Un punto al debutto stagionale per i granata, capaci di fermare sul punteggio di 1-1 una delle candidate principali al vertice del girone. Al termine del match casalingo contro il Ravenna, l'allenatore della Reggiana Attilio Tesser ha analizzato la prestazione del suo gruppo proponendo una visione fiduciosa e improntata sugli aspetti positivi emersi nel corso della sfida.

«Sono contento della prestazione. Per 60 minuti abbiamo disputato un’ottima partita, poi siamo calati». Il calo sulla distanza era un fattore ampiamente preventivabile all'interno dello staff tecnico, considerate le non perfette condizioni di diversi elementi della rosa. «Eravamo consapevoli che potesse succedere, perché alcuni giocatori non sono ancora al meglio e sono reduci da infortuni. Per il modo in cui giochiamo, siamo stati aggressivi e propositivi, anche se abbiamo creato poco e concesso qualcosa. Abbiamo comunque costruito due occasioni da rete, con un palo e un tiro finito fuori. Il Ravenna è considerato da tutti una delle grandi favorite e noi non abbiamo subito un tiro in porta sugli sviluppi del gioco. Sono soddisfatto di quanto hanno fatto vedere i ragazzi».

L'imprevisto di giornata ha riguardato il forfait dell’esperto centrocampista, fermatosi poco prima del fischio d'inizio per un problema fisico. «Vedremo i report medici nei prossimi giorni. È stata una sorpresa domenica sera, quando il dottore mi ha chiamato a casa dicendomi che non aveva nulla di importante, ma solo un problema fastidioso. Non credo però che per la prossima settimana possa esserci».

Nonostante l'emergenza, la squadra ha mostrato una precisa identità tattica sul terreno di gioco per un'ora abbondante di contesa. «Di base, nel primo tempo abbiamo fatto più o meno quello che volevo. Questa è la Reggiana che mi piace e che vorrei vedere. Ci serve maggiore profondità». Elogi specifici sono stati spesi nei confronti del trequartista, schierato regolarmente dal primo minuto nonostante le tante voci di mercato che lo circondano. «Girma per me è stato bravissimo: ha lottato, corso, costruito e giocato, anche se la sua condizione non poteva essere al meglio dopo essere stato fermo alcuni giorni. Inoltre c’è il dubbio sul suo futuro, se resterà o se andrà via. Abbiamo corso sulle fasce laterali e cercato di attaccare anche per vie centrali».

La gestione dei cambi durante la ripresa è stata interamente condizionata da contrattempi di natura atletica e muscolare. «Sono stati tutti per motivi fisici. Ponsi e Bertagnoli avevano i crampi, mentre Girma era molto stanco. Portanova mi chiedeva il cambio, ma avevo già terminato le sostituzioni». Sulle scelte di posizionamento difensivo adottate nel finale per contenere le accelerazioni avversarie, Tesser ha chiarito la decisione di adattare Bonetti sulla corsia esterna. «Bonetti spostato a destra? Non ho stravolto nulla: Papetti ha fatto il centrale e Bonetti è un difensore centrale mancino, ma chiunque avessi messo a destra sarebbe stato fuori ruolo. Senza Libutti non ci sono alternative. Inoltre ho pensato a lui sia perché Maggio è rapido, veloce e tende a rientrare: Papetti non aveva il passo per potergli stare dietro, Bonetti sì».

A centrocampo si è sentita la mancanza di un metronomo esperto capace di gestire i ritmi della partita nei momenti di maggiore pressione del Ravenna. «Jónsson ha fatto una grande partita. Castagnetti, rispetto ai ragazzi che hanno giocato oggi, è un professore: abbiamo schierato giovani, meno esperti, ma molto bravi, come Jónsson, Vallarelli e Suarez. Bisognava anche tenere conto delle caratteristiche della partita. Quel lavoro lo ha fatto Girma finché fisicamente ha tenuto». Un appunto il tecnico lo ha riservato alla gestione dei problemi fisici da parte degli interpreti più giovani ancora in campo. «Volevo sostituire Vallarelli perché aveva preso una botta ma diceva di stare bene, poi gli sono venuti i crampi. Zoppicava, però mi diceva che ce la faceva e l’ho lasciato giocare. In questi casi, però, il ragazzo deve dirmelo subito se non ce la fa».

La coperta corta e i ritardi di preparazione legati all'infermeria continuano a condizionare le scelte operative a gara in corso. «Pensavamo che Castagnetti potesse giocare, altrimenti Bertagnoli non avrebbe giocato: la sua tenuta era di 60 minuti e così è stata. Ponsi non è al massimo della condizione, inoltre non avevamo Rover e Libutti. Davanti mancano dei cambi in attacco». Tuttavia, lo spirito di sacrificio mostrato dal collettivo fino all'ultimo secondo lascia ben sperare per il proseguimento del campionato. «Quando una squadra gioca prima con qualità e poi, quando non ne ha più, continua comunque a lottare, io la considero una prestazione positiva. Abbiamo anche rischiato di perdere sull'ultimo calcio d'angolo, perché avevamo di fronte una squadra forte».

Sezione: Serie C / Data: Mar 25 agosto 2026 alle 10:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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