Un punto che porta con sé risposte importanti ma anche spunti di riflessione per il tecnico del Perugia Aimo Diana, che al termine del match disputato sul campo della Vis Pesaro ha tracciato un bilancio accurato ai microfoni di Umbria Tv. L’allenatore ha espresso il suo punto di vista su una gara caratterizzata da momenti di sofferenza alternati a sprazzi di grande determinazione.

«L’inizio di questo percorso resta indubbiamente positivo e la prestazione odierna rappresenta un ulteriore mattone nella nostra crescita. Siamo stati capaci di andare sotto nel punteggio e di attraversare un vuoto mentale di un quarto d’ora abbondante, condito da ingenuità che mi hanno infastidito parecchio. Allo stesso tempo abbiamo mostrato un colpo di coda non soltanto veemente, ma accompagnato da trame tattiche ben delineate, esattamente come pretendo dai miei ragazzi. Un blackout contro una formazione così giovane e dinamica ci può stare, ma dobbiamo assolutamente velocizzare il processo di maturazione. La seconda rete subita nella precedente gara di Coppa Italia ricordava molto queste due. Tuttavia il gruppo ha evidenziato con forza la voglia di rimanere in partita, i subentrati si sono rivelati determinanti grazie all’atteggiamento corretto con cui sono scesi sul terreno di gioco, tutti elementi cruciali per diventare una vera squadra.»

Il focus del mister si è poi spostato sulla tenuta mentale della squadra e sulla necessità di registrare i meccanismi del reparto arretrato, apparso a tratti in difficoltà di fronte alla brillantezza degli avversari.

«La componente psicologica è quella centrale e su questo aspetto dobbiamo ancora lavorare molto, imparando a proteggere a dovere la nostra area di rigore, un passaggio chiave che va registrato e che perfezioneremo con il lavoro settimanale e il raggiungimento della forma migliore. Gli avversari oggi avevano più brillantezza e freschezza atletica rispetto a noi. Siamo comunque in crescita e lo conferma la spinta finale per cercare la vittoria, avevo chiesto di avanzare la posizione anche ai braccetti difensivi perché volevo prendermi i tre punti, ci abbiamo provato sino al triplice fischio senza accontentarci della parità. Gli sbagli individuali sui gol? Vi chiedo di farmi rivedere le immagini prima di espormi, sulla prima marcatura è evidente che Quirini si sia fatto prendere alle spalle con un errore tipico degli esterni che ha spianato la strada al traversone. Sul secondo gol credo invece si sia trattato di disattenzioni miste tra reparto e singoli.»

Non sono mancati gli spunti tattici positivi, in particolare sulla costruzione del gioco e sull'impiego delle corsie esterne, oltre ad alcune considerazioni sui singoli interpreti e sui possibili adattamenti di modulo.

«Sulla prima rete segnata va detto che si trattava di uno schema provato e riprovato che prevedeva l'inserimento del braccetto verso l'interno del campo. Quirini lo abbiamo ingaggiato proprio per le sue attitudini specifiche. Oltre alle imperfezioni abbiamo proposto tante cose egregie ma non ho alcuna intenzione di accontentarmi, ormai ci conosciamo e dobbiamo essere schietti anche quando le cose vanno bene, compresa la volontà di andare a salutare i sostenitori sotto la curva che fa parte di questo tragitto da accelerare a tutti i costi. Cortesi e Seha? Quando provi a trasmettere concetti nuovi in tempi ristretti non è mai un percorso immediato, ma la disponibilità da parte della rosa è totale. Cortesi è abituato ad agire a piede invertito sulla trequarti e pure Seha possiede attitudini simili, stiamo lavorando sia sul tre-quattro-due-uno che sul tre-cinque-due in base alle varie pieghe del match.»

Spazio infine alle strategie per il finale di calciomercato e alla difesa a spada tratta del lavoro svolto finora dalla retroguardia, con la conferma granitica dei suoi principi tattici di base.

«La rosa necessita ancora di un rinforzo nel reparto avanzato ed entro la chiusura della sessione cercheremo di tesserare un profilo che possa garantire un’alternativa a Sabbatani. Soltanto un innesto? Bisogna rimboccarsi le maniche e miglioreremo sensibilmente anche dietro, abbiamo a disposizione Angeli, Papazov, Rondolini e Stramaccioni che alzeranno notevolmente il livello generale della difesa. Quando i difensori commettono un'imprecisione spesso si incassa il gol, convivono costantemente con questa pressione, ma la fase difensiva crescerà con l'aumentare della condizione fisica dei centrocampisti. Storicamente le mie squadre subiscono pochissime reti. Non vorrei mettere troppi timori sui gol incassati, la settimana scorsa la difesa ha fatto benissimo. Creare uno spogliatoio solido richiede tempo, sento colleghi che si rammaricano pur avendo lavorato con tredici o quattordici elementi da inizio estate, dimostrandosi evidentemente più bravi di me. Ciò che mi preme trasmettere è la determinazione oltre il singolo sbaglio. La Vis Pesaro ha disputato una gara ben oltre le righe calando vistosamente nel finale e permettendoci di uscire alla distanza. Di Paola? È un interprete fondamentale capace di mettere in difficoltà chiunque, ma siamo stati bravi a contenerlo. Se giocherò mai con la difesa a quattro? Assolutamente no.»

Sezione: Serie C / Data: Lun 31 agosto 2026 alle 14:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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