Il Follonica Gavorrano manda in archivio un'annata carica di tensioni e sofferenza, culminata con una salvezza che permette alla società biancorossoblù di guardare al domani con un sospiro di sollievo, ma anche con la consapevolezza di non poter più sbagliare. Lorenzo Mansi, vice presidente del club, ha analizzato con estrema lucidità il momento attuale, sottolineando come il traguardo raggiunto sia arrivato al termine di un percorso tortuoso, segnato da numerosi infortuni e da una serie di episodi che hanno spesso remato contro la squadra.
«I complimenti vanno ai ragazzi e al mister» ha esordito Lorenzo Mansi commentando l'esito dei playout. «Nonostante una stagione estremamente faticosa, abbiamo cancellato gran parte delle difficoltà: abbiamo ottenuto l’obiettivo prefissato a inizio stagione, seppur con una partita in più e molta fatica. Ricordiamoci che un anno fa parlavamo di retrocessione, quindi i complimenti vanno a loro. Finalmente ci lasciamo alle spalle due anni sportivamente molto brutti. Ora avremo un’intera estate per programmare e strutturare qualcosa di meglio, perché due anni così necessitano di una profonda riflessione sull’operato della società a 360 gradi».
Le parole del dirigente mettono in luce la volontà di non nascondersi dietro il risultato sportivo finale, ma di affrontare le criticità emerse in un biennio al di sotto delle aspettative. La proprietà sembra intenzionata a voltare pagina in modo radicale, cercando soluzioni che possano garantire una maggiore stabilità e un progetto tecnico più lineare per la prossima stagione agonistica.
«Veniamo da due playout con investimenti importanti, non solo economici ma anche di tempo e persone» ha proseguito Mansi nella sua analisi. «Stiamo discutendo ancora del settore giovanile; credo che da 7 anni stiamo facendo un gran lavoro, ma ancora oggi non vedo un elemento di aggregazione. C’è da riflettere sul percorso, sulle scelte e su cosa sia oggi il Follonica Gavorrano: se sia un progetto condiviso dal territorio o se servano riflessioni differenti».
L'instabilità tecnica degli ultimi ventiquattro mesi, caratterizzata da numerosi avvicendamenti sia in panchina che nell'area dirigenziale, rappresenta uno dei punti cardine su cui la società intende fare autocritica. L'obiettivo è quello di trovare una continuità che è mancata, permettendo così una crescita organica di tutte le componenti del club.
«Abbiamo cambiato tre direttori e diversi allenatori in due anni. Ci serve un’estate lunga per capire gli errori e programmare, puntando sulla valorizzazione dei nostri ragazzi. Quest’anno non è stato possibile perché la stagione negativa non permetteva di far giocare ragazzi non ancora pronti senza rischiare di ‘bruciarli’» ha spiegato il vice presidente, evidenziando le difficoltà di lanciare i talenti del vivaio in contesti di alta pressione.
Proprio il settore giovanile e la capacità di integrare le forze fresche nella prima squadra rappresentano la sfida principale per il prossimo futuro del Follonica Gavorrano. La dirigenza punta a trasformare il vivaio nel vero motore della società, testando sul campo il valore di un lavoro iniziato ormai da diversi anni.
«In futuro, il lavoro del settore giovanile dovrà avere un peso maggiore in prima squadra» ha concluso Mansi. «Dobbiamo mettere alla prova i frutti del nostro vivaio».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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