In riva allo Stretto l'attenzione è tutta rivolta alle manovre che potrebbero cambiare il volto della Reggina nei prossimi mesi. Nonostante la squadra stia ultimando i preparativi per la finale playoff in trasferta contro la Nissa, il clima che si respira tra i sostenitori amaranto è di fredda attesa. La vittoria sul campo, pur prestigiosa, sposterebbe di pochissimo le reali chance di un ripescaggio, lasciando spazio a riflessioni molto più profonde sulla gestione del club.

Gran parte della tifoseria sembra ormai aver considerato concluso il ciclo legato all'attuale proprietà guidata da Ballarino. Le indiscrezioni su un possibile passaggio di mano si rincorrono, con una pista in particolare che continua a restare viva: quella che porta a un gruppo di investitori statunitense. Sebbene inizialmente si fosse fatto il nome di Matt Rizzetta come possibile intermediario, la sua attuale indisponibilità non sembra aver interrotto i dialoghi attraverso altri canali.

L'obiettivo di questo fondo sarebbe quello di avviare un progetto di crescita sportiva che proceda di pari passo con uno sviluppo economico graduale e sostenibile, un modello già visto in altre realtà europee di successo. Tuttavia, il tempo stringe: superata ormai la metà di maggio, chiunque abbia intenzione di programmare una stagione vincente in Serie D deve necessariamente uscire allo scoperto per evitare di partire in ritardo rispetto alla concorrenza.

Oltre alla questione societaria, restano da affrontare i nodi legati alle infrastrutture, come l'ammodernamento del Granillo e la gestione del centro sportivo Sant’Agata, temi che saranno centrali anche nel dibattito politico cittadino. Sul campo, invece, l'allenatore Torrisi sembra orientato a dare continuità alle ultime scelte tecniche per l'impegno finale, lavorando in un blindatissimo Sant’Agata per non concedere vantaggi agli avversari.

Tra i pali dovrebbe agire ancora Lagonigro, protetto da una linea difensiva che vede i fratelli Girasole al centro e Giuliodori con Distratto sulle corsie esterne. Il modulo di riferimento resta il collaudato 4-2-3-1, con la coppia Laaribi-Fofana a fare da diga in mezzo al campo, supportata dall'energia di Salandria che scalpita per un posto.

Per il reparto avanzato, le maglie sembrano già assegnate a Edera, Mungo e Di Grazia sulla trequarti, con il ballottaggio tra Ragusa e altri elementi per completare il pacchetto offensivo. Il ruolo di terminale sarà affidato a Ferraro, che ha già punito la Nissa in passato e cerca il riscatto dopo alcune prestazioni meno brillanti.

L'intera piazza di Reggio Calabria osserva con scetticismo ma con una segreta speranza l'evolversi della situazione, consapevole che dopo anni di promesse mancate serva un segnale di discontinuità reale. Il match di Caltanissetta chiuderà ufficialmente i discorsi agonistici, ma il vero "campionato" per la sopravvivenza e il rilancio della Reggina si giocherà nelle stanze dei bottoni subito dopo il fischio finale.

Sezione: Serie D / Data: Ven 15 maggio 2026 alle 10:10
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
vedi letture