Il rinvio delle partite di calcio deciso dai vertici federali in seguito alla scomparsa di Papa Francesco ha finito per colpire duramente chi già navigava in acque difficili. La Lucchese, club storico ma attualmente in grave crisi finanziaria, si è trovata a dover affrontare il paradosso di una trasferta già effettuata e poi annullata, con l'obbligo di riprogrammarla a proprie spese in brevissimo tempo.
La decisione appare ancora più contraddittoria se si considera che le stesse autorità calcistiche avevano invece autorizzato lo svolgimento regolare delle partite durante le festività pasquali, evidenziando un'incoerenza che ha pesato in modo particolare sui club già in difficoltà economica.
La prima trasferta: solidarietà e generosità
Quando i rossoneri erano già giunti ad Arezzo per disputare la partita originariamente in programma, l'ordine di sospensione è arrivato all'ultimo momento, rendendo vani gli sforzi economici e logistici già sostenuti. In quell'occasione, la spedizione era stata possibile grazie al sostegno economico dei tifosi e alla generosità del presidente dell'Arezzo Femminile, che aveva contribuito a coprire le spese necessarie.
Un gesto di solidarietà che aveva permesso alla squadra di onorare l'impegno sportivo, almeno fino al momento dell'annullamento.
Corsa contro il tempo per finanziare la nuova trasferta
Con appena 24 ore a disposizione, squadra e staff si sono trovati nella necessità di reperire nuovamente i fondi per affrontare la trasferta riprogrammata. La somma necessaria, stimata in alcune migliaia di euro comprensive del noleggio del pullman, rappresentava un ostacolo insormontabile per un club ormai alle corde dal punto di vista finanziario.
In questo frangente critico, la proprietà della Lucchese è rimasta completamente assente. Il proprietario Benedetto Mancini non ha fornito alcun supporto economico, in linea con un comportamento che ormai non sorprende più l'ambiente rossonero. Ugualmente assenti anche gli altri dirigenti che ricoprono incarichi societari o hanno fornito consulenze: da Nicola D'Andrea a Riccardo Veli, fino a Riccardo Fabbri.
I tifosi ancora una volta rispondono presente
In questa situazione di emergenza, sono stati ancora una volta i sostenitori rossoneri a salvare la situazione. Con uno straordinario spirito di appartenenza, i tifosi della Lucchese sono riusciti in tempi record a raccogliere la somma necessaria per garantire la nuova trasferta ad Arezzo.
Un gesto che testimonia il legame indissolubile tra la tifoseria e i colori sociali, ben oltre le vicissitudini societarie e le difficoltà economiche del momento. Mentre la proprietà continua a disinteressarsi delle sorti del club, sono i sostenitori a tenere in vita la tradizione sportiva della città toscana.
La vicenda rappresenta l'ennesimo capitolo di una gestione societaria che sta mettendo a dura prova la pazienza dell'ambiente lucchese, ma che allo stesso tempo fa emergere il valore e la dedizione di una tifoseria che non intende abbandonare la propria squadra nel momento del bisogno.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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