Oggi il Messina si presenta dinanzi alla Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale per un passaggio cruciale sul piano formale.

Il procedimento si svolgerà a porte chiuse tramite collegamento telematico e vedrà il club peloritano impegnato a difendere la propria posizione sul delicato contenzioso legato all'operato di Stefano Alaimo.

Al centro del dibattito ci sono gli accordi siglati nell'estate del 2025 dall'allora massimo dirigente, operatore in quel periodo colpito da un provvedimento di inibizione.

Tali contratti, sebbene fossero stati regolarmente approvati dagli uffici della Lega, sono finiti nel mirino di diverse società concorrenti come Reggina, Sancataldese e Acireale, le quali hanno presentato formale ricorso.

La vicenda si colloca in un frangente temporale estremamente complesso per la piazza siciliana, segnato dalla retrocessione dal campionato di Serie C e da una profonda riorganizzazione societaria.

In quei mesi di transizione la gestione fu temporaneamente curata dalla cordata guidata da Giuseppe Peditto, prima del passaggio di consegne tra la gestione inadempiente dell'Aad Invest Group e la subentrante Racing City Group, vertice che ha poi dato vita nell'ottobre 2025 alla nuova struttura societaria denominta Acr 1900.

L'obiettivo della dirigenza è ora quello di superare definitivamente gli strascichi burocratici ereditati dalla precedente conduzione per garantire stabilità e serenità al nuovo corso sportivo.

Sezione: Eccellenza / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 12:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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