La Reggiana esce dal derby emiliano contro il Modena con una ferita profonda, non soltanto nel risultato. A una giornata dal termine del campionato, i granata si trovano in una posizione quanto mai scomoda: il proprio destino non dipende più dalle prestazioni sul campo, ma da un intreccio di risultati altrui che appare, in tutta onestà, di difficile realizzazione.
Ciò che rende la sconfitta ancora più amara è la dinamica con cui si è sviluppata la partita. La Reggiana ha avuto la possibilità concreta di riaprire i giochi nel finale, giocando per un lungo tratto con un uomo in più rispetto agli avversari. Eppure le occasioni create non si sono tradotte in gol, e il risultato è rimasto invariato a favore del Modena.
Mister Pierpaolo Bisoli, nel post-partita, non ha nascosto la delusione, offrendo però una lettura lucida e diretta di quanto accaduto. Alla domanda se la squadra avesse approcciato con eccessiva timidezza il primo tempo, il tecnico granata ha risposto senza giri di parole, come riportato da La Gazzetta di Reggio: «Secondo me no, la partita è riassumibile con una semplice frase: loro hanno segnato e noi no. Sapevamo che sarebbe stato un incontro sporco e che avremmo dovuto lottare su ogni pallone, è andato tutto come avevamo immaginato sotto questo punto di vista».
Una sintesi efficace, quella di Bisoli, che fotografa il limite principale emerso nel derby: la mancanza di concretezza nelle zone offensive. Il Modena ha saputo capitalizzare le proprie rare opportunità — appena due conclusioni verso la porta avversaria, entrambe finite in rete — mentre la Reggiana, pur costruendo un volume di gioco superiore, ha mancato l'appuntamento con il gol. «Loro hanno calciato in porta due volte e hanno segnato due gol», ha osservato l'allenatore, «noi abbiamo colpito un palo, creato occasioni su occasioni ma non siamo riusciti a incidere e lo abbiamo pagato».
Un legno, tante opportunioni sprecate e un punteggio che non si è mai mosso a favore dei granata: il copione peggiore possibile in una partita che valeva una stagione.
Sul tema della difficoltà nel finalizzare, spesso ricondotta alla qualità tecnica dei singoli, Bisoli ha preferito spostare l'analisi su un piano più contestuale. «Penso che questo problema sia dovuto più che altro alla scarsa lucidità con cui i giocatori arrivano sotto porta», ha spiegato il tecnico. «Ricordo che da quando sono arrivato abbiamo giocato tutte le partite con l'acqua alla gola: è inevitabile arrivare nei pressi dell'area poco lucidi». Una pressione costante, accumulata nel corso di settimane di campionato vissute sul filo dell'emergenza, che finisce inevitabilmente per compromettere la qualità delle scelte nei momenti decisivi.
La matematica non ha ancora emesso la sentenza definitiva, ma il margine di manovra si è ridotto quasi a zero. Lo stesso Bisoli non si è sottratto alla realtà dei numeri: «È innegabile, ora il destino non passa più dalle nostre mani, ma dobbiamo sperare in un clamoroso intreccio di risultati favorevoli. Ad ogni modo noi ci prepareremo per onorare la maglia con dignità anche contro la Sampdoria».
L'ultima giornata sarà quindi un atto dovuto verso la propria tifoseria e verso i colori granata, indipendentemente da ciò che accadrà sugli altri campi. Servirà un vero e proprio miracolo sportivo per mantenere la categoria: la Reggiana dovrà vincere e sperare in una combinazione favorevole di risultati altrui. Uno scenario tutt'altro che scontato, ma finché la matematica non chiude ogni spiraglio, nulla è formalmente perduto.
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