Il pareggio ottenuto sul campo della Vigor Senigallia lascia in dote a mister Mauro Chianese un sapore agrodolce, sospeso tra la soddisfazione per la reazione caratteriale dei suoi uomini e il profondo rammarico per una gestione dei momenti chiave che ha impedito di portare a casa l'intera posta in palio. Al termine dei novantacinque minuti di gioco, il tecnico dell'Aquila ha evidenziato come la sua formazione abbia saputo tenere bene il rettangolo verde per quasi l'intero incontro, dimostrando solidità e capacità di manovrare sia sulle fasce che per vie centrali.
L'allenatore ha riconosciuto il valore dell'avversario, storicamente molto ostico tra le mura amiche, ma non ha nascosto la convinzione che, se si volesse valutare la sfida ai punti, il sodalizio abruzzese avrebbe certamente meritato qualcosa in più. La prestazione è stata giudicata complessivamente positiva, nonostante un'emergenza difensiva che ha costretto lo staff tecnico a soluzioni d'emergenza proprio alla vigilia del match, a causa del forfait dell'ultimo minuto di Tavar durante la rifinitura.
«La squadra ha dimostrato per tutto l’arco della gara di saper stare in campo, lavorando bene sia in ampiezza che in verticale contro un avversario di assoluto rispetto» ha esordito Chianese, sottolineando lo sforzo di chi, come Thomas Luca, è dovuto scendere in campo pur non essendo al meglio della condizione fisica a causa di una settimana travagliata.
Il vero tasto dolente dell'analisi del mister riguarda però quei fatidici minuti di blackout che sembrano perseguitare la squadra, simili a quanto già accaduto nelle precedenti sfide contro Giulianova e Sora. Per Chianese si tratta di episodi legati a singole letture errate o a giocate individuali degli avversari che finiscono per punire eccessivamente un collettivo che produce molto ma raccoglie meno di quanto seminato.
La rabbia del tecnico si è concentrata in particolare sulla dinamica di una delle reti subite, arrivata in una fase in cui L'Aquila sembrava avere il controllo totale del gioco. Vedere un avversario colpire di testa in solitaria all'interno dell'area di rigore in una situazione di transizione è un errore che l'allenatore fatica a digerire, definendolo inaccettabile per i livelli di attenzione richiesti.
«È assurdo subire un gol in quel modo quando si è in vantaggio, con un giocatore avversario che si ritrova libero di colpire di testa in area su una transizione; c’è stata una lettura completamente sbagliata» ha rimarcato con forza il timoniere rossoblù, visibilmente contrariato per la disattenzione difensiva.
Dal punto di vista tattico, la scelta del 4-3-3 è stata dettata sia dalla volontà di coprire meglio le corsie esterne, sia dalla necessità di sfruttare le caratteristiche di calciatori come Di Grazia, Touré e Sparacella, capaci di creare superiorità numerica attraverso l'uno contro uno. La manovra offensiva ha prodotto diverse palle gol nitide, neutralizzate solo dalla bravura dell'estremo difensore locale.
Il tecnico ha anche voluto fare chiarezza su alcuni avvicendamenti che hanno cambiato il volto della squadra nella ripresa, spiegando che si è trattato di scelte obbligate da fattori esterni e non da valutazioni puramente tecniche. Pandorfi è stato richiamato in panchina per evitare il rischio di un secondo cartellino giallo in un clima ambientale ostile, mentre Giufrida ha dovuto abbandonare il campo per un malore fisico improvviso.
«Sono un po' dispiaciuto perché la partita l'avevamo in mano e i cambi sono stati forzati da ammonizioni o problemi fisici, come nel caso di un ragazzo che ha vomitato a fine partita» ha svelato Chianese, rammaricandosi del fatto che in quei momenti di transizione la squadra avrebbe avuto bisogno di una gestione diversa per non smarrire la bussola.
Nonostante le critiche ai momenti di amnesia, l'allenatore ha lodato lo spirito combattivo del gruppo, capace di non crollare dopo aver subito due reti in rapida successione e di lottare fino al fischio finale. La capacità di creare volume di gioco resta il punto di forza su cui continuare a lavorare, con la consapevolezza che una squadra viva e propositiva sia la base necessaria per superare questa fase di instabilità nei risultati.
In conclusione, Chianese ha ribadito che sarebbe più preoccupato se la squadra non riuscisse ad arrivare alla conclusione o a imporre il proprio gioco. Segnare due reti fuori casa è un segnale di salute offensiva che non può essere ignorato, ma la priorità ora diventa eliminare quei piccoli ma decisivi passaggi a vuoto che trasformano potenziali successi in pareggi sofferti.
«L'Aquila ai punti ha avuto molte più occasioni dei propri avversari e questo mi dice che la squadra è viva, ma dobbiamo imparare a evitare quei blackout che condizionano i risultati» ha chiosato il tecnico prima di congedarsi dalla sala stampa di Senigallia.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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