Un Cesena rinnovato, ancora senza sconfitte e costruito attorno alle idee del suo allenatore. È il quadro che il direttore sportivo Andrea Mancini ha delineato ai microfoni di Radio Sportiva, all'indomani delle prime cinque giornate di campionato. Il dirigente ha toccato i temi del momento: la campagna acquisti, la scelta di affidare la squadra ad Alessandro Diamanti, l'andamento in classifica e il rendimento del centravanti Cristian Shpendi.

Il primo bilancio riguarda il mercato estivo, che ha cambiato in modo profondo il volto della formazione romagnola. Mancini si dice appagato, pur nei limiti imposti dalla società. "Mi ritengo soddisfatto, anche per i paletti che comunque la proprietà aveva messo. Ripeto, secondo me l'obiettivo principale del nostro lavoro è non solo cercare di prendere giocatori di qualità, ma individuare giocatori con caratteristiche precise e compatibili con quelle che vuole fare l'allenatore”.

Per il ds è questo il compito principale di chi costruisce una squadra. “Credo sia la cosa più importante per un dirigente quando costruisce una squadra. Noi, secondo la nostra opinione, abbiamo cercato di costruire una rosa equilibrata, con caratteristiche diverse ma complementari l'una con l'altra. Oggi, onestamente, stiamo vedendo alcuni frutti di questo lavoro. Naturalmente dobbiamo continuare a costruire, quindi c'è ancora tanto lavoro da fare".

Il capitolo più delicato riguarda la guida tecnica. Il Cesena ha scelto di affidarsi a Diamanti, alla prima esperienza in assoluto da allenatore, dopo il lavoro con l'Under 23 del Melbourne City. Mancini respinge l'idea di un azzardo: “Non lo ritengo una scommessa, ma un giovane che ha appena iniziato a fare questo lavoro. Ha lavorato con l’Under 23 del Melbourne City, un ambiente che può insegnare calcio a tanti club visto che il City Group ha dimostrato in questi anni di saper fare calcio ad alti livelli.

“È un allenatore che sta andando in una direzione che il calcio europeo e il calcio mondiale stanno prendendo. Io sapevo quello che poteva darci. Sicuramente è giovane, va supportato e va frenato anche per la sua esuberanza a volte, ma quella è la sua forza. Sai, se gli togli quello, era anche la sua forza da calciatore. Io sapevo cosa poteva darci Alessandro e sono davvero contento di come si è calato nella realtà Cesena e del lavoro che sta facendo. Ripeto, però, va supportato a 360 gradi, perché dietro a un grande allenatore c'è anche una grande società, secondo me".

Sul piano dei risultati, il Cesena è una delle quattro squadre ancora imbattute in questo campionato, insieme a Palermo, Mantova e SudTirol. Il bottino, però, è di sette punti, frutto di una sola vittoria in cinque partite. Mancini non nasconde un pizzico di rammarico, ma giudica complessivamente positivo il cammino: “La gioventù può portare a volte anche errori di inesperienza. Però devo essere onesto, dispiace, perché uno che guarda le partite, comunque cerchiamo sempre, e siamo riusciti sempre, a cercare di mettere in campo la nostra identità, la nostra idea di gioco, di cercare di dominare tutte le partite. Poi in campo ci sono anche gli avversari, quindi ci può stare. Però se all’inizio mi avessero detto che alla sosta saremmo stati imbattuti e con sette punti ci avrei messo la firma visti i tanti cambi estivi.

“È chiaro che, se poi uno guarda le partite, un po' di amaro in bocca te lo lascia, perché, tenendomi a stare basso, potevamo avere qualche punto in più sicuramente. Però io ritengo il bilancio, in tutto e per tutto, positivo. Ripeto: entusiasmo sì, ma la consapevolezza che c'è ancora tanto lavoro da fare”.

Tra i protagonisti dell'avvio spicca Shpendi, autore di sei reti in cinque gare. L'attaccante sembrava vicino alla partenza durante l'estate e potrebbe attirare l'interesse di altri club nella finestra invernale. Il direttore sportivo ne elogia le qualità, umane e tecniche, e lascia intendere che la trattativa per il suo futuro non sarà semplice: “Non sarà facile tenerlo, arriviamo a gennaio nel miglior modo possibile, poi vediamo. Per Cristian io sono contento perché se lo merita, perché è un ragazzo d'oro, è un giocatore forte. Sono contento anche per noi, perché tenerlo è stato un valore aggiunto per noi. Lui sicuramente ha questo killer instinct dell'attaccante, che sono sempre di meno in giro per il mondo oggi. Lui ha questo fiuto del gol che è impressionante. Ha delle qualità secondo me importantissime e dietro ai suoi gol c'è anche il lavoro della squadra. La squadra lo supporta e noi dobbiamo cercare di metterlo nelle migliori condizioni per fare gol. La squadra in questo momento lo sta facendo".

Sezione: Serie B / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 07:45
Autore: Elena Carzaniga
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