Con le prime giornate di campionato ormai alle spalle, la Serie B comincia a disegnare le proprie gerarchie. A tracciarne un bilancio è stato Peppe Ursino, per anni direttore sportivo del Crotone, in un'ampia intervista rilasciata a TuttoB.com, nella quale ha passato in rassegna i movimenti di mercato più rilevanti, lo stato di forma delle squadre e le prospettive delle formazioni neopromosse.
Il mercato, per alcuni club, non si è mai davvero chiuso. Su tutti il Modena, che ha messo a segno il colpo Andrea Belotti. Interpellato sull'impatto dell'ex attaccante della Nazionale, Ursino non ha usato mezzi termini: "Il Modena era già forte, ha un allenatore emergente molto bravo, e quest'anno è tra le squadre che possono dire la loro in chiave promozione. Con Belotti, l'attacco è stato ulteriormente potenziato, fermo restando che si tratterà di vedere se e come il giocatore, dopo tanti anni di Serie A, si calerà nella realtà della B".
Diverso, invece, il giudizio sulla trattativa che porterebbe James Rodriguez all'Avellino, operazione che, qualora si concretizzasse, proietterebbe gli irpini tra le candidate alla promozione. Su questo fronte l'ex ds crotonese si è mostrato cauto: "Sono scettico sulla possibilità che l'affare vada in porto… Detto questo, laddove invece il giocatore dovesse arrivare l'Avellino metterebbe a segno un colpo sensazionale".
Capitolo a parte merita il Palermo, unica squadra ad aver conquistato il massimo dei punti nelle prime tre partite di campionato. Per Ursino non ci sono dubbi sul ruolo dei rosanero: "Assolutamente sì, è una squadra fortissima in ogni reparto, una corazzata, la candidata numero uno per la promozione diretta. Sono convinto che quest'anno non fallirà".
Sul fronte delle situazioni più delicate, l'attenzione si sposta sulla Cremonese, che con il ritorno in panchina di Fabio Pecchia ha conquistato la prima vittoria stagionale, dopo l'esonero di Marco Giampaolo arrivato a sole due giornate dall'inizio del torneo e nonostante il passaggio del turno in Coppa Italia. Una decisione, quella della dirigenza grigiorossa, che Ursino giudica coerente con gli obiettivi della società: "La società è tornata sui suoi passi, ha capito di aver commesso un errore decidendo di ripartire da Giampaolo nonostante la retrocessione e non ha voluto indugiare oltre, sapendo che la B non aspetta nessuno. È una scelta drastica, sì, ma l'obiettivo è l'immediato ritorno in Serie A".
Tra le note liete del campionato figura anche il Verona, per il quale un giornalista ha di recente definito Marco Baroni "il top player" della rosa scaligera. Un'etichetta che Ursino condivide pienamente, allargando il giudizio all'intero torneo: "L'Hellas è un'altra squadra molto forte. Come sono solito dire, il campionato cadetto è storicamente difficilissimo, quest'anno però mi pare ancora più livellato verso l'alto. Quanto a Baroni, è un tecnico esperto, che sa come si vince, avendo già ottenuto due promozioni in Serie A. È l'uomo giusto al posto giusto: Sogliano non sbaglia".
Uno sguardo particolare è stato riservato alle neopromosse. Tra queste, l'Ascoli sembra aver retto meglio di tutte l'urto con la categoria superiore, un giudizio che l'ex dirigente del Crotone conferma senza esitazioni, allargando l'apprezzamento anche ad altre due realtà: "Senza dubbio. Un'altra matricola che mi piace, avendola vista giocare, è l'Arezzo. Mentre il Vicenza sta facendo la sua parte. Quanto al Benevento, è vero che avrebbe meritato di raccogliere qualche punticino in più, però in sede di mercato si poteva costruire una squadra più forte… Al di là di questo, qualcuno deve pur retrocedere, quindi bisognerà lottare forte…".
Situazione più complessa, invece, per il Catanzaro, ancora fermo a quota zero dopo tre giornate e reduce dalla delusione della finale playoff persa la scorsa stagione, un precedente che secondo Ursino pesa sull'avvio di campionato dei calabresi, come già accaduto in passato a Bari e Spezia: "È proprio così. Il Catanzaro è rimasto scottato da quella finale che avrebbe meritato di vincere e adesso deve fare molta attenzione anche perché la squadra è cambiata moltissimo. La prima cosa da fare è pensare a salvarsi, dopodichè si potrà eventualmente alzare l'asticella. L'anno scorso i giallorossi hanno fatto benissimo, ma questo è un altro campionato. Molto differente. Quindi antenne dritte e obbligo di fare punti già domani al 'Ceravolo' con la Carrarese".
Infine, l'analisi si è spostata sulla Sampdoria, reduce da due sconfitte consecutive e ferma a un solo punto in classifica. Un avvio che Ursino inquadra come l'ennesimo caso di un club blasonato incapace di affidarsi a figure realmente competenti per affrontare le insidie della categoria: "È sempre la stessa storia… Una società così importante e blasonata qual è la Sampdoria dovrebbe affidarsi a professionisti di un certo spessore, esperti della categoria. Io sono schietto e dico sempre quello che penso: bisognava prendere degli uomini diversi – direttore sportivo, allenatore e giocatori, tutti indistintamente –, con conoscenza della Serie B e di come si vince questo campionato. Un'altra occasione persa…".
Un quadro, quello tracciato da Ursino nell'intervista concessa a TuttoB.com, che restituisce l'immagine di una Serie B particolarmente equilibrata e competitiva, nella quale ambizioni di vertice, scommesse di mercato e difficoltà di adattamento convivono fin dalle prime battute della stagione.
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