Nel corso del recente intervento alla trasmissione Fuoricampo, curata da Cosimo Vestita, il direttore sportivo del Taranto, Danilo Pagni, ha tracciato un bilancio estremamente schietto sulla situazione attuale della compagine ionica.
Il dirigente ha voluto subito sgombrare il campo dalle discussioni riguardanti la qualità estetica della manovra, sottolineando come l’efficacia debba necessariamente precedere la bellezza stilistica in questa fase del campionato.
Secondo la visione di Pagni, le chiacchiere su un calcio particolarmente brillante lasciano il tempo che trovano se non sono supportate dai fatti, citando come esempio il Brindisi, capace di un gioco concreto che sta portando i frutti sperati.
«Sento parlare di calcio spumeggiante, ma sinceramente non l’ho visto» ha dichiarato apertamente il direttore, mettendo a confronto tale filosofia con quella di squadre come il Bisceglie, che pur ricevendo elogi per la brillantezza, ha subito una pesante sconfitta per cinque a uno contro i rossoblù.
Il direttore sportivo ha ribadito la propria preferenza per un approccio pragmatico, l'unico in grado di garantire quel bottino di punti indispensabile per scalare la classifica e centrare gli obiettivi prefissati dalla società.
Spostando l'attenzione sul prossimo impegno agonistico contro il Novoli, Pagni ha lanciato un monito ai suoi, ricordando come ogni sfida in questo girone nasconda insidie strutturali e motivazionali non indifferenti per il Taranto.
Affrontare compagini organizzate, spesso su terreni di gioco dalle dimensioni ridotte, richiede una ferocia agonistica superiore, poiché ogni avversario moltiplica le energie quando si trova di fronte alla maglia jonica.
«Se loro correranno a 1000 per salvarsi, noi dovremo andare a 3000» ha sentenziato il dirigente, evidenziando la necessità di un approccio mentale dominante per superare le barricate delle squadre che lottano nelle zone basse.
Un passaggio significativo dell'intervista ha riguardato le criticità legate alle strutture e al vivaio, temi sui quali il dirigente ha chiesto realismo, ricordando come la prima squadra sia stata allestita solo a fine agosto.
Risulta difficile, secondo Pagni, imbastire discorsi complessi sul settore giovanile quando mancano ancora campi di allenamento adeguati e uno stadio pienamente funzionale alle esigenze di crescita di una società professionistica.
Tuttavia, il direttore non ha mancato di lodare l'impegno profuso finora, definendo encomiabile la gestione affidata alla Cryos e il lavoro quotidiano svolto da figure come La Fratta, il tecnico Adduci e l'intero staff tecnico.
Proprio grazie a questi sforzi, alcuni giovani sono stati aggregati stabilmente alla prima squadra, mentre altri hanno ricevuto la chiamata della rappresentativa pugliese, segno che, nonostante i limiti logistici, la semina sta procedendo.
Tornando alle dinamiche del campo e della Coppa Italia, Pagni ha analizzato il valore dei rivali, menzionando nuovamente il Bisceglie e sottolineando quanto pesi l'assenza di elementi carismatici e tecnici del calibro di Citro.
Nonostante le defezioni altrui, il dirigente resta convinto che nessuno regalerà nulla al Taranto, indipendentemente dal blasone o dai nomi altisonanti presenti in organico, poiché la vittoria va conquistata col sudore.
«Nel calcio non ti regala niente nessuno. Anche se ti chiami Taranto e hai nomi importanti, non basta» ha ammonito il direttore, riconoscendo contestualmente i meriti del Brindisi, definita una squadra solida e pragmatica da applaudire.
In merito alla chiusura della stagione, la linea tracciata è netta: l'approdo ai playoff non è un'opzione ma un obbligo morale e professionale nei confronti della proprietà e dell'intera piazza tarantina.
Il messaggio finale di Danilo Pagni è un inno alla concretezza, un invito a mettere da parte i fronzoli per concentrarsi sulla sostanza dei risultati, gli unici giudici ultimi del lavoro svolto da una squadra e da una dirigenza.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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