Al termine della sfida tra Lecco e Pianese, finita 1-1 e valevole per il passaggio del turno nei play-off, il tecnico dei blucelesti Federico Valente ha analizzato con grande trasporto emotivo una gara vissuta sul filo del rasoio. Il tecnico ha ammesso le difficoltà iniziali, elogiando però la capacità della squadra di restare aggrappata alla partita nonostante un primo tempo complicato.
«Sapevamo che la partita potesse andare in questa direzione, con loro compatti pronti ad aspettare le ripartenze. Noi siamo stati poco pazienti in certe circostanze, abbiamo voluto forzare la giocata giocando proprio sulle loro armi. Per questo devo fare un grande complimento al nostro portiere che ci ha salvato in due o tre occasioni e ci ha tenuto in partita. Ai ragazzi dopo i primi quarantacinque minuti ho detto che la cosa più positiva era il risultato».
«Le loro ripartenze ci hanno fatto veramente male e noi non siamo riusciti a girare la palla come volevamo, eravamo troppo centrali. Ci siamo detti che bisognava rimboccarsi le maniche, andare sul campo col cuore e crederci. La partita dura sempre novantacinque o novantotto minuti e bisogna continuare a spingere. Lo so che da fuori poteva sembrare palese la nostra difficoltà nel creare occasioni, ma questa squadra ha una mentalità enorme».
L’allenatore ha poi sottolineato l'importanza dei subentrati e del clima respirato nello spogliatoio dopo il fischio finale. Una vittoria della volontà, che permette al Lecco di proseguire il proprio cammino stagionale entrando ufficialmente tra le migliori otto squadre del torneo, un traguardo che Valente sente profondamente meritato per l'impegno profuso dal gruppo.
«Sono contento che sia andata a finire così, perché se domani fosse già tutto finito mi avrebbe fatto molto male, i giocatori meritano questo passaggio. I nostri spettatori avranno avuto il battito a duemila come noi, siamo invecchiati tutti di almeno cinque o sei anni di media, io in primis. Ma vedere i ragazzi nello spogliatoio che esultano perché hanno superato un avversario scomodo mi riempie di gioia».
«Passare il turno così, all'ultimo secondo, ti dà tantissima energia e sblocca qualcosa nel gruppo. Ognuno è importante, dai subentrati come Voltann, Damiano o Basili, fino a Parker. Abbiamo cambiato modulo alla fine, passando a quattro dietro, cosa mai allenata prima, ma ci abbiamo creduto perché seguiamo dei principi precisi. Sono felice per i ragazzi, meritano di continuare questo percorso».
Il tecnico si è soffermato anche sulla gestione dei singoli e sulla capacità di "buttarla in caciara" quando la tattica non basta, sfruttando la fisicità degli attaccanti a disposizione. Un approccio pragmatico che si è rivelato decisivo nel concitato finale di gara, dove la determinazione ha prevalso sulla lucidità tecnica.
«Sotto di un gol è difficile rimanere lucidi e tranquilli, ma la fortuna te la guadagni. Furlan ha fatto parate importantissime perché in allenamento si tuffa su ogni palla come un maniaco, se prende gol diventa pazzo. Questa forza interiore poi te la porti in partita. Parker ci ha creduto fino alla fine, ha cercato la sponda, ha lottato e ha costretto l'avversario al fallo da rigore».
«Abbiamo tre attaccanti che sanno fare male perché sanno coprire la palla e andare sulla prima o sulla seconda sponda. Basili è entrato dopo tre mesi e ha dato fastidio, ha preso falli e ha cercato il tiro. Questo deve darci la consapevolezza che chi gioca dall'inizio è forte, ma chi entra dà una mano fondamentale. Siamo un gruppo coeso che ha una sensazione precisa di dove vuole arrivare».
In chiusura, Valente ha rivolto lo sguardo al futuro immediato, chiamando a raccolta la tifoseria per il prossimo impegno casalingo. La testa è già al sorteggio e alla preparazione della prossima battaglia, con la consapevolezza che il fattore campo e il calore del pubblico del Rigamonti-Ceppi rappresentano un'arma in più per superare anche gli ostacoli più titolati.
«Siamo negli ultimi otto, abbiamo eliminato tante squadre e ora continuiamo il percorso. Domani ci rigeneriamo e pensiamo già a domenica. Un grazie immenso al pubblico che non ha mollato un secondo, con una tifoseria così è difficile giocare contro di noi. Non mi importa chi sarà il prossimo avversario, i ragazzi non vedono l'ora di confrontarsi con squadre di classifica più alta».
«I ragazzi sono autocritici, Gregorio si è scusato per l'errore sul gol, ma sanno tutti quali sono le loro forze e le loro debolezze. Lavoriamo ogni giorno per raggiungere obiettivi importanti. Adesso ci aspetta il secondo atto di questo spettacolo e vogliamo farci trovare pronti, con tutto il cuore e tutta la forza che abbiamo».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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