"Ho sempre avuto squadra ad agosto, anche perché normalmente stipulavo contratti biennali, quindi per me è una situazione inedita che onestamente non mi aspettavo. Però sono tranquillo e per nulla ansioso, vivo tutto con positività e fiducia. Mi sto allenando bene e so quello che posso ancora dare". Il suo gol nel primo tempo, tipico dell'attaccante impietoso, rapace e con una velocità di pensiero tale da fare invidia a bomber rinomati pur essendo un'ala pura, ha dato il via alla festa del Gladiator nella finalissima di ritorno col Taranto a Massafra. Antonio Bacio Terracino quel pomeriggio se lo ricorderà a lungo e poco importano le oltre 200 presenze accumulate in C in tempi neanche tanto lontani. Perché le emozioni e le vittorie non si pesano, non hanno categoria. Per lui, dopo Caserta, si è trattato del secondo trionfo personale in carriera. Tuttavia la sua condizione attuale è quella dello svincolato, al pari di Simone De Marco e Vincenzo Gatto che ha ritrovato all'Equipe Campania, a cui si è aggregato da qualche settimana scegliendo il gruppo di stanza a Quarto. 

"È la prima volta che vengo all'Equipe Campania ma all'esterno conoscevo il progetto e sapevo, come poi ho avuto modo di toccare con mano, che c'è grande organizzazione e serietà - rivela -. Vedere poi che De Marco e Gatto, con cui abbiamo condiviso questa stagione magnifica al Gladiator, si allenano qui da anni, è stata una spinta in più".

𝐇𝐚𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐬𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐛𝐢𝐞𝐧𝐧𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐥 𝐆𝐥𝐚𝐝𝐢𝐚𝐭𝐨𝐫 𝐢𝐧 𝐄𝐜𝐜𝐞𝐥𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟒. 

"Parto da una premessa: al Gladiator sono arrivato quando il club era in procinto di essere ripescato in D, cosa che poi non è avvenuta. In realtà mi avevano preso per quello, come rinforzo per la D. Decisi comunque di restare perché fui convinto dalla bontà del progetto. E infatti far parte del nuovo corso di un club blasonato, ambizioso e organizzato a tal punto da non avere nulla da invidiare a società di categoria superiore, mi ha aiutato a non avvertire alcuna differenza tra l'Eccellenza e altri campionati in cui pure avevo militato. Naturalmente da un punto di vista tecnico e atletico le differenze ci sono. Ma il Gladiator in Eccellenza era una società d'élite. E lo sbocco finale di quel progetto non poteva essere che uno, come tutti avete visto". 

𝐌𝐚 𝐢 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢 𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨?

"Sicuramente quelli di compiere subito il salto di categoria. Avevamo la consapevolezza di poter vincere il campionato e non ci siamo riusciti direttamente solo per la cavalcata importante fatta dal Real Forio. Ma noi credevamo nella promozione, a maggior ragione dall'avvento di mister Farina che ci ha trasmesso un certo tipo di principi e di convinzioni. La mentalità vincente ce l'avevamo già perché in tanti di noi venivamo da un certo tipo di percorso professionale, anche con campionati vinti alle spalle. Ma il mister, in virtù della sua esperienza, ha saputo gestire e valorizzare questo potenziale rafforzando le nostre certezze. Ad un certo punto non ci siamo fermati più, non abbiamo perso più una partita per mesi, cedendo solo ad un Forio fortissimo. Mentalmente ci siamo rafforzati ed i play-off sono stati in un certo senso il contenitore finale di questo nostro strapotere".

𝐂𝐨𝐥 𝐓𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐨 è 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚. 𝐄 𝐬𝐢𝐞𝐭𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐢ù 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭à, 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐝 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚. 

"Il Taranto ha avuto tante occasioni e dobbiamo ammetterlo. In alcune circostanze è stato bravissimo Merola. Siamo stati anche un po' fortunati ma non dimentichiamo che dopo il mio gol abbiamo sfiorato il raddoppio con Liguori. Prendere il pareggio dopo un paio di minuti nella ripresa è ovvio che sia stata un po' una botta per noi che avevamo l'obiettivo di uscire inizialmente indenni e superare il loro forcing che sapevamo ci sarebbe stato, aiutato anche da un grande pubblico. Ci siamo trovati oggettivamente col fiato corto per diversi minuti, poi ci siamo ripresi e abbiamo retto bene. A quel punto sono calati leggermente loro da un punto di vista fisico, fino al nostro gol allo scadere. È stata una bellissima partita, combattuta, tirata. Poteva finire in qualsiasi modo, ma noi l'abbiamo meritata. E credo che questo dato sia indiscutibile". 

Sezione: Esclusiva NC / Data: Lun 24 agosto 2026 alle 17:35
Autore: Stefano Sica
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