Un successo di fondamentale importanza e una dimostrazione di grande coesione caratteriale. Al termine della vittoriosa trasferta di Gubbio, il tecnico della Reggiana Attilio Tesser ha analizzato ai microfoni della stampa la prova sfornata dai suoi ragazzi, capaci di soffrire e stringere i denti nei momenti più complessi del confronto disputato al "Pietro Barbetti".

«Presentarsi in un impianto del genere con l’approccio sbagliato avrebbe reso le cose proibitive. A dirla tutta è stata incredibilmente dura persino avendola affrontata con la mentalità corretta. In fin dei conti siamo stati immersi in una vera e tipica battaglia da Serie C. Durante la prima frazione di gioco non siamo stati abili nel concretizzare alcune chiare opportunità da rete, poi però siamo riusciti a sbloccare la contesa. Si tratta di tre punti di valore inestimabile per il morale di tutti: probabilmente saremo apparsi meno spumeggianti rispetto alla gara di lunedì scorso, ma il gruppo ha saputo combattere su ogni pallone.»

La guida tecnica della compagine emiliana ha poi voluto evidenziare gli aspetti tattici e attitudinali che lo hanno soddisfatto maggiormente nel corso della contesa, soffermandosi sulla reazione della squadra di fronte ai tentativi di rimonta della formazione locale.

«Siamo stati capaci di difendere con grande disciplina, pur concedendo al Gubbio un paio di situazioni piuttosto insidiose. La seconda frazione di gioco si è rivelata decisamente più bilanciata, poi in seguito al raddoppio il confronto appariva ormai incanalato sui binari a noi più congeniali. Per contrastare il loro modulo quattro-due-quattro particolarmente spregiudicato abbiamo cercato di reggere l'urto passando alla difesa a cinque, ed essi sono stati capaci di accorciare le distanze dentro una mischia furibonda, esattamente come avevamo fatto noi in precedenza. Ad ogni modo ho apprezzato moltissimo la tenuta mentale: mi tengo stretto il fatto di aver visto una squadra battagliera, oltre ovviamente a una posta in palio fondamentale. E mi sono piaciute le battute iniziali, dove abbiamo provato a costruire senza alcun timore reverenziale.»

Sollecitato sul presunto affanno patito dalla retroguardia in occasione dei traversoni spiovuti dalle corsie esterne, il mister ha ci tenuto a precisare e a difendere l'operato della linea difensiva.

«Sinceramente non credo che abbiamo sofferto i loro palloni alti, penso al contrario che la squadra abbia interpretato bene la copertura su quei due traversoni indirizzati verso il secondo palo. Non abbiamo commesso imprecisioni, le traiettorie arrivavano ma noi siamo arrivati sempre puliti nell'intervento. La vera pericolosità avversaria si è palesata in realtà sulle palle inattive, tra punizioni dal limite e calci d'angolo.»

Nonostante le notevoli criticità della vigilia e una situazione generale non semplice anche lontano dal terreno di gioco, la formazione granata è riuscita a raccogliere quattro punti importanti nelle prime due uscite ufficiali di campionato.

«Confidavo molto in questo avvio positivo. Venivamo da una prestazione convincente e da un successo sfuggito soltanto nelle battute conclusive della gara disputata contro il Ravenna. La forma fisica generale non si attesta ancora sui parametri desiderati, ma stiamo registrando progressi evidenti giorno dopo giorno. Mi preme menzionare Bertagnoli, che per la primissima volta ha disputato tutti i novanta minuti, oltre allo stesso Ponsi che ha messo un ulteriore ventennio di minuti nelle gambe. È una crescita costante e questo rappresenta l'aspetto prioritario. Da domani focalizzeremo le nostre energie sulla preparazione della gara col Vado.»

Un passaggio fondamentale della conferenza è stato riservato alle risposte offerte dai singoli elementi della rosa, a partire dall'attaccante Leon Šipoš, finalmente andato a segno dopo un digiuno importante, passando per le prestazioni di Girma e Tripaldelli.

«Provo una grandissima gioia per la rete di Šipoš, tutti sanno che gli interpreti d'attacco vivono esclusivamente per il gol e Leon garantisce comunque un lavoro indispensabile nelle due fasi, evitando di rimanere statico all'interno dell'area di rigore. Va considerato inoltre che ha disputato l'incontro sprovvisto di una seconda punta pura al suo fianco, agendo con due trequartisti alle spalle a causa dell'emergenza che ci impediva di cercare la profondità. Desidero rivolgere dei complimenti sentiti anche a Natan per la sua prestazione. Allo stesso modo mi fa piacere menzionare Girma: fino a due settimane fa ha attraversato vicende particolari, mentre in queste prime due uscite ci ha garantito una mano enorme. Sono davvero felice per lui, era finito ai margini del progetto e si è ritrovato di nuovo al centro dell'ambiente. Ha garantito un apporto fondamentale con abnegazione e determinazione, non era affatto scontato ricaricare le pile dal punto di vista psicologico. Quanto a Tripaldelli, ha disputato una prova positiva spingendo con continuità sulla fascia. Sono stati tutti encomiabili, Alessandro si è disimpegnato egregiamente in entrambe le partite e fin dal mio approdo qui ha costantemente evidenziato abnegazione e dedizione totale. Questo deve costituire unicamente un punto di partenza.»

Il tecnico della compagine emiliana ha infine ribadito la legittimità del successo ottenuto lontano dalle mura amiche, analizzando anche la complicata fase di ripartenza dopo la dolorosa retrocessione e le difficoltà incontrate durante la sessione estiva di calciomercato.

«Ritengo la vittoria assolutamente meritata, dal momento che abbiamo siglato una rete in più rispetto ai nostri avversari e, pur avendo patito momenti di sofferenza, non noto alcun elemento per sostenere che il risultato sia ingiusto. È chiaro che il Gubbio abbia spinto a tavoletta fino all'ultimo istante e se avesse agguantato la parità non avrebbe rubato assolutamente nulla. Tuttavia penso che il successo sia sacrosanto. Una retrocessione porta inevitabilmente delle scorie nell'ambiente e nella squadra, non è stato affatto agevole gestire i primi dieci giorni di raduno. Successivamente siamo stati bravi a inserire gradualmente i nuovi arrivati e a stimolare quegli elementi rimasti che coltivavano la naturale ambizione di militare in Serie B. Si è trattato di un percorso complesso, con operazioni in entrata strettamente vincolate alle cessioni. Nel reparto avanzato Šipoš è arrivato quando in rosa figurava il solo Rover, che nel corso della carriera ha agito principalmente da esterno. Ci siamo però compattati al massimo e questa sera sono estremamente felice dell'atteggiamento mostrato, che si colloca in un percorso di crescita imprescindibile. Per affrontare questa categoria è tassativo possedere la giusta mentalità e in determinati contesti serve anche la qualità della manovra, come abbiamo ampiamente evidenziato lunedì sera contro il Ravenna. Gli apprezzamenti dei tifosi nei miei confronti? Io mi limito a svolgere il mio lavoro assieme a tutti i componenti dello staff tecnico. Dopodiché ci sono i calciatori, il pubblico e la dirigenza. Per quanto mi riguarda le cose che contano davvero sono l'attaccamento alla maglia, la professionalità e il massimo della serietà, anzitutto sul piano morale e poi su quello tecnico.»

Sezione: Serie C / Data: Lun 31 agosto 2026 alle 14:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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