Il pareggio a reti bianche tra Acerrana e Nardò lascia in dote una riflessione profonda sulla complessità di un campionato dove nessuna sfida può essere considerata scontata. Al termine del confronto, mister Fabio De Sanzo ha analizzato la prestazione dei suoi uomini con grande onestà intellettuale, sottolineando come la squadra abbia approcciato la gara con la giusta velocità nei primi venti minuti, cercando di imporre il proprio ritmo per sbloccare immediatamente il risultato.
Tuttavia, nonostante l'avvio incoraggiante e la voglia di portare a casa l'intera posta in palio, il tecnico ha dovuto ammettere una certa carenza sotto il profilo della cattiveria agonistica negli ultimi metri. La manovra, pur essendo fluida in diverse fasi, non è riuscita a trasformarsi in occasioni da rete nitide, portando a un verdetto finale che l'allenatore giudica sostanzialmente corretto per quanto espresso dalle due compagini sul rettangolo verde.
«Nei primi venti minuti abbiamo cercato di giocare in maniera veloce perché volevamo vincere la partita, ma siamo stati purtroppo poco concreti; alla fine il pareggio è giusto poiché si sono viste poche emozioni da una parte e dall'altra» ha dichiarato De Sanzo, evidenziando come la classifica debba essere guardata con positività nonostante il mancato successo.
L'allenatore ha voluto rimarcare quanto fosse pericoloso sottovalutare l'Acerrana, una squadra che, pur occupando posizioni meno nobili in graduatoria, ha lottato con la forza della disperazione. Per chi mastica calcio da tempo, queste sfide rappresentano spesso le insidie maggiori, poiché l'avversario gioca con lo spirito di chi si trova all'ultima spiaggia, correndo raddoppiato su ogni pallone e chiudendo ogni spazio possibile.
Sotto il profilo dell'impegno, il mister non ha mosso alcun rimprovero al gruppo, definendo la prova buona dal punto di vista caratteriale e dell'abnegazione. Il limite principale è stato riscontrato nella precisione dei passaggi finali e nella capacità di "sporcare" l'area di rigore avversaria, dove i cross arrivati dalle fasce non hanno trovato la necessaria densità di maglie granata per impensierire seriamente la retroguardia campana.
«Abbiamo fatto una partita buona sotto il profilo caratteriale, non era facile perché loro erano quasi all'ultima spiaggia e hanno corso tanto; abbiamo fatto molto ma nell'area di rigore non siamo mai arrivati con precisione» ha spiegato il tecnico, analizzando le difficoltà tattiche incontrate durante i novanta minuti di gioco.
Un aspetto che ha reso orgoglioso De Sanzo è stata la risposta dei giovani e di chi è stato chiamato a sostituire elementi di spicco della rosa. Nonostante l'assenza di tre pedine fondamentali, il mister ha preferito non soffermarsi su chi non era disponibile, esaltando invece il lavoro di chi è sceso in campo, compreso un giovane talento classe 2008 che ha debuttato con personalità.
Per il timoniere del Nardò, non esistono titolari inamovibili o riserve, ma un gruppo unito dove ognuno deve sentirsi protagonista. La scelta di dare spazio ai ragazzi del vivaio è una linea guida che la società intende perseguire con convinzione, vedendo in questo coraggio un segnale di forza per il futuro del club e per la gestione delle emergenze che inevitabilmente si presentano durante la stagione.
«Non voglio neanche nominare chi non c'era, perché chi ha giocato ha fatto bene e abbiamo lanciato un altro ragazzo del 2008; dobbiamo proseguire su questa linea perché è per me motivo di grande orgoglio» ha sottolineato l'allenatore, ribadendo che la gerarchia della squadra si costruisce quotidianamente sul campo.
Guardando alla situazione generale, il Nardò mantiene la sua posizione nella griglia play-off, anche se resta il rammarico per non aver ancora trovato quel guizzo necessario per fare il definitivo salto di qualità verso le posizioni di vertice assoluto. La squadra ha mostrato un rendimento leggermente altalenante in termini di brillantezza, alternando prestazioni eccellenti a partite più ragionate e meno spettacolari.
De Sanzo ha ammesso che, se fuori casa i risultati stanno arrivando con una certa regolarità, è tra le mura amiche che bisogna ritrovare la marcia trionfale per fare la differenza. Il fattore campo e la tipologia di terreno, come il sintetico incontrato ad Acerra, possono influire sulla velocità delle giocate, ma non devono diventare un alibi per una squadra che punta in alto.
«Ci sta mancando quel fatto che ci permette di arrivare sopra, ma l'importante è avere le idee chiare e sapere cosa fare; fuori casa abbiamo pareggiato le ultime tre ma ora dobbiamo tornare a fare la differenza nel nostro stadio» ha concluso il mister, già proiettato verso il prossimo impegno casalingo che sarà decisivo per consolidare le ambizioni della stagione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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