L’occasione formale era la presentazione dei nuovi innesti Kurti e Lodovici, ma l’intervento di Diego Foresti, direttore dell’area tecnica della Ternana, si è trasformato rapidamente in un’analisi profonda e viscerale del momento che sta attraversando il club. Il dirigente non ha cercato scuse, manifestando apertamente il proprio tormento interiore per la mancanza di successi nell'ultimo periodo.
«Il mio momento non è facile, non dormo di notte perché io quando non vinco non dormo, quindi mi ha dato molto fastidio», ha confessato Foresti con estrema franchezza, sottolineando come la sofferenza per i passi falsi debba essere un sentimento condiviso da tutta la struttura societaria. Secondo il direttore, infatti, nel calcio non esiste l'insuccesso del singolo, ma ogni battuta d'arresto va analizzata con una responsabilità collettiva: «Ci ha dato molto fastidio perché quando si perde è sempre plurale».
Un peso specifico notevole nelle sue riflessioni è stato occupato dall'eliminazione dalla Coppa Italia, un verdetto che Foresti ha faticato enormemente a metabolizzare. L'amarezza deriva soprattutto dall'impossibilità di rimediare a un cammino interrotto bruscamente, privando la città e la tifoseria di un traguardo a cui la dirigenza puntava con decisione. «Siamo usciti dalla Coppa Italia, che secondo me è il risultato più difficile da digerire perché non hai più possibilità di recuperare e ci tenevo molto a riportare la finale a Terni», ha ammesso il dirigente.
Il discorso è poi scivolato sulla cronica difficoltà della Ternana nei confronti dei tiri dal dischetto, un tema che sembra inseguire la storia recente del club come una vera e propria maledizione sportiva. Foresti ha ricordato come i calci di rigore siano stati fatali in momenti cruciali, dalla retrocessione dalla serie cadetta fino alla mancata promozione e, per ultima, proprio la finale di Coppa persa. «Dico sempre che ai rigori non ci devi mai arrivare», ha ammonito il direttore, evidenziando come la squadra avrebbe dovuto fare ogni sforzo possibile per chiudere la contesa prima della lotteria finale.
Il clima si è fatto ancora più teso quando l'analisi si è spostata sulla recente debacle contro la Torres. Per il direttore dell'area tecnica, quel risultato negativo non è ancora stato archiviato psicologicamente, rappresentando un dolore ancora vivo nonostante il calendario offra ancora diverse opportunità di riscatto. «La sconfitta di domenica è stata una brutta sconfitta, una sconfitta che non abbiamo digerito ancora oggi, almeno da parte mia è una cosa che rimane una ferita che rimane dentro, anche se rimangono 13 partite», ha dichiarato con fermezza.
La ricetta per uscire da questa impasse sembra essere una sola: il lavoro duro e il silenzio. Foresti ha chiesto una reazione d'orgoglio a tutto l'ambiente, senza escludere se stesso dalle critiche. Il messaggio rivolto allo spogliatoio è stato diretto e privo di giri di parole, puntando sulla necessità di ritrovare immediatamente la giusta intensità agonistica. «In questo momento c'è da parlare poco e correre tanto e i ragazzi lo sanno. C'è bisogno di darsi una svegliata tutti insieme e mi ci metto anch'io», ha ribadito con vigore.
Passando a temi più strettamente legati alla gestione della rosa e del mercato, Foresti ha fatto chiarezza sulla situazione contrattuale di Donati. Il dialogo con l'entourage del giocatore sembra procedere sui binari della reciproca volontà di proseguire insieme, sebbene manchi ancora la firma definitiva sul rinnovo. «Su Donati mi son visto al mercato con il procuratore, siamo in linea e dobbiamo trovarci per cercare di trovare un accordo», ha spiegato, mantenendo comunque la cautela tipica di chi sa che nel calcio le trattative sono chiuse solo quando diventano ufficiali.
Contestualmente, è stata fatta una distinzione importante riguardo ai nomi che attualmente non figurano nella lista dei disponibili per il campionato. Il dirigente ha tenuto a precisare che non si tratta di una punizione disciplinare, ma di scelte puramente tecniche e regolamentari che riguardano profili specifici. «Per quanto riguarda i fuorilista, che non sono fuori rosa, non confondiamoci, sono Brignola e Vitali», ha puntualizzato Foresti, cercando di spegnere sul nascere eventuali speculazioni circa presunti attriti interni.
La parte finale dell'intervento ha visto un Foresti molto determinato nel difendere l'operato della società e il rispetto verso la proprietà. Il dirigente ha voluto rispondere duramente ad alcune ricostruzioni giornalistiche degli ultimi giorni, giudicate prive di fondamento e lesive della realtà dei fatti. Il richiamo alla verità è stato il perno del suo attacco frontale verso chi ha diffuso notizie ritenute inesatte. «Io accetto tutto, però non accetto le bugie, non accetto quello che non è verità», ha concluso il direttore tecnico, chiudendo l'incontro con una presa di posizione netta e senza margini di mediazione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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