La vigilia della delicata ed emozionante sfida playoff tra Catanzaro e Palermo si apre nel segno del ricordo e della massima concentrazione agonistica per la formazione rosanero. Il tecnico Filippo Inzaghi, intervenuto nella consueta conferenza stampa pre-partita, ha voluto dedicare un pensiero profondo alla tragica scomparsa della piccola tifosa Alessia, prima di proiettarsi sull'analisi puramente tecnica del doppio confronto che mette in palio il pass per la corsa verso la massima serie.
«Allora buongiorno a tutti, no ci tenevo solo, sapete che sono stati giorni insomma particolari, tristi per noi, e penso sia stato bello vedere quello che tutta Italia ha fatto per Alessia e mi auguro che io e la squadra riusciamo a dedicargli il nostro sogno» ha subito dichiarato l'allenatore introducendo l'incontro con i giornalisti in un clima di palpabile commozione collettiva. «Quello che è successo per Alessia è qualcosa di speciale, sia per tutta la gente nel mondo ultras dovrebbe accompagnarci sempre, e io da genitore, come ho detto prima, è una cosa che non dovrebbe mai succedere, è una cosa innaturale che i nostri figli ci lascino e per cui come ho detto prima siamo molto vicini alla famiglia. La famiglia ha avuto grande coraggio, bisognerà stargli vicino tra qualche giorno quando passerà tutto, bisognerà cercare di fare il meglio perché purtroppo oltre ad Alessia ci sono tanti altri bambini che soffrono, che se ne vanno, per cui tutti nel nostro piccolo dovremmo cercare di avere vicinanza e fare magari insomma qualcosa per questi bambini e per le persone che soffrono, però detto questo mi auguro che lasci in noi la guerriera che è stata, il fatto di non mollare mai, il fatto di fino all'ultimo essere presente a vederci, questa è una cosa che mi mette i brividi, che ci emoziona e che mi auguro dia ancora qualcosa in più, se ce n'era bisogno, alla squadra».
Il focus si è poi inevitabilmente spostato sulle condizioni fisiche del gruppo e sui dubbi legati all'impiego di due pedine insostituibili dello scacchiere tattico del Palermo, usciti acciaccati dalle ultime sessioni di allenamento settimanali. «Purtroppo Bani e Palumbo hanno avuto dei problemi in questa settimana e oggi hanno fatto qualcosa col gruppo, l'allenamento decisivo sarà domani mattina chiaramente, la rifinitura la faremo là e vedrò, stamattina sono riusciti a muoversi con i compagni» ha spiegato nei dettagli la guida tecnica dei siciliani. «È chiaro che se qualcuno non è al cento per cento non gioca, è chiaro che Palumbo e Bani sono giocatori per noi fondamentali, ma abbiamo una rosa così profonda che mi permette di fare qualsiasi scelta e soprattutto di non rischiare giocatori che non sono al meglio, per cui vedremo domani mattina, ma chi andrà in campo è perché al cento per cento, proprio per questo non li farò giocare se non staranno bene, penso che ho validi sostituti, ho come ho sempre fatto durante l'anno non ho mai mandato in campo un giocatore se non era al cento per cento perché penso che sia doveroso per il rispetto che ho avuto del gruppo e per il rispetto che ho per tutta la rosa, per cui ho bene in mente chi potrebbe sostituirli e vedremo domani mattina».
Rispetto alle passate e sfortunate campagne playoff vissute dalla piazza siciliana, l'ex attaccante della Nazionale avverte una fiducia e una consapevolezza nei propri mezzi radicalmente diverse, elementi fondamentali per gestire la pressione psicologica. «Penso con tutto, però anche con la consapevolezza di essere forti, cioè noi secondo me per fortuna rispetto agli altri anni del Palermo arriviamo ai playoff con una consapevolezza diversa, sappiamo di aver fatto un grande campionato, non è bastato perché qualcuno ha fatto meglio di noi però abbiamo un'altra grande possibilità» ha evidenziato con fermezza Superpippo. «Però a differenza di altri anni arriviamo con una convinzione importante, forti, quello che ho detto alla squadra, noi dobbiamo finire questi playoff senza avere rimpianti essendoci preparati al meglio, però questa squadra da questo punto di vista non mi ha mai deluso e per cui io sono convinto che faremo dei grandi playoff. Poi sappiamo che ci sono anche gli avversari ma sappiamo di essere molto forti per cui sappiamo che gli altri ci temono e questo deve fare la differenza in questo tipo di partita».
La strategia per il match d'andata al Ceravolo non prevede speculazioni sul regolamento o atteggiamenti rinunciatari, forte del distacco accumulato durante la stagione regolare. «Io penso che bisogna ragionare, questa per noi è la partita, è l'unica partita, la partita più importante, noi dobbiamo andare a Catanzaro per vincere e chiudere i giochi, cioè non c'è altri altri altri pensieri» ha ammonito il mister tracciando la via per i novanta minuti. «Abbiamo fatto in campionato tredici punti in più che devono pesare perché al di là della loro bravura, della nostra bravura, delle nostre i loro pregi, i nostri difetti, i nostri pregi, i loro difetti, noi abbiamo fatto tredici punti più in campionato, abbiamo dimostrato di essere più forti e dobbiamo andare a Catanzaro a vincere senza fare calcoli. Abbiamo grande rispetto, sono una squadra forte, ma noi pensiamo di essere più forti, la classifica dice questo. Io penso che debbono avere un peso, debba debbono avere un peso, e anche lo scontro e a parità di gol la classifica ti dà una mano nel doppio confronto per cui però al di là di questo non possiamo pensare più in là della partita di domani, dobbiamo andare a fare una grande gara, l'ho già detto dobbiamo andare a cercare di vincere a imporre il nostro gioco, sappiamo benissimo quali sono le loro caratteristiche e l'abbiamo preparata al meglio e qui noi pensiamo domani, è chiaro che il nostro obiettivo è andare a chiudere i giochi domani, poi sappiamo che abbiamo anche un jolly in tasca eventualmente però non bisogna assolutamente pensare a quello che ci sarà mercoledì, per me mercoledì in questo momento non esiste».
La gestione delle energie fisiche e mentali lungo l'arco di un mini-torneo così logorante imporrà rotazioni scientifiche e il coinvolgimento totale di tutti gli elementi a disposizione in organico. «Noi speriamo di giocare in venti giorni quattro partite, non puoi fare nessun richiamo, io penso che la nostra sicurezza ce la dà quello che abbiamo fatto fino a poco tempo fa nel senso che siamo sempre andati forti tutto l'anno, non abbiamo mai avuto cali» ha proseguito nell'analisi atletica. «La squadra sta bene, ho ribadito che avremo bisogno di ventuno giocatori perché quando giochi speriamo quattro partite in venti giorni hai bisogno di tutti, ricordavo l'anno scorso la Cremonese alla finale a Spezia aveva fuori tutti i difensori squalificati a due ammonizioni, i giocatori andranno fuori in questo momento, abbiamo bisogno come sempre di tutti e ventiquattro, ma tutti dei ventiquattro al massimo livello. Io penso che tutti sono stati considerati, tutti han dato il loro il loro apporto e sono sicuro che insieme al nostro pubblico potremmo regalarci questo sogno, poi ci siano anche gli altri forti ma noi siamo consapevoli della nostra grande forza e cercheremo di metterla in campo ogni partita».
Il precedente stagionale sul campo e le polemiche esterne relative alle designazioni arbitrali non sembrano scalfire la serenità del tecnico, pronto ad affrontare un catino tradizionalmente complicato. «Beh insomma è una partita che vale sicuramente di più di quella che abbiamo giocato a Palermo, però anche lì penso che due squadre non abbiano regalato niente, noi giocavamo davanti a trentamila per cui abbiamo cercato di vincerla, ci siamo riusciti, però sarà una partita completamente diversa e giochiamo in un ambiente caldo lo sappiamo, ma sappiamo quello che troveremo ma insomma siamo pronti, non mi preoccuperei molto di queste cose, io penso soprattutto ai miei ragazzi, li vedo molto vogliosi, li vedo in grande forma per cui sono sono molto tranquillo» ha risposto con fermezza Inzaghi spegnendo sul nascere i dubbi sulla direzione di gara. «Ma sai queste cose io penso che Feliciani per una partita così sia una garanzia nel senso che ha arbitrato tante partite in Serie A e io con lui devo dire ho anche un ottimo rapporto, lasciamolo tranquillo e pensiamo sia noi il Catanzaro e l'arbitro sarà una partita piena di tensione di lasciarci tutti tranquilli e di cercare di fare una grande gara».
La chiusura è un bilancio complessivo sul livello di cinismo raggiunto dalla squadra e sul proprio record personale nei playoff, affrontati quest'anno con ambizioni e pressioni decisamente superiori rispetto alle passate esperienze professionali. «Me lo auguro, noi tutti allenatori speriamo che la nostra squadra abbia raggiunto il massimo, che non sbagli niente, poi dobbiamo pensare anche che sono ragazzi che sono umani e che nel calcio ci sono gli sbagli sennò non ci sarebbero i gol anche perché dicono che la partita perfetta dovrebbe finire zero a zero» ha sorriso sornione il tecnico piacentino prima di guardare ai suoi precedenti. «Io sono contento della crescita esponenziale che ha avuto questa squadra sul campo nel rapporto con i suoi tifosi, quello che si è venuto a creare, tutto questo per me è una vittoria e poi dopo è chiaro che adesso arriva la parte più importante però penso che siamo pronti. Guarda, con insomma con la Reggina e il Venezia quando ho giocato i playoff per noi era un sogno raggiungerli e per cui chiaramente non partivo con i favori del pronostico ed è chiaro che essere già arrivato lì, per cui questi sono numeri, col Palermo voglio cercare di vincerle a tutti i costi per cui cambia drasticamente e insomma speriamo le statistiche. Sì sì, ma abbiamo tante frecce nel nostro arco per cui ho tante valide soluzioni, però quello che è sicuro che giocherà Peda che è un giocatore forte che in queste partite penso sia fondamentale».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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