La vigilia della sfida contro l'Union Brescia in casa Novara è segnata da un'analisi lucida e a tratti tagliente di mister Andrea Dossena. L'allenatore, reduce dalla scottante sconfitta nel derby, non ha cercato scuse facili, affrontando subito il tema degli errori commessi e della necessità di una reazione immediata. Nonostante il momento complicato, il tecnico ha voluto sottolineare che la prestazione contro la Pro Vercelli non è stata interamente da gettare, invitando i suoi ragazzi a mantenere alta la tensione contro un avversario che, sulla carta, appare decisamente temibile.
«Abbiamo analizzato bene la sconfitta, ci sono state cose negative ma anche alcune positive» ha spiegato il tecnico, evidenziando come l'autocritica sia stata il motore della settimana di lavoro. La preparazione della gara contro il Brescia è stata improntata sulla ricerca dei punti deboli dei rivali, che pur sembrando in ripresa, potrebbero concedere spazi se messi sotto pressione. L'obiettivo dichiarato è quello di «vendere cara la pelle e uscire dal campo a testa alta», cercando di dimostrare che il passo falso precedente è stato solo un incidente di percorso in un cammino più lungo.
Uno dei passaggi più significativi dell'intervista ha riguardato la gestione tattica e le scelte societarie, specialmente in relazione a un mercato che non ha portato i rinforzi sperati. Dossena ha affrontato la questione con estremo pragmatismo, ribadendo di essere un allenatore capace di adattarsi alle necessità del momento. «Non ho ancora avuto una società dove potevo fare tutto quello che volevo» ha ammesso con onestà, aggiungendo che il suo compito resta quello di valorizzare il materiale umano messo a disposizione dal club, senza restare ancorato a fondamentalismi tattici se questi non sono sostenibili.
«Se non si può fare un certo tipo di calcio, se ne farà un altro» ha sentenziato l'allenatore, spostando l'attenzione dai desideri teorici alla realtà pratica del campo. Per Dossena, le recriminazioni sul mercato non portano a nulla e l'unica cosa che conta davvero è il bene del Novara. La scelta della società di proseguire con l'attuale rosa va rispettata, e il tecnico si dice pronto a schierare la formazione migliore per ottenere i risultati necessari, consapevole che entrare in corsa è sempre una sfida difficile, specialmente quando le aspettative estive si scontrano con la dura realtà della classifica.
Proprio sulla percezione del valore della squadra, il mister è stato molto chiaro: i nomi e le previsioni di inizio stagione non contano se non vengono confermati ogni domenica. «Il campo ti dice quanto sei forte, quello che hai fatto prima non vale niente» ha sottolineato, ricordando come i 27 punti attuali siano l'unico indicatore reale del valore del gruppo in questo preciso istante. Nonostante ciò, Dossena resta convinto che ci sia ancora del potenziale inespresso e che la squadra non sia affatto «morta», ma anzi dotata di un battito cardiaco ancora forte che va solo alimentato con il lavoro e la dedizione.
Ripercorrendo il derby, Dossena è andato controcorrente rispetto alle critiche più feroci, sostenendo che i dati e il possesso palla hanno visto il Novara superiore in diversi frangenti. Il problema, a suo avviso, non è stata la mancanza di grinta, ma la precisione nei momenti decisivi. «Siamo stati superiori nei duelli vinti, ma dobbiamo essere più cattivi negli ultimi diciotto metri» ha puntualizzato, rammaricandosi per le occasioni sfumate e per quegli errori elementari che in una categoria come la Serie C finiscono inevitabilmente per essere puniti con severità.
La sterilità offensiva resta la preoccupazione principale: la squadra fatica a finalizzare le trame di gioco che pure riesce a costruire. Dossena ha esortato i suoi a essere più lucidi sotto porta, evitando la fretta e cercando di curare i piccoli dettagli che fanno la differenza tra un'azione sprecata e un gol. «Dobbiamo fare tante piccole cose meglio e le soddisfazioni arriveranno» ha dichiarato, cercando di infondere fiducia in un ambiente che ha bisogno di ritrovare certezze per allontanarsi dalle zone pericolose della graduatoria.
In vista della sfida con il Brescia, l'allenatore si aspetta una partita di sofferenza ma anche di opportunità, dove la squadra dovrà essere capace di agire sia da «incudine che da martello». La qualità tecnica degli avversari obbligherà il Novara a una prova di grande attenzione difensiva, pronti a colpire negli spazi. Il messaggio finale ai giocatori è un richiamo alla responsabilità individuale e collettiva: solo attraverso una prestazione di sacrificio e intelligenza tattica sarà possibile ribaltare i pronostici e regalare una gioia ai tifosi in un momento così delicato.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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