C'è qualcosa di straordinariamente contraddittorio nella storia della Ternana in queste settimane. Da un lato, le aule dei tribunali, le procedure concorsuali, i fascicoli che si accumulano e un'asta fissata per il 13 maggio che deciderà le sorti della società. Dall'altro, un campo di gioco su cui undici uomini continuano a correre, a sudare, a combattere come se il pallone potesse davvero cambiare il corso degli eventi. E forse, in un certo senso, può farlo.
Domenica i rossoverdi scendono in campo contro la Pianese nella gara d'esordio dei playoff di Serie C. Una partita che vale molto più di tre punti: vale la possibilità di accedere alla Serie B, vale la dignità sportiva di un club che rischia di non esistere più nella sua forma attuale, vale — per molti dei calciatori in campo — una vetrina preziosa in un momento di grande incertezza personale e professionale.
La situazione societaria è nota e grave. Stipendi non corrisposti, udienze che si susseguono, comunicati che arrivano con cadenza quasi settimanale. Eppure il gruppo non si è dissolto. Merito anche di Pasquale Lito Fazio, l'allenatore promosso dalla guida della formazione Under 17 alla prima squadra in una fase emergenziale, che in questi giorni ha lavorato soprattutto sulla testa dei suoi giocatori, in particolare dei più giovani. Il messaggio che ha ripetuto è semplice: le difficoltà esistono, sono reali, ma i playoff rappresentano un'opportunità concreta che vale la pena cogliere.
Una filosofia che sembra aver attecchito, almeno a giudicare dall'atteggiamento del gruppo. La precarietà, paradossalmente, può diventare un motore. E di carburante, in questo momento, la Ternana ne ha bisogno.
L'avversaria di domenica non è un ostacolo qualunque. La Pianese si presenta a questo appuntamento forte di un risultato storico: proprio nell'ultima giornata di campionato ha rimontato e superato la Ternana, conquistando il diritto a disputare la gara in casa propria. Un vantaggio non da poco, considerando che ai toscani basteranno due risultati utili su tre per passare il turno. L'entusiasmo, il tifo casalingo, la spinta di una piazza che vive un momento esaltante: tutti fattori che penderanno dalla parte della squadra toscana.
La Ternana, però, ha imparato a convivere con la pressione. Settimane di incertezza continua hanno in qualche modo temprato il gruppo, abituandolo a fare i conti con l'imprevisto. Paradossalmente, potrebbe essere questa la sua arma più affilata.
Mentre i calciatori pensano al campo, fuori dallo stadio si preparano scadenze di tutt'altra natura. Il 13 maggio, alle ore 9, si terrà in via telematica il primo tentativo di vendita della Ternana. A essere messa all'asta non sarà l'intera società, ma esclusivamente il ramo sportivo. L'offerta minima è fissata al 75 per cento della base d'asta: chiunque voglia tentare l'acquisizione dovrà disporre di almeno 195.000 euro. A questa cifra si aggiunge però un peso ben più consistente: gli 8,5 milioni di euro di debito sportivo che gravano sul club e che il potenziale acquirente dovrà accollarsi.
Un quadro economico complesso, che non scoraggia tuttavia chi, nell'ambiente rossoverde, spera ancora in una soluzione che garantisca la continuità nel calcio professionistico.
Tra i segnali attesi nei prossimi giorni, uno in particolare è considerato indicativo dello stato d'animo del gruppo: l'elenco dei convocati per la gara contro la Pianese. La lista dirà molto sulla coesione della rosa, sulla disponibilità dei giocatori a proseguire una stagione che li ha messi a dura prova sotto ogni punto di vista.
Sul fronte societario, intanto, è stato reintegrato il direttore sportivo Carlo Mammarella. Una figura che conosce bene l'ambiente e che, in questo momento di transizione, rappresenta un elemento di continuità. Anche lui, come tutti gli altri, auspica che la squadra mantenga quella fame agonistica che è il presupposto indispensabile per affrontare una competizione a eliminazione diretta.
Il fine settimana che si apre davanti alla Ternana è dunque carico di significati che vanno ben oltre il semplice risultato sportivo. C'è un sogno da coltivare — la Serie B — e una realtà da affrontare: la sopravvivenza stessa del club nella sua forma attuale. Due dimensioni che, stranamente, non si escludono a vicenda.
I tifosi lo sanno. Anche i più pessimisti, quelli che temono il peggio sul fronte giudiziario, non riescono a fare a meno di sperare che i calciatori trovino in sé stessi la forza di dimostrare che la dignità non si mette all'asta. Che ci sono cose — l'orgoglio, l'appartenenza, la voglia di non arrendersi — che nessuna procedura fallimentare può cancellare.
Domenica, contro la Pianese, la Ternana gioca la sua partita più importante. Non solo della stagione.
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