Il punteggio finale di 3-1 maturato al Del Duca sancisce l'uscita di scena del Potenza dalla Coppa Italia Frecciarossa in favore dell'Ascoli, ma il campo ha raccontato una storia ben diversa da quella scritta dal semplice verdetto numerico. Per oltre un'ora di gioco, infatti, la formazione rossoblù ha mostrato una personalità straripante, affrontando a viso aperto un'avversaria di caratura superiore e più avanti nella preparazione atletica.

Intervenuto al termine del confronto, l'allenatore Ivan Tisci ha voluto sottolineare gli aspetti positivi mostrati dai suoi ragazzi in questo primo vero impegno della stagione: «Sono contento. Per 60-65 minuti abbiamo tenuto campo e soprattutto ce la siamo giocata a viso aperto».

L'approccio coraggioso palesato sin dai primi minuti, coronato dal vantaggio immediato di Selleri, ha confermato la volontà del gruppo di non snaturare mai la propria identità tattica: «Abbiamo avuto la voglia e il coraggio di andare in avanti».

Nella ripresa, complice il calo atletico fisiologico dopo solo tre settimane di lavoro, la compagine marchigiana ha preso il sopravvento ribaltando la situazione, ma la prestazione dei lucani resta di assoluto valore. Resta il rammarico per qualche transizione non sfruttata a dovere, come spiegato dalla stessa guida tecnica: «Dobbiamo essere più bravi nelle ripartenze. Quando si gioca in un certo modo e quando riesci ad arrivare e avere molte situazioni di ripartenza, con la qualità che abbiamo noi dobbiamo cercare di essere più bravi».

Un potenziale punto di svolta del match avrebbe potuto riaprire del tutto i giochi nel secondo tempo, come rimarcato con rammarico dal mister: «Se Luca Russo fosse riuscito a capitalizzare quella bella ripartenza, se andava sul 2-2 sarebbe stato anche forse meritato».

Nell'analisi dei singoli, il timoniere del Potenza ha speso parole di grande stima per le risposte fornite da alcuni elementi della rosa, a partire dallo stesso Russo: «È uno che non si risparmia mai».

Promozione a pieni voti anche per la prova del giovane Bura, schierato senza timori reverenziali al centro della retroguardia: «Ha il giusto coraggio, la giusta personalità quando c'è anche da gestire la palla».

Valutazioni positive sono arrivate anche sulla gestione della manovra da parte di Felippe nei sessanta minuti in cui è rimasto sul rettangolo verde, prima che la fatica prendesse il sopravvento e spingesse lo staff alle prime sostituzioni.

Sul fronte del calciomercato, l'allenatore ha voluto tranquillizzare l'ambiente, esprimendo massima fiducia nel lavoro portato avanti dai vertici societari: «Non c'è fretta».

Infine, un passaggio molto significativo dell'intervento di Tisci è stato dedicato alle gerarchie dello spogliatoio e all'assegnazione della fascia di capitano a Loiacono, votato direttamente dai compagni di squadra insieme a Murano: «Il capitano si può essere scelto anche dall'allenatore, ma il leader vero lo deve scegliere il gruppo».

Sezione: Serie C / Data: Dom 09 agosto 2026 alle 17:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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