La stagione del girone B di Serie C si è chiusa lasciando in eredità entusiasmi, rimpianti e qualche sorpresa. A tracciarne un bilancio è Francesco Montervino, ex centrocampista con un curriculum che annovera, tra le altre, le maglie di Napoli, Ancona e Salernitana, oggi voce autorevole nel panorama del calcio commentato. Intervenuto ai microfoni del Corriere Adriatico, Montervino ha ripercorso i momenti salienti del campionato, dalla promozione dell'Arezzo fino alle prospettive dei playoff nazionali.

Il verdetto del campo non lascia spazio a interpretazioni: l'Arezzo ha conquistato la promozione in Serie B con pieno merito, almeno secondo Montervino. "È stata la squadra che più di tutte ha saputo gestire i periodi di difficoltà. Un organico dalle qualità individuali importanti, ben allenata dal mio amico e compagno Cristian Bucchi, con me al Napoli l'anno della promozione in A. Bravissimo lui e il direttore Cutolo". Un elogio che va oltre la semplice analisi tattica: Montervino riconosce nella gestione dello spogliatoio e nella figura del tecnico Bucchi — suo ex compagno di squadra ai tempi della cavalcata partenopea verso la massima serie — uno dei fattori determinanti del successo amaranto. Il binomio allenatore-direttore sportivo, con Cutolo in cabina di regia sul mercato, viene indicato come la colonna portante di un progetto che ha saputo reggere nei momenti di difficoltà, quelli che spesso decidono le stagioni.

Se l'Arezzo festeggia, l'Ascoli porta con sé l'amarezza di un campionato condotto ad altissimi livelli senza raccoglierne il premio più ambito. Montervino non nasconde la propria stima nei confronti dei bianconeri e del loro tecnico: "Un grande campionato, un ottimo allenatore come Tomei. Il suo Picerno non mi entusiasmava, invece al primo anno di Ascoli ha saputo esprimere una qualità di gioco superiore". Un giudizio che suona quasi come una rivalutazione pubblica dell'allenatore, capace di sorprendere anche un osservatore esperto come Montervino, che evidentemente non si aspettava un salto di qualità così netto nella transizione dal Picerno al Del Duca. Ora la squadra marchigiana dovrà tentare la via dei playoff per completare l'opera.

Tra i momenti che hanno impresso una traccia indelebile nella memoria dell'opinionista, spiccano due sfide in particolare. "Campobasso-Ascoli e Vis Pesaro-Samb sono state le partite che mi hanno sorpreso di più", afferma Montervino, spostando poi il focus sulla Sambenedettese. "I valori della Samb non erano quelli di una squadra costretta a salvarsi all'ultimo secondo. Nella stagione ci sono stati diversi errori gestionali, però alla fine la società ha fatto la scelta giusta con Mussi e Boscaglia". Una lettura che distingue nettamente tra le difficoltà di percorso — imputabili a scelte sbagliate nelle stanze dei bottoni — e le risorse tecniche di un organico che, sulla carta, avrebbe potuto ambire a ben altro. Il cambio di guida tecnica, con l'arrivo di Mussi e Boscaglia, viene letto come un atto di lucidità tardivo ma decisivo per evitare il peggio.

L'uscita dai playoff della Vis Pesaro, accompagnata dai fischi del pubblico di casa, potrebbe essere letta come un fallimento. Montervino invita invece a contestualizzare: "Capisco la delusione per la sconfitta rocambolesca, ma la Vis sta avendo una crescita costante. Qualitativamente è una squadra forte. Ora dovrà scegliere se ringiovanire in profondità o continuare sullo stesso spartito". Un'analisi che guarda oltre il risultato contingente, riconoscendo un percorso di consolidamento che la società pesarese sta portando avanti con coerenza. La scelta strategica che si prospetta — rinnovamento generazionale o continuità — sarà determinante per capire le ambizioni future del club.

L'ultimo capitolo del ragionamento di Montervino si apre sullo scenario dei playoff nazionali, dove i gironi si intrecciano e le gerarchie possono essere ribaltate. "Il girone C presenta sempre squadre forti, ma negli ultimi anni vincono quelle degli altri due raggruppamenti. Stavolta vedo favorite Salernitana e Catania, ma Brescia e Ascoli possono giocarsela con ottime possibilità". Una previsione che tiene conto delle tradizioni recenti della competizione, dove il terzo raggruppamento meridionale — pur esprimendo spesso valori tecnici elevati — ha ceduto il passo alle formazioni provenienti dai gironi A e B. Salernitana e Catania vengono indicate come le squadre con il maggior potenziale per centrare l'obiettivo finale, senza tuttavia escludere le chances di Brescia e dello stesso Ascoli, entrambe considerate avversarie di primissimo livello.

Il quadro che emerge dalle parole di Montervino è quello di un girone B che ha regalato calcio di qualità, con una protagonista assoluta — l'Arezzo — e diverse storie degne di nota. I playoff rappresentano ora l'ultima occasione per riscrivere qualcosa, e l'ex centrocampista sembra attendere la fase finale con la curiosità di chi il calcio lo conosce da dentro.

Sezione: Serie C / Data: Gio 30 aprile 2026 alle 09:45
Autore: Nicolas Lopez
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