Il capocannoniere del Cesena, Cristian Shpendi, ha analizzato con estrema lucidità il momento vissuto dai bianconeri dopo la sfida interna contro il Sudtirol, soffermandosi in particolare su quella rete contestata che ha aperto il match: «Personalmente sono contento della prestazione e penso sinceramente di aver segnato io, non credo affatto che il pallone fosse già entrato in porta prima del mio tocco».
«Era fondamentale riuscire a ripartire con il piede giusto dopo la sosta e provare a muovere la classifica portando punti a casa. Dal mio punto di vista credo di aver disputato una buona prova, esattamente come ha fatto il resto dei miei compagni di squadra in campo».
Il giovane talento si è poi concentrato sull'evoluzione tattica che lo vede ora protagonista in una posizione più defilata, agendo largo sulla corsia mancina: «Sicuramente affrontare un cambio di ruolo può portare solo benefici alla crescita di un calciatore, anche se è innegabile che nelle prime uscite ci sia la necessità di abituarsi e di assimilare nuovi dettagli».
«Tuttavia io apprezzo molto questa soluzione perché, anche partendo dalla sinistra, ho la possibilità di rientrare verso il centro e il mister mi concede grande libertà di decidere cosa fare durante lo svolgimento della partita. Sono felice di fornire il mio contributo sulla fascia».
L'intesa con il nuovo compagno di reparto sembra essere già decollata, portando vantaggi concreti alla manovra offensiva romagnola: «Alberto Cerri svolge un grandissimo lavoro giocando spalle alla porta, fa costantemente la lotta con i difensori avversari e questa è una cosa che gli riesce benissimo, finendo per togliermi molto di quel lavoro sporco che magari prima ero costretto a fare di più».
Shpendi non ha nascosto un pizzico di rammarico per la sostituzione, pur accettando senza polemiche le gerarchie della panchina: «Al momento del cambio pensavo di averne ancora, avevo energie per continuare. Quando vieni richiamato fuori è ovvio non essere contenti, ma si tratta di una scelta tecnica del mister che comprendo al cento percento».
«Chiaramente stare in campo qualche minuto in più mi avrebbe fatto piacere. In questo periodo mio fratello Stiven sta segnando con regolarità e questo rappresenta certamente uno stimolo costante a fare meglio. Da parte mia cerco di replicare le sue prestazioni e provo a raggiungerlo nel numero di reti».
Infine, l'attaccante è tornato sui mesi complicati vissuti prima dell'avvicendamento in panchina, tra errori dal dischetto e una crisi di risultati che sembrava senza fine: «Non abbiamo attraversato un bel periodo, parlo sia a livello personale per i rigori sbagliati in passato, sia per quanto riguarda la squadra, ma siamo un gruppo genuino».
«Durante la settimana parlavamo spesso tra di noi e, anche se arrivavamo da una serie di partite in cui non riuscivamo a ottenere il risultato che avremmo voluto, ci davamo forza l’un l’altro per non mollare. È dispiaciuto molto non aver raccolto tanti punti in quella fase della stagione».
«In quei momenti cercavamo anche solo una piccola scintilla che potesse scoccare in modo tale da permetterci di riprenderci definitivamente. Ora guardiamo avanti con fiducia, forti della nostra unione e della voglia di lottare su ogni pallone fino alla fine del campionato».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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