L’atmosfera delle grandi occasioni ha avvolto la Pages Lounge dell’Orogel Stadium-Dino Manuzzi per il battesimo ufficiale di Ashley Cole sulla panchina del Cesena. Non una semplice conferenza in sala stampa, ma un evento curato nei minimi dettagli per accogliere una figura di caratura internazionale nel mondo bianconero.
Il direttore generale Corrado Di Taranto ha aperto l’incontro rivolgendo un pensiero al recente passato: «Prima di iniziare la conferenza stampa volevo ringraziare mister Mignani e il suo staff per il lavoro svolto e per i risultati ottenuti in questi venti mesi».
Voltando subito pagina, il dirigente ha espresso grande soddisfazione per l'arrivo dell'ex fuoriclasse inglese: «Oggi per noi è un nuovo inizio, do un grande benvenuto ad Ashley, che già dai primi giorni ha portato un entusiasmo, una forza e un’energia incredibile».
Di Taranto ha poi sottolineato l'approccio dell'ex difensore: «Lo ringrazio per aver accettato subito la proposta del Cesena e di essersi messo a disposizione con umiltà, che non è propria per un ex calciatore del suo livello e una persona del suo calibro, quindi da questo punto di vista umiltà assoluta nel presentarsi ai nostri calciatori».
Presa la parola, Cole ha subito mostrato sintonia con l'ambiente romagnolo: «Questo club ha una storia molto importante, ha valori molto sani che sono in linea con i miei. Sono molto umile, ho sempre lavorato sodo per arrivare dove sono arrivato».
Il tecnico ha spiegato come la scintilla sia scoccata immediatamente: «Dopo i primi contatti, dopo le prime riunioni insieme ho capito che stiamo navigando sulla stessa lunghezza d’onda. Sono molto entusiasta di essere qui, questo è un club molto onesto e io sono ottimista anche per il futuro di questo club, quando c’è stata questa possibilità non ci ho pensato due volte».
Nonostante la lingua e il contesto differente, l'integrazione procede spedita: «Non ho paura di questa situazione, in questo momento devo un po’ conoscere l’ambiente, già un po’ parlo italiano e per questo ho anche un aiuto per cui non ci sono problemi».
Sull'aspetto personale, Cole ha aggiunto: «Finora mi sono ambientato molto bene, il posto è bellissimo però devo dire che ora faccio solo albergo-lavoro-albergo, ho la moglie italiana e quindi quando mi raggiunge la mia famiglia avremo modo di mangiare bene e di girare di più».
Il focus si è poi spostato sulla filosofia di gioco e sulla necessità di una scossa: «Il mio lavoro è sempre capire dove sono, a che livello sono e quindi certo, ho già iniziato a studiare questo campionato, cosa posso dare, cosa possono dare i miei calciatori».
Cole sa di dover portare una ventata di novità: «Sono anche molto contento di essere circondato da un ottimo staff che sta dando di tutto per vincere, però anche da parte mia voglio dare, come dicevo prima, la mia impronta, quindi anche cambiare la mentalità».
L'analisi del tecnico sulla crisi di risultati è stata lucida e diretta: «Se questa squadra avesse vinto le ultime otto partite io non sarei qui in questo momento, quindi prima di me qualcosa non stava funzionando. Io come allenatore devo cambiare qualcosa, devo preparare tutti per essere pronti per scendere in campo».
Il nuovo allenatore non vuole un atteggiamento rinunciatario: «Io devo cambiare qualcosa, devo lasciare la mia impronta, non posso giocare con cinque dietro ad aspettare. Dobbiamo migliorare in tutto, con e senza palla, dobbiamo essere più cattivi, più veloci».
L'aggressività sarà il marchio di fabbrica del suo Cesena: «Come squadra e come società dobbiamo fare di più e dobbiamo essere anche molto più aggressivi nel nostro approccio».
Un punto fermo del suo progetto riguarda la valorizzazione dei giovani locali: «Voglio sottolineare anche le mie esperienze molto importanti che ho maturato, in cui ho aiutato a crescere i giovani perché quando mi sono ritirato ho iniziato nel settore giovanile del Chelsea».
L'attenzione per i talenti fatti in casa è massima: «Noi dobbiamo valorizzare i talenti del settore giovanile come Berti, Francesconi, Shpendi: è importante che il Cesena continui a sfornare talenti. La nostra Primavera gioca nel campionato più importante per quel livello e devono essere pronti per fare il salto».
Tuttavia, Cole predica equilibrio: «Non sto dicendo che già da questo sabato vedrete una squadra piena di giovani talenti, però in futuro ovviamente quello è l’obiettivo. Io ho iniziato, ho avuto la mia chance essendo cresciuto in un settore giovanile, quindi capisco l’importanza di dare opportunità ai giovani».
Riguardo alle prime uscite e agli errori commessi, l'inglese ha ammesso: «Dopo aver visto il pareggio contro il Frosinone, l’idea era lasciare subito la mia impronta, provare a cambiare lo stile. Forse il mio errore è stato nei dettagli che ho chiesto ai calciatori, in particolare agli esterni».
Ma la promessa per il prossimo match è chiara: «Nella partita contro il Mantova ho avuto un giorno e mezzo per lavorare con la squadra, adesso però con altri giorni, altri allenamenti in cui ho lavorato con la squadra in campo, vi garantisco che sabato sarà una squadra diversa».
L'asticella degli obiettivi resta alta: «L’obiettivo è chiaro, al cento per cento dobbiamo qualificarci per i play-off, ho grande fiducia in questa squadra, in questa rosa che ha grandissima qualità. Se non dovessimo farcela, sarò il primo responsabile».
Sulla qualità della Serie B, il mister ha fatto un paragone con il calcio d'oltremanica: «La Serie B secondo me ha un buon livello, ci sono tante squadre che giocano con lo stesso stile, tutti possono battere tutti, è molto competitivo, un po’ anche come la Championship, la Serie B inglese».
Cole ha già individuato su quali aspetti tattici intervenire: «Ho visto delle cose positive su cui lavorare, ad esempio lo spezzare le linee di gioco, attaccare con tanti uomini con una linea difensiva alta. Secondo me già sabato vedrete una squadra diversa».
Infine, un appello al cuore della città: «Voglio che si veda un po’ del mio lavoro sabato, ma soprattutto voglio vedere e sentire i tifosi. Noi dobbiamo avere rispetto per lo stemma, per questa città, per questo club, per la gente perché anche loro sono importantissimi per me».
Il tecnico guarda già al lungo periodo con ambizione: «A fine stagione, se siamo tutti contenti ovviamente io vorrei rimanere il più a lungo possibile qui. Voglio lasciare il mio segno, non solo in campo, ma anche fuori».
La chiosa finale riguarda il contributo che vorrebbe dare al movimento calcistico nazionale: «So che non posso cambiare completamente il calcio italiano, la mentalità italiana, però posso fare qualcosina nel mio piccolo per aiutare il movimento calcistico italiano».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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