Il tecnico del Benevento, Antonio Floro Flores, ha analizzato con profonda partecipazione emotiva l’imminente sfida interna contro il Cosenza, valida per la trentaquattresima giornata di campionato. La condizione fisica generale della rosa appare ottimale, con i recuperi preziosi di pedine fondamentali per lo scacchiere tattico giallorosso.
«I ragazzi stanno tutti bene compreso Prisco e Tumminello, solo Mehic ha terminato la sua stagione essendosi operato», ha esordito l'allenatore, confermando come la squadra arrivi quasi al completo a questo appuntamento cruciale.
L'imperativo per la compagine sannita resta quello di imporre il proprio gioco indipendentemente dai risultati degli altri campi, con un riferimento chiaro alla rincorsa verso gli obiettivi stagionali più prestigiosi.
Secondo Floro Flores, la forza mentale del gruppo deve prescindere da ciò che accadrà a Latina, focalizzandosi esclusivamente sulla conquista dei tre punti attraverso una prestazione di alto livello.
«Noi dobbiamo sempre vincere, è questa la nostra mentalità, mi interessa poco il risultato di Latina», ha proseguito il mister, rivendicando con orgoglio i meriti che i suoi calciatori hanno saputo conquistarsi sul rettangolo verde.
L'avversario di turno, il Cosenza, viene descritto come una formazione costruita con l'ambizione dichiarata di primeggiare, capace già nella gara d'andata di infliggere una sconfitta ai campani che ha lasciato il segno.
Il tecnico non ha nascosto i consueti dubbi di formazione, figli della grande competitività interna che vede ogni atleta impegnato al massimo durante le sedute di allenamento settimanali per guadagnarsi una maglia.
«Come in tutte le vigilie ho qualche dubbio, perché i ragazzi mi mettono in difficoltà ogni settimana. Sta a me scegliere e prendermi le responsabilità», ha ammesso Floro Flores guardando alla gestione del gruppo.
Il legame con la tifoseria resta uno dei pilastri della sua gestione, con il sogno di vedere un Vigorito ribollente di passione per gratificare una società solida e un pubblico che merita palcoscenici importanti.
La partita d'andata contro i calabresi è stata definita un vero e proprio spartiacque tattico, spingendo l'allenatore a varare un nuovo modulo più aderente alle qualità tecniche dei singoli a sua disposizione.
«Dopo di essa ho cambiato modulo perché lo ritenevo più adatto alle caratteristiche dei ragazzi ma non è detto che non cambierò ancora, possiamo indossare tanti vestiti», ha spiegato il mister sulla duttilità della squadra.
Riguardo al Cosenza, Floro Flores si aspetta una battaglia agonistica vera, con una squadra ospite che non farà calcoli speculativi poiché alla ricerca di punti vitali per blindare il terzo posto in classifica.
Nonostante alcune perdite nel mercato invernale, i lupi della Sila dispongono di individualità di spicco e di un'organizzazione di gioco che ha saputo mettere in crisi numerose corazzate del girone.
Il tecnico ha poi confessato di vivere questi giorni di vigilia con una tensione quasi viscerale, un misto di ansia e aspettativa che gli impedisce di riposare serenamente in vista del traguardo finale.
«In questa vigilia, nell'attesa del raggiungimento del traguardo, non vi nascondo che sto dormendo poco, ho dentro un'agitazione palpabile paragonabile a quella della nascita di un figlio», ha rivelato con emozione.
Un passaggio molto duro è stato dedicato alle recenti vicende extra-calcistiche del Trapani, che hanno riacceso il dibattito sulla regolarità dei campionati e sulla gestione delle società professionistiche in Italia.
Secondo l'allenatore, il sistema necessita di una riforma strutturale che tuteli chi investe con passione e, soprattutto, chi lavora nel settore rischiando di perdere il proprio sostentamento da un giorno all'altro.
«Penso che il calcio italiano debba cambiare, nelle regole, nel rispetto di chi fa questo lavoro e di chi ci mette i soldi. Bisogna trovare il modo affinché certe situazioni non si ripetano», ha tuonato il tecnico.
Floro Flores si ritiene privilegiato a lavorare sotto la presidenza di Oreste Vigorito, ma ha espresso solidarietà verso quei colleghi che vivono realtà precarie capaci di alterare l'equità della competizione sportiva.
Lo sfogo nasce da esperienze dirette vissute in passato, situazioni dolorose che lo portano a chiedere con forza maggiore severità affinché non si perseveri in errori che danneggiano l'intera credibilità del movimento.
«Se parlo così è perché sono cose che ho vissuto sulla mia pelle ed è stato brutto. Mi auguro che non possa succedere per chi lavora e potrebbe trovarsi in mezzo alla strada», ha concluso l'allenatore del Benevento.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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