Lontano dai riflettori da oltre due anni, ma con la passione e la competenza di sempre. Matteo Sabbadini, direttore sportivo romagnolo classe 1974, è un nome che nell'ultimo decennio ha lasciato il segno in piazze storiche e ambiziose come Ravenna, Sambenedettese e Carpi.
Un curioso filo rosso lega queste esperienze: tutti e tre i club, dopo aver attraversato periodi complessi tra i Dilettanti, sono oggi protagonisti nel girone B di Serie C, dimostrando la bontà di fondamenta costruite nel tempo.
La redazione di Notiziariocalcio.com ha contattato in esclusiva il direttore Sabbadini per fare il punto sulla sua attuale situazione professionale e per analizzare il campionato delle sue ex squadre.
Direttore, partiamo da lei. Come vive questo periodo lontano dal campo? «Guardo partite, mi tengo aggiornato. Capita di star fermi, fa parte del gioco, ma essendo fuori da oltre due anni un po' ci sono rimasto male. Qualche richiesta l'ho avuta, ma si trattava di progetti che non mi stimolavano. Non nego che qualcosa ogni anno esca fuori, ma bisogna fare le giuste valutazioni. Negli ultimi undici anni sono stato in tre piazze importanti; quando passi per determinate piazze, poi non è semplice accettare situazioni che non ti danno le giuste motivazioni. Per questo preferisco attendere».
Una delle sue ex squadre, il Ravenna, sta volando. «Ho visto il Ravenna parecchie volte quest'anno. È una squadra forte, con valori importanti, c'è grande entusiasmo e una proprietà solida per la categoria. Hanno tutte le carte in regola per disputare un bel campionato. Vincere è sempre difficile, ma quest'anno nel girone B possono fare molto, molto bene. Sinceramente mi aspettavo questo score; io abito qui e so che hanno fatto investimenti importanti a fine mercato. La inserisco nel novero delle 4-5 società che possono provare a fare il salto di categoria».
Anche il Carpi si sta ben distinguendo. «È una società cresciuta molto. Io sono arrivato lì durante il secondo anno del presidente Lazzaretti; in quella stagione disputammo un campionato all'altezza in Serie D, arrivando terzi e perdendo la finale playoff. Sono cresciuti ulteriormente, hanno scelto un direttore sportivo che lavora molto bene e stanno portando avanti un ottimo lavoro puntando su tanti giovani. Non è un percorso facile, ma lo stanno facendo con successo».
Infine la Sambenedettese, un'altra piazza rinata. «Purtroppo la mia esperienza lì è durata solo tre mesi a causa di una proprietà della quale tutti conoscono le vicende. Avevo accettato quell'opportunità con grande entusiasmo: a San Benedetto è tutto bello, dal tifo allo stadio, fino alla città. Sono davvero felice per ciò che è riuscito a costruire il presidente Massi, attorniandosi di gente competente. È una società che vive di calcio e sono contento che abbiano allestito una squadra che può puntare tranquillamente ai playoff. Sono passato di lì nel momento sbagliato...».
Chiudiamo con un pronostico: chi vede favorito per la vittoria finale del girone B? «Secondo me, dopo nove giornate, ci sono tre squadre che hanno già preso un buon margine: Arezzo, Ravenna e Ascoli. Analizzando le rose, vedo l'Arezzo un po' più avanti rispetto alle altre. A Ravenna, però, c'è un grandissimo entusiasmo e questo fattore aiuta molto. Credo che tutte e tre possano fare il salto di categoria».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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