Il Guidonia esce sconfitto dalla trasferta contro la Torres con un passivo di due reti a zero e il tecnico della formazione laziale, Ciro Ginestra, non usa giri di parole per analizzare quanto accaduto sul terreno di gioco nel corso della conferenza stampa del postpartita.

L’allenatore dei rossoblù entra subito nel merito della prestazione offerta dalla sua squadra, sottolineando come gli errori commessi siano costati caro ai fini del risultato finale e ammettendo la superiorità degli avversari dal punto di vista della determinazione.

Nel corso della sua analisi, il mister si sofferma sull'atteggiamento mostrato in campo dai suoi ragazzi, evidenziando una lacuna evidente sul piano della cattiveria agonistica e della leadership caratteriale necessaria per affrontare questo genere di partite in campi difficili.

«Se vieni qua e fai così tanti errori è giusto che non porti a casa il risultato. Secondo me, sotto l’aspetto agonistico, hanno fatto meglio di noi. In questi campi serve cattiveria e passione, la qualità non basta. Dobbiamo imparare questo aspetto», dichiara apertamente l'allenatore del Guidonia.

Il tecnico sposta poi il focus sulla direzione di gara, esplodendo in una critica durissima nei confronti della classe arbitrale per episodi che, a suo dire, avrebbero condizionato pesantemente l'andamento del match e l'equilibrio generale del confronto sul rettangolo verde.

«Arbitraggio a senso unico, sono successe cose che non ho mai visto in 35 anni di calcio», tuona senza mezzi termini l'ex attaccante, manifestando tutto il proprio sconcerto per quanto visto durante i novanta minuti giocati in Sardegna.

Approfondendo l'aspetto tattico e comportamentale, l'allenatore spiega come la squadra abbia impiegato troppo tempo a comprendere le reali difficoltà legate alla scorrevolezza della sfera e alle caratteristiche ambientali della sfida odierna.

«Il gioco dovevamo capirlo dopo 3 minuti, su un campo in cui il pallone rimbalza male. Contro questo avversario serviva giocare in maniera molto più diretta rispetto a quanto fatto. La differenza tra noi è loro è stato l’agonismo», prosegue il mister nel suo intervento davanti ai giornalisti.

Dimostrando grande senso di responsabilità e assumendosi in prima persona il peso della battuta d'arresto, il timoniere della panchina laziale rivendica le proprie colpe per non essere riuscito a trasmettere al gruppo la giusta carica emotiva prima del fischio d'inizio.

«Se non sono riuscito a tirare fuori quel qualcosa in più, la colpa è la mia, me ne assumo le responsabilità», afferma con estrema sincerità il tecnico nel commentare l'approccio dei suoi alla contesa.

Infine, rispondendo alle domande sulle condizioni del manto erboso, il trainer ridimensiona l'alibi del terreno di gioco pur riconoscendo che la superficie ha condizionato la pulizia tecnica della manovra, ribadendo però che la vera discriminante è stata la mentalità operaia degli avversari.

«Il campo se è quello di Pescara è un conto, se è quello di oggi è un altro. La palla è rimbalzata male, abbiamo fatto tanti errori, sicuramente il campo ha influito, ma non ha spostato la partita», conclude il timoniere del Guidonia.

«Oggi abbiamo portato il profumo, invece dell’asta. Serve sporcarci di più se vogliamo diventare una squadra forte».

Sezione: Serie C / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 10:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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