Dopo due trasferta consecutive, mister Michele Mignani e il suo Bari si preparano a tornare sul terreno del San Nicola: domenica i biancorossi ospiteranno la Paganese con fischio d'inizio fissato per le ore 14:30.
«Lo sapete sono tutte partite difficili. La Paganese secondo me è una squadra ben allenata, che ha una organizzazione di gioco e che prova a giocare a calcio. E poi ha giocatori esperti che hanno fatto anche le categorie superiori, uniti a giovani che danno entusiasmo. È una gara non semplice e per noi è troppo importante provare a dare continuità di risultati, questo è l'obiettivo di domani. La squadra non ha ancora raggiunto la massima espressione, ogni partita è una storia a sé, i fattori che hanno determinato questo inizio sono tanti. La continuità di lavoro e di idee ci può permettere di crescere ancora. Abbiamo concesso poco ma preso troppi gol per le occasioni lasciate agli avversari, oltre ad aver costruito più di quanto abbiamo concretizzato. Dubbi di formazione? Da parte mia dubbi ancora di più della settimana scorsa, i ragazzi si allenano bene e continuano a darmi pensieri ma sono pensieri positivi. Antenucci? Sta bene, noi consideriamo Mirco un valore assoluto anche se abbiamo alternative importanti. Dobbiamo essere sempre più bravi nel cercare di scegliere i primi undici e sempre più bravi nel fare cambi giusti. Non mi sento solo, so che ho uno staff ed una società che mi aiuta, è molto importante per un allenatore. Sono ragazzi giovani ed allenati, spero sappiano reggere tre partite in settimane. Dopo quattro giornate probabilmente è il momento in cui la squadra sta meglio a livello fisico, ma questa situazione ci permette anche di fare valutazioni su chi ha giocato meno e tenere l'asticella alzata. Mi auguro che questa squadra abbia già la stoffa da campione, ma è presto per dare giudizi ed esprimere pensieri di questo tipo. Speriamo nella zampata finale ma non è detto che la zampata finale arrivi. Io sono onesto e leale, facendo le scelte che devo fare. Gestione della squadra? Non mi sento solo, ho uno staff, un direttore, una società che mi aiuta. Non me ne voglio preoccupare perchè sono professionisti seri, sanno che stiamo giocando per un obiettivo importante. Riguardo alla formazione cerco di guardare ciò che succede in allenamento e senza condizionare da niente cerco di fare le mie scelte. Oggi in panchina c'è Simeri, ma un giorno ci può essere Paponi, Citro, Antenucci o Marras. Ti portano diversi pensieri ma sono pensieri positivi. Per voi ci sono gerarchie ma per me non ci sono gerarchie, sono tutti titolari. Non ci sono gerarchie ma l'obiettivo che è vincere la partita. Per me talvolta dieci minuti valgono più di novanta. Non c'è un posto fisso, tutti avranno la loro possibilità di giocare a maggior ragione in settimane come questa dove ci sono tre partite. Poi capisco anche la loro testa ed il loro pensiero ma proverò a farglielo capire con tutte le mie forze. La classifica non la guardo ora, ci penseremo a maggio. Io vivo l'entusiasmo del gruppo, ma non vedo motivo per eccessi di umore, abbiamo cominciato adesso».
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