In vista della delicata sfida casalinga contro l'Empoli, il tecnico del Palermo Pippo Inzaghi ha analizzato il momento della squadra, ponendo l'accento sulla necessità di non abbassare la guardia. La recente prova offerta in trasferta ha lasciato sensazioni positive, ma l'allenatore sa bene che nel campionato cadetto ogni partita nasconde insidie particolari e che la continuità è l'unico segreto per ambire a posizioni di vertice.
«L’Empoli è un altro bel banco di prova. Dobbiamo dare continuità alla prestazione di Bari, dove abbiamo interpretato la gara come volevo» ha spiegato il mister, evidenziando come l'atteggiamento tattico e mentale visto nell'ultimo turno debba diventare uno standard per il gruppo. L'obiettivo è trasformare il Barbera in un fortino, sfruttando l'energia che solo il pubblico di casa sa trasmettere ai giocatori nei momenti cruciali del match.
Un capitolo importante della conferenza è stato dedicato ai movimenti di mercato che hanno visto il club rosanero protagonista. Inzaghi ha espresso profonda gratitudine verso la dirigenza per aver messo a sua disposizione elementi di qualità superiore, capaci di innalzare il tasso tecnico complessivo dell'organico e di offrire soluzioni tattiche differenti rispetto alla prima parte di stagione.
«Ringrazio la società perché aver preso loro due e, in più, il ritorno di Magnani, ha sensibilmente rafforzato questa rosa» ha affermato l'allenatore, soffermandosi in particolare su Johnsen, calciatore le cui doti sono già note a tutti gli addetti ai lavori. Se per Rui si dovrà attendere ancora qualche settimana prima di vederlo a pieno regime, l'entusiasmo per il ritorno di Magnani nel cuore della difesa è palpabile.
Proprio sul difensore centrale, il tecnico è stato categorico, definendolo un lusso per la categoria nonostante la squadra avesse saputo sopperire bene alla sua assenza. «Siamo molto contenti che sia tornato in gruppo. La squadra ha fatto bene anche senza di lui, ma Magnani in Serie B fa la differenza» ha ammesso Inzaghi, consapevole di aver ritrovato un leader carismatico oltre che un interprete di assoluta affidabilità.
Analizzando l'avversario di turno, il mister ha voluto sgomberare il campo da facili entusiasmi legati al precedente dell'andata, quando il Palermo dominò i primi minuti. Quella vittoria lampo appartiene al passato e non deve influenzare l'approccio alla nuova sfida contro un Empoli che arriva in Sicilia reduce da un buon pareggio contro una realtà solida come il Modena.
«Dopo 20 minuti vincevamo 0-2, ma dobbiamo dimenticarla. Sarà una partita diversa» ha avvertito Inzaghi, ricordando che gli avversari sono una compagine organizzata che va affrontata con rispetto. La forza dei rosanero, però, dovrà risiedere anche nella consapevolezza del proprio blasone: «Noi siamo il Palermo e giocheremo davanti ai nostri tifosi», un monito che suona come una dichiarazione d'intenti.
La gestione delle assenze sarà un altro tema caldo della gara, data la squalifica di un elemento chiave come Palumbo. Tuttavia, il tecnico preferisce non cercare scuse e guardare alle risorse a disposizione, specialmente in un periodo che prevede impegni molto ravvicinati. «Con Johnsen abbiamo un’arma in più e dobbiamo essere bravi a non far sentire eventuali assenze» ha sottolineato, evidenziando la profondità raggiunta dalla rosa.
Il percorso intrapreso dal club va però oltre il singolo risultato domenicale. Inzaghi ha ribadito più volte la sua volontà di lasciare un'impronta profonda nel capoluogo siciliano, lavorando sulla mentalità dei calciatori e sulla creazione di un'anima collettiva che possa rappresentare una garanzia per il futuro sportivo del sodalizio.
«Un allenatore deve costruire qualcosa. Nelle ultime dieci partite siamo stati bravi, stiamo creando un’identità. Mi piace allenare questi giocatori e voglio costruire qualcosa che durerà nel tempo» ha dichiarato il tecnico, confermando la sua totale sintonia con il progetto societario. Per Inzaghi, il calcio è fatto di fondamenta solide e lo spirito visto nell'ultimo periodo sembra essere quello giusto per costruire un ciclo vincente.
Infine, un pensiero speciale è andato al legame indissolubile con la tifoseria, citando il saluto tributato ai sostenitori presenti a Bari. Per il mister e per la squadra, il calore dei fan è una componente vitale che è mancata in alcune fasi e che deve tornare a essere il motore propulsivo di ogni sfida casalinga.
«Pensavo fosse un gesto dovuto quello fatto a Bari, sotto il settore ospiti. Ci sono mancati. La squadra tiene alla nostra gente. Domani torniamo al Barbera e speriamo di fare una grande partita» ha concluso il tecnico, chiamando a raccolta tutto il popolo rosanero per spingere il Palermo verso un successo che darebbe un segnale fortissimo a tutto il campionato.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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