Dopo sette lunghi anni di attesa, il Sandonà ritrova finalmente la Serie D. Una cavalcata trionfale nel girone B di Eccellenza, coronata domenica scorsa dalla vittoria decisiva per 2-0 sul campo del Caerano, che ha fatto esplodere di gioia una piazza storica del calcio veneto. Per parlare di questo splendido traguardo, la redazione di NotiziarioCalcio.com ha raggiunto in esclusiva ai propri microfoni Massimiliano Finotto, Direttore Generale del club biancoceleste e tra i principali artefici di questo successo.
Il trasporto emotivo è ancora palpabile nelle parole del dirigente biancoceleste, che non nasconde l'orgoglio per un'impresa costruita mattone dopo mattone: «È stata un'emozione grandissima, enorme. Abbiamo fatto un vero e proprio miracolo sportivo con il budget che avevamo a disposizione. C'erano squadre più attrezzate di noi per la categoria, ma è stato bello perché in società abbiamo creato un ambiente familiare, dove tutti quest'anno hanno remato nella stessa direzione».
Una vittoria, sottolinea Finotto, che non è frutto del caso ma di una programmazione che parte da lontano: «Veniamo da due o tre anni in cui facciamo bene. L'anno scorso e quello prima ci era sfuggito ai playoff, ma ora finalmente abbiamo coronato il nostro sogno di andare in Serie D. E non c'è stato un singolo episodio in cui abbiamo capito di avercela fatta: la verità è che abbiamo dominato l'80% delle partite. Perfino a Cavarzano, quando perdemmo ed eravamo a -7 dalla vetta: prendemmo un 'gol della domenica' all'ultimo minuto da centrocampo, ma strameritammo, loro non sapevano da che parte girarsi. Abbiamo dominato l'intero campionato».
Dietro ai numeri da record – tra cui i pochissimi gol subiti – c'è la mano invisibile ma ferma della guida tecnica. Il Direttore Generale non ha dubbi su quale sia stato il fattore determinante questa stagione: «Lo spogliatoio creato da mister Siciliano. Ha forgiato una famiglia. È un ragazzo d'oro e un tecnico preparatissimo che arriva dall'Udinese. È riuscito a costruire un gruppo fantastico, tutti lo hanno seguito dal primo all'ultimo giorno, anche chi giocava meno».
Il successo del Sandonà passa attraverso una precisa filosofia aziendale e sportiva, che mette i giovani al centro del progetto: «Siamo rimasti fedeli alla nostra linea, anche grazie a un fenomeno come il nostro direttore sportivo, Alessandro Bisiol, che crede tantissimo nei giovani. Il nostro futuro è fatto di ragazzi del territorio. Anche la nuova proprietà, che arriva dall'esperienza col Don Bosco dove aveva solo il settore giovanile, crede fortemente in questo percorso. È la nostra strada verso la sostenibilità».
Un approccio che tornerà utilissimo in una categoria esigente come la Serie D, dove la gestione dei fuoriquota fa la differenza: «Sicuramente il nostro lavoro ci darà un piccolo vantaggio competitivo», ammette Finotto. «Sappiamo cosa andremo ad affrontare. Il nostro obiettivo per il prossimo anno sarà quello di salvarci».
La festa è ancora in corso, ma la dirigenza è già proiettata al futuro. La squadra non verrà stravolta: «Vorremmo mantenere l'ossatura importante di questo gruppo e inserire alcune pedine di spessore, insieme a giovani di valore. Lavoreremo anche in sinergia con squadre professionistiche per valorizzare i ragazzi che ci manderanno».
In chiusura, il diggì Finotto lancia un messaggio d'amore a una tifoseria che non ha mai fatto mancare il proprio calore: «Anche negli anni passati, quando le cose andavano meno bene, i tifosi sono sempre stati vicini alla squadra. Ora, con questi risultati, si sono riavvicinati in massa. A loro dico che noi ce la metteremo tutta, come sempre. Cercheremo di dare il massimo e vi faremo divertire».
La Serie D ha ritrovato una delle sue protagoniste. Il Sandonà è tornato, e lo ha fatto per restarci.
Autore: Marco Pompeo / Twitter: @Marco_Pompeo
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