Vista da qui, la situazione del nostro calcio, quello provinciale, pare ancora lontanissima da un possibile ritorno alla normalità. Di ripartire neppure se ne parla, perché se è vero che l’emergenza legata al coronavirus sembra essersi ridimensionata rispetto ai tragici mesi vissuti nella nostra provincia, va anche detto che le persone continuano ad ammalarsi. “Con queste norme è impossibile far ripartire i campionati – spiega Giuseppe Baretti, massimo esponente della Figc della Lombardia -. Il decreto impone alle società sanificazioni costanti degli ambienti, quotidiane, addirittura dopo ogni allenamento, che costano ognuna dai 300 ai 350 euro. Può permetterselo un club professionistico, non certo una società del nostro pallone provinciale. Ad ora l’ipotesi è che si riparta tra gennaio e febbraio 2021, la speranza è che i nostri scienziati trovino il vaccino contro questa bruttissima malattia e si possa tornare a giocare prima, magari a settembre”.
Alla vigilia di una settimana che dovrebbe dare molte risposte e con la Serie A che ha una gran voglia di tornare in campo, Giuseppe Baretti fa il punto sui possibili scenari per il nostro calcio provinciale. “Mercoledì c’è il Consiglio Federale, venerdì quello della Lega. Credo che a fine settimana prossima anche noi stabiliremo in che modo concludere questa stagione fermata dall’epidemia del covid in Italia. La Serie C ha già deciso, le prime dei tre gironi e il Carpi promosse in B, col blocco delle retrocessioni. Vedremo come si esprimerà in merito la Figc. Passasse come sembra il modello Serie C, potrebbe essere ripreso anche dai vertici del calcio dilettantistico”.
L’idea, quindi, è quella degli scorsi mesi, con la prima promossa, la seconda “quasi” per via dei tanti ripescaggi che si dovranno fare, con nessuna squadra che scenderebbe di categoria in questo drammatico 2019-2020 per l’Italia in generale, per Bergamo in particolare. “La linea dei vari comitati regionali, tra cui anche il nostro, è quella. Resta che la nostra annata è finita a fine febbraio e non riprenderà più. Quando ripartiremo, sarà una stagione nuova”.
E proprio su questo punto il presidente Baretti spiega che la Lnd lombarda ha una sorta di debito con i propri club. “Abbiamo fatto solo due terzi di stagione, quindi abbiamo risparmiato sui costi della gestione del nostro calcio. Vedremo come ridare alle società quanto gli spetta. La nostra proposta alla Figc è quella di non far pagare le iscrizioni per il 2020-2021, che incidono molto sui bilanci dei nostri club. Lo stesso discorso vale per l’Aia, l’associazione arbitri, che ha incassato in Lombardia più o meno tre milioni di euro per le direzioni arbitrali, spendendone, anche loro, due terzi. C’è un tesoretto, che è sostanzialmente delle società”.
Non solo quello, nell’ormai imminente Decreto Rilancio del governo arriverebbero aiuti anche per il nostro calcio. “L’intenzione è quella – spiega ancora Baretti -. Con il fondo legato agli introiti che arrivano dalle scommesse sportive. Parliamo di sostegni a fondo perduto, anche per la concessione e la gestione degli impianti sportivi. E’ ancora presto per capire, ma sembra che il governo si stia muovendo per tutelare il pallone provinciale, importantissimo per la nostra società”.
Concludiamo tornando sulla vicenda verdetti, perché anche qui le normative sono cambiate. “Chi farà ricorso avrà solo due gradi di giudizio, quello del Coni e quello del Tar del Lazio. Chi si appellerà avrà quindi una risposta definitiva entro un mese. Da lì si potrà pensare all’organizzazione della prossima stagione”.
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