanno andando le cose e per non poter dare continuità a questo percorso", hanno aggiunto i calciatori.


La lettera dei tesserati si chiude con un appello che suona come un monito alla città, all'imprenditoria locale e alle istituzioni: "Chieti merita un futuro diverso, merita stabilità, ambizione e una società all'altezza della sua storia e della sua gente".

Ora, con il ritiro dell'ultima cordata e l'imminente svincolo dei giocatori, il futuro del Chieti è un enorme punto interrogativo. Senza un miracolo finanziario in zona Cesarini, la storica squadra abruzzese va verso un mesto epilogo. Al triplice fischio di domenica calerà il sipario, e ai tifosi non resterà che sperare di poter ricostruire, prima o poi, dalle ceneri dell'ennesima illusione.

Sezione: Eccellenza / Data: Ven 06 novembre 2026 alle 09:15
Autore: Antonio Sala
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