Al termine della trasferta che ha visto la Reggiana uscire sconfitta per 2-0 dal campo del Grosseto, l'allenatore dei granata Attilio Tesser si è presentato in sala stampa per analizzare l'andamento della sfida. Il tecnico ha evidenziato il paradosso di un match in cui la sua squadra ha prodotto un'enorme mole di gioco e occasioni nitide, senza però riuscire a trovare la via della rete e pagando a caro prezzo le uniche vere disattenzioni concesse agli avversari.

«Purtroppo con i “se” e con i “ma” non si fanno gol e non si fanno punti. Prima del vantaggio del Grosseto abbiamo costruito tre occasioni e anche dopo che loro hanno segnato ne abbiamo create altrettante. Alla fine del primo tempo loro avevano concluso solo un paio di volte, mentre noi abbiamo avuto sei o sette occasioni pulite dentro l’area, davanti al portiere. All’inizio del secondo tempo è successa la stessa cosa. Cavaliere ha avuto due opportunità non sfruttate e alla fine puoi anche aspettarti che loro ti puniscano in contropiede, come è successo. È finita 2-0, ma non c’è da meravigliarsi perché questo è il calcio: chi sbaglia paga. Non penso che meritassimo questa sconfitta, perché credo che i ragazzi abbiano interpretato bene la gara contro un Grosseto che, seppur terzo in classifica, oggi ha creato meno rispetto ad altre partite. È una sconfitta che fa veramente molto male».

Approfondendo il tema della sterilità offensiva nonostante le numerose palle gol create nel corso dei novanta minuti, l'allenatore della formazione emiliana ha rimarcato come il verdetto del campo sia figlio di episodi legati anche alle caratteristiche individuali degli effettivi a disposizione.

«Il calcio è questo: per vincere bisogna fare gol. È stata una partita equilibrata, ma abbiamo avuto più del triplo delle occasioni per segnare. Ci abbiamo provato fino in fondo e non lo dico io, ma i numeri. Purtroppo chi sbaglia paga. Abbiamo costruito tanto e concesso molto poco a un Grosseto che ha la miglior media gol di tutta la Serie C. Quando crei tantissimo, non concretizzi e stai perdendo 2-0, la spiegazione è semplice: se non fai gol, è normale che perdi la partita».

Nonostante l'amarezza per il risultato finale, il tecnico non ha bocciato la prestazione complessiva dei suoi ragazzi, sottolineando l'applicazione e la determinazione messe in campo per arginare una delle compagini più in forma del torneo.

«Tutte le valutazioni si fanno sul risultato, ma se devo pensare alla prestazione, non è mancato nulla a livello di concentrazione e determinazione. L’unica cosa che è mancata è stata mettere la palla dentro. A parte l’ottima prestazione con la Torres, veniamo da un periodo difficile, ma oggi purtroppo non posso andare oltre con i ragazzi, se non dirgli che certi gol non si possono sbagliare. È una squadra che costruisce molto e gioca bene la palla a terra, ma i miei ragazzi hanno concesso poco. Loro sono stati costretti a giocare con la palla alta e hanno avuto molte difficoltà a palleggiare e costruire azioni. Detto questo, mister Indiani è stato bravo a mettere in campo una squadra non facile da affrontare, a cui faccio i miei complimenti. Sapevo che sarebbe stata una partita difficile».

La disamina si è poi spostata sull'analisi dei singoli errori sotto porta e sulla mancanza di un vero e proprio finalizzatore cinico all'interno dell'organico in questa fase della stagione.

«La squadra si è impegnata, ha tenuto bene il campo e ha creato una decina di palle gol, perciò non si può dire che abbia fatto male. L’unica mancanza è che non ha finalizzato. Bisogna metterci più cattiveria, ma credo che molto dipenda anche dalle caratteristiche dei giocatori. Per esempio, Girma ha fatto la sua migliore partita della stagione, però è arrivato tre volte davanti al portiere e non ha fatto gol. Questo perché non è un finalizzatore. Magari i gol li farà e me lo auguro. Cavaliere è molto giovane e oggi ha avuto due ottime occasioni. Quando sei davanti alla porta, emergono le qualità individuali. Se crei dieci opportunità, vuol dire che la preparazione alla gara è stata buona, ma manca la finalizzazione. Non è una questione di colpe, ma di qualità individuali. Io sono l’allenatore e sono il primo a sbagliare, perciò gli errori li possono fare anche i calciatori. Quando gli errori sono così evidenti, però, è un po’ troppo…».

Volgendo lo sguardo al futuro e alla prossima e ravvicinata sfida di campionato contro la Sambenedettese, l'allenatore ha tracciato la rotta per ripartire, non risparmiando una riflessione sugli episodi arbitrali sfavorevoli che stanno accompagnando la squadra in questo periodo.

«Dobbiamo rialzarci da subito. In settimana il fattore mentale sarà molto importante. Affronteremo una Sambenedettese che ha vinto proprio contro il Grosseto, ma dovremo essere consapevoli dei valori che abbiamo dimostrato di avere oggi. La squadra ha fatto vedere di avere voglia di lottare: dovremo ripartire da questa parte positiva e cercare di mostrarla anche venerdì, finalizzando un po’ di più. Spero anche che qualche episodio possa girare a nostro favore. Veniamo da un periodo difficile, in cui abbiamo fatto vedere cose pessime, ma credo comunque che abbiamo qualcosa da ridire. Non ho capito perché ci sia stato annullato un gol che secondo me era regolare. Lo stesso vale per il fallo di mano, sul quale l’arbitro ha invece visto un tocco di petto. Lo dico perché serve anche un po’ di buona sorte. Quando sbagliamo un gol, lo sbagliamo noi. Quando sbaglio la tattica, la sbaglio io. In quest’ultimo periodo hanno sbagliato anche altri. Con lo Spezia il nostro gol era regolare, ma gli arbitri ce lo hanno detto dopo. Spero quindi che ci arrivi qualche episodio a favore, perché nell’arco di un campionato può essere importante».

In chiusura, il tecnico ha fatto il punto sulle pessime notizie arrivate dall'infermeria, focalizzandosi sulle condizioni fisiche critiche di alcuni elementi chiave in vista dei prossimi impegni.

«Girma ha una distorsione alla caviglia, non riusciva più a stare in campo. Ha provato a resistere fino all’inizio del secondo tempo, ma a un certo punto è dovuto uscire. Šipoš, invece, ha sentito una fitta nei minuti finali. Purtroppo, dopo oggi, la situazione non è bella dal punto di vista medico, oltre che morale e di classifica. Tuttavia, credo che la squadra abbia messo tutto l’impegno necessario per fare la partita. Henry viene da una mezza settimana di lavoro perché, essendo andato a Pineto per recuperare quei trenta minuti di gioco, il lavoro è stato comunque relativo. Questa settimana ci alleneremo con regolarità e Thomas ne ha bisogno, perché è indietro di condizione. Era una situazione che conoscevamo: è da sei mesi che non gioca e dopo l’operazione è rimasto fermo per 40 giorni. Si sta riprendendo adesso, ma la condizione non è delle migliori. L’avrei messo in campo anche nei trenta minuti di Pineto, ma non era ancora in grado di farli. Per la gara di venerdì con la Sambenedettese spero di recuperare almeno Girma. Valuteremo qualche soluzione diversa o aggiusteremo qualche situazione tattica, inserendo un altro giocatore là davanti. Speriamo che non ce ne sia bisogno, ma su Šipoš, sinceramente, sono negativo…».

Sezione: Serie C / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 08:30
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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