Un trionfo rotondo, inequivocabile. L'Ancona espugna il "Bianchelli" di Senigallia schiantando la Vigor con un clamoroso 5-0. Una prova di forza che scaccia i fantasmi e rilancia le ambizioni dei dorici. Nel post-partita, il tecnico biancorosso Agenore Maurizi si presenta in sala stampa con la consapevolezza di chi ha appena superato il momento più delicato della stagione, regalando un'analisi a tutto tondo che spazia dalla tattica, alle difficoltà legate agli infortuni, fino a un sentito ringraziamento alla società.

Stimolato sull'entità del risultato, Maurizi esordisce con una battuta sui suoi precedenti («Nella mia carriera ho vinto anche altre volte con scarti ampi, ricordo un 6-1 a Pistoia quando allenavo il Grosseto»), per poi concentrarsi subito sull'atteggiamento dei suoi ragazzi: «Oggi i giocatori sono scesi in campo come domenica scorsa, ma ci tengo a precisarlo: è l'interpretazione dei calciatori in campo che fa la differenza, non i sistemi o i moduli di gioco. I ragazzi hanno interpretato bene quello che c'era da fare, con più intensità, con più rabbia e con più agonismo. Siamo riusciti a schiacciarli nonostante sapessimo che sarebbe stata una partita molto difficile contro i rossoblù. Il calcio non è una scienza esatta, ma ha delle regole ben chiare, anche se non scritte. Se non vengono rispettate, è difficile fare risultati. Alla fine contano quelli: quando si perde si spiega il perché, quando si vince siamo tutti contenti. Ma in realtà c'è un grande lavoro dietro a tutto, sia nelle vittorie che nelle sconfitte».

Il tecnico dorico ci tiene a sottolineare come questo 5-0 sia arrivato in un momento di totale emergenza, esaltando lo spirito di adattamento della rosa:
«Gli infortuni ci hanno portato a fare degli esperimenti. Chiucchiuini oggi ha fatto un ruolo diverso, ha marcato Grandis a uomo per tutto il tempo in cui è stato in campo. Antonella ha fatto 15 giorni di allenamento, è un ottimo professionista e ha disputato una partita sontuosa. Costruire una casa richiede tempo, non è che dal loggiato metti su un palazzo dall'oggi al domani. È difficile per tutti quando ci sono degli imprevisti: se ti si fanno male otto giocatori, di cui quattro centrocampisti su quattro con cui eravamo partiti il 21 luglio, a qualsiasi squadra verrebbero a mancare certezze e risultati. Eppure, Sbardella e Morri hanno fatto una prestazione superba su clienti scomodi come Braconi e D'Errico, difensori che hanno giocato uno contro uno prendendosi enormi rischi, ma ci è andata bene. Abbiamo anche segnato su uno schema da calcio d'angolo su cui avevamo lavorato. Dobbiamo solo eliminare la superficialità e gli errori di concentrazione, ma ci dobbiamo credere tutti».


Il passaggio più intenso della conferenza riguarda il lato umano del ruolo dell'allenatore. Maurizi si toglie qualche sassolino dalla scarpa e ringrazia pubblicamente chi non lo ha abbandonato durante le recenti tempeste:
«Se non andiamo in campo convinti, io per primo non riesco a dare un calcio al pallone. A fine gara sono andato verso la tribuna a salutare la dirigenza. Nel momento di difficoltà, l'allenatore è un essere solo, e per questo ho preso tanta 'merda' in faccia questa settimana. Giustamente, perché è così che funziona, non mi lamento. Ma la società mi è stata molto vicina, pubblicamente e a livello personale. Il Presidente, i fratelli Cori, Giacomo, Vito: sono venuti sempre al campo a vedere gli allenamenti, mi hanno protetto mentre tutti mi attaccavano. Mi sembrava giusto ringraziarli, mi hanno ridato fiducia, aiutandomi a mettere in discussione anche cose più importanti di una semplice partita di calcio. Dal punto di vista umano è una cosa che non dimenticherò mai».


Guardando al futuro, ci sono due ostacoli all'orizzonte. Il primo è il rendimento casalingo, il secondo è la logorante trasferta di Coppa: «C'è da cambiare passo al Del Conero, abbiamo delle problematiche di natura psicologica in casa. Dobbiamo renderci conto che questa partita ormai è finita, e saremo fortunati se domenica prossima vedremo il sole attraversare il cielo per rompere questo tabù. In mezzo, però, c'è la Coppa Italia a Siena. Sinceramente preferirei non giocarla: non ci permette di fare una settimana tipo di lavoro di cui abbiamo un disperato bisogno. Non possiamo permetterci una trasferta così lunga, contro una squadra forte, partendo alle 18:00 e rientrando alle 2:00 di notte, avendo tanti giocatori che devono recuperare. Menghi e Balestra verranno reinseriti in gruppo a fine settimana, stanno correndo ma non possono giocare. Insomma, un impegno che in questo momento è un problema».


In chiusura, da vero uomo di sport, Maurizi spende parole di grande stima per l'allenatore avversario, Aldo Clementi: «Oggi siamo stati particolarmente aggressivi e bravi noi, credo ci siano più meriti nostri che demeriti della Vigor. Ma voglio fare i complimenti a mister Clementi. Ho avuto il dispiacere di affrontarlo già in Serie D con il Roma City e con l'Ancona. Purtroppo dico 'dispiacere' perché nessuno dei due meriterebbe questa categoria. È un allenatore molto preparato, e mi piace molto la sua serenità nel post-partita, anche quando perde. Vorrei avere un po' della sua calma. È una grandissima persona, zero falso, a differenza di tanti altri nel nostro ambiente».

Sezione: Serie D / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 09:45
Autore: Alessandra Galbussera
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