La 37ª giornata di Serie B porta con sé uno di quei confronti capaci di condensare in novanta minuti il senso di un'intera stagione. La Reggiana affronta il Modena in un derby che, stavolta, va ben oltre la rivalità territoriale: per i granata, è una partita che vale la permanenza in categoria. A presentarla è il tecnico Pierpaolo Bisoli, in una vigilia carica di tensione ma anche di inattesa fiducia.
"È una partita bellissima da giocare, di quelle che tutti vorrebbero disputare. Vale un'intera stagione, per la città e per il derby. Io lo dico sempre: i derby non si giocano, si vincono. Speriamo sia così". Con queste parole Bisoli inquadra il peso specifico dell'incontro, senza nascondersi dietro la retorica del match come gli altri. Il derby, nella sua visione, è una categoria a sé: non si affronta, si conquista.
Sul piano della classifica, la posta in gioco è altissima. "Per noi è ancora più di un derby, è una partita salvezza. Un risultato positivo, meglio una vittoria ma anche un pareggio, ci permetterebbe di arrivare a giocarci l'accesso ai playout nelle ultime gare". Una vittoria o anche solo un punto potrebbero dunque tenere aperto uno spiraglio che, fino a qualche settimana fa, sembrava già chiuso.
Ciò che colpisce nel racconto di Bisoli non è solo la lucidità tattica, ma l'emozione genuina con cui descrive la crescita della sua squadra. "Sì, in modo incredibile. Sta diventando la squadra che voglio io: più personalità, più presenza nei contrasti, anche un calcio discreto. Paradossalmente la partita migliore l'abbiamo persa a Padova." Un paradosso che sintetizza bene la condizione della Reggiana: una squadra in crescita, ma ancora penalizzata dagli episodi.
Il tecnico non nasconde di aver provato commozione di fronte a questo gruppo. "Mi è venuto il magone. Vedere una squadra così, con questi valori, in fondo alla classifica dispiace. Sono ragazzi seri, con cui si è creato un rapporto forte. Li considero degli eroi." Parole che vanno oltre il linguaggio tecnico, e che dicono molto del clima che si è creato all'interno dello spogliatoio.
La settimana di preparazione al derby ha confermato questo stato d'animo. "Molto positiva. I ragazzi non hanno voluto nemmeno il giorno di riposo, segno di grande attaccamento. Dopo un calo iniziale di energie mentali, li ho rivisti brillanti come prima del Palermo." Un segnale di maturità e senso di appartenenza che Bisoli legge come un buon presagio.
La metafora che ricorre con più forza nelle parole dell'allenatore è quella della fiamma: piccola, fragile, ma tenuta viva con determinazione. "Abbiamo acceso una fiammella quando nessuno ci credeva. Anche le statistiche ci davano per ultimi, invece abbiamo riaperto tutto. Ora dobbiamo tenerla accesa fino alla fine".
Non è retorica: la Reggiana ha effettivamente recuperato terreno in una situazione che sembrava compromessa, sovvertendo pronostici e classifiche statistiche. Bisoli sa che il cammino è ancora lungo e impervio, ma conosce anche la forza di un gruppo che ha già dimostrato di saper reagire.
Per farlo, però, servirà qualcosa in più rispetto alle ultime uscite. "Limare gli errori e avere un pizzico di fortuna, che finora ci è mancata. In certe stagioni anche gli episodi fanno la differenza, e a noi non sono girati". La sfortuna negli episodi è un tema ricorrente, e Bisoli non intende usarlo come alibi, ma come fattore da tenere presente in un calcio dove i dettagli decidono le stagioni.
Il Modena che si presenterà dall'altra parte del campo è, nelle parole del tecnico granata, un avversario di primo piano. "Una squadra fortissima, costruita per i playoff. A novembre era prima, poi ha perso qualcosa ma resta di grande valore. Non credo si snaturerà: ha identità, fisicità e qualità." Una stima sincera, priva di ogni tentativo di sminuire l'avversario, ma che non si traduce in rassegnazione.
Bisoli ammette anche di seguire con attenzione i risultati degli altri campi, pur senza farne un'ossessione. "Sarei ipocrita a dire che non li guardiamo. Negli ultimi minuti possono influenzare le scelte: se arrivano notizie positive o negative, l'atteggiamento può cambiare." Una risposta onesta, che riflette la pragmaticità di un allenatore abituato a gestire situazioni di alta pressione.
Sul fronte degli uomini disponibili, Bisoli fornisce aggiornamenti su due giocatori chiave. "Girma è importante, ha fatto molto bene entrando e può essere decisivo." Diversa la situazione di Bertagnoli, alle prese con un infortunio che ne limita la condizione: "Ha un problema fisico serio: si gestisce per arrivare a fine stagione, ma resta un giocatore fondamentale".
Sul tema degli arbitraggi, il tecnico mantiene una posizione equilibrata, pur non celando una certa insofferenza verso le dinamiche attuali del calcio. "Non ho mai criticato gli arbitri, anche se non siamo stati fortunati negli episodi. Oggi però il calcio è troppo deciso fuori dal campo: preferisco un errore dell'arbitro in campo che decisioni riviste mille volte al VAR." Una presa di posizione netta, che riflette una visione del calcio più legata all'autenticità dell'azione che alla perfezione tecnologica.
A chi gli chiede se abbia già vissuto pressioni simili in carriera, Bisoli risponde senza esitare. "Sì, a Cosenza: eravamo dati per spacciati e ci siamo salvati passando dai playout. Situazioni simili, stessa pressione. Bisogna crederci fino in fondo". L'esperienza è dunque una risorsa, non solo un fardello: sa cosa significa essere con le spalle al muro, e sa anche come uscirne.
Un ruolo determinante, nella corsa alla salvezza, lo giocheranno anche i tifosi. Per il derby, i supporter granata non potranno essere presenti sugli spalti, ma il loro sostegno è stato già percepito con forza. "Fondamentale. Anche dopo la sconfitta di Padova ci hanno dato una carica incredibile. Non potranno esserci domani, ma giocheremo anche per loro. Ci hanno fatto sentire la loro vicinanza." Un legame che va oltre la partita, e che alimenta la motivazione di un gruppo che lotta anche per non tradire una città.
Infine, uno sguardo all'aspetto umano di chi guida questa impresa. Alla domanda su come viva personalmente le vigilie di partite così decisive, Bisoli risponde con disarmante sincerità: "Dormo pochissimo, mi porta via tante energie. Ma è una sfida bella, che spero finisca bene".
E come sfida vuole che la sua squadra si presenti in campo: "Organizzata. Non è questione di calcio offensivo o difensivo: voglio una squadra che sappia cosa fare in ogni momento". Una richiesta di chiarezza mentale e lucidità tattica, in un momento in cui ogni scelta può cambiare il destino di una stagione.
Il fischio d'inizio si avvicina. La fiammella è accesa. Ora tocca alla Reggiana non lasciarla spegnere.
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