Esordio felice e tre punti preziosi per il Perugia nel primo appuntamento di campionato disputato tra le mura amiche del Renato Curi contro l'Ostiamare. Nel post-partita, la guida tecnica dei biancorossi, Aimo Diana, ha espresso moderata soddisfazione per l'affermazione ottenuta, richiamando immediatamente tutti alla massima concentrazione e all'umiltà in vista del proseguimento della stagione.

Il successo casalingo ha regalato morale e preziose certezze a un gruppo ancora in fase di rodaggio e assimilazione dei nuovi dettami tattici. Nonostante il risultato positivo e la grande risposta di pubblico giunta dagli spalti, il condottiero del Grifo ha preferito mantenere i piedi ben saldi a terra, conscio delle insidie insite nel torneo.

La prova di forza offerta dall'undici umbro ha evidenziato progressi significativi sul piano dell'agonismo e della tenuta atletica, elementi chiave per costruire le basi di un campionato di vertice. Il percorso di crescita della squadra passa infatti attraverso la continuous ricerca di continuità e personalità su tutti i campi.

«Sono davvero felice per la società e per i ragazzi, perché conosco benissimo le difficoltà che si incontrano nell'apprendere e trasferire sul rettangolo di gioco concetti nuovi in tempi così ristretti, accettando anche l'errore. Conseguire i tre punti ti aiuta tantissimo a credere nel lavoro, accelera notevolmente il percorso e infonde sicurezza a tutto l'ambiente. Detto ciò, dobbiamo mantenere assolutamente i piedi per terra: conosco alla perfezione questo campionato e questi calciatori, per questo dico che abbiamo ancora moltissimo lavoro da fare. La reciproca conoscenza si affina solo disputando le gare ufficiali. Questa squadra ha ancora tanto da esprimere nei singoli elementi e troveremo inevitabilmente delle difficoltà lungo il cammino: la vera domanda è come reagiremo di fronte ai momenti complessi. Si cresce anche prendendosi responsabilità individuali e oggi, in alcuni frangenti, lo abbiamo fatto. Abbiamo mostrato un'ottima tenuta fisica fino al novantesimo e siamo ampiamente soddisfatti. Senza spiccare voli pindarici, al momento questi siamo: l'atteggiamento della squadra piace ed esalta, dobbiamo ripartire da qui. Credo che le prime dieci giornate ci indicheranno chiaramente che tipo di campionato potremo disputare e in quale posizione della classifica ci assesteremo».

«Per quanto riguarda Ladinetti, uscito nel corso della ripresa, credo si sia trattato semplicemente di crampi. Mi auguro vivamente che sia così: sono davvero contento della sua prestazione, adoro i calciatori con il suo piglio che vogliono mettersi in mostra. La strada da perseguire è questa e dovremmo portarla avanti nel bene e nel male. Cosa mi è piaciuto particolarmente? Sapevamo che cambiando gioco avremmo potuto creare grattacapi agli avversari, ed è una soluzione che abbiamo provato a lungo. Mi è piaciuto l'incremento dell'intensità nei contrasti e il fatto di aver perso pochissimi duelli; e quando è capitato di perderli, abbiamo reagito all'istante. Con la Vis Pesaro non era andata affatto così. Commetteremo ancora tantissimi errori, ma mi aspetto un'evoluzione sul piano della personalità. In questo senso è stato bravissimo anche Zelezny quando l'Ostiamare ci ha messi in apprensione. Ha disputato una buona gara, gestendo ottimamente il pallone coi piedi, a destra con il sinistro e a sinistra con il destro: lo abbiamo coinvolto molto nella manovra e ha risposto bene. Dove possiamo migliorare? La condizione atletica rappresenta la base per affinare ogni aspetto, trovando il ritmo giusto riusciremo a velocizzare le giocate. Sulle scelte di gioco a volte tentenniamo ancora un po', ma è del tutto normale risultare leggermente disorientati sui concetti tattici all'inizio. Di miglioramenti da apportare ce ne sono svariati, sarebbe utopico pensarsi già perfetti a questo punto della stagione».

«Il pubblico presente al Curi? Non conosco quali fossero le dinamiche del passato, quel tipo di riscontro spetta a voi. Posso dire di aver raccomandato ai ragazzi di saper sfruttare l'entusiasmo dei nostri sostenitori: il boato del Curi ci ha dato un grande supporto, così come quando arriveranno i fischi dovremo essere maturi da incassarli. Gli episodi dubbi? Dopo dieci anni trascorsi in Serie C preferisco evitare di disperdere energie. Ritengo che i direttori di gara non abbiano gli strumenti adatti né una visione nitida, finendo per non fidarsi di immagini catturate da telecamere non posizionate in modo ottimale. A me parevano entrambi solari, sia la rete di Sabbatani sia il tocco di mano da rigore, ma la vittoria è arrivata e non vogliamo sollevare polveroni, sebbene la problematica sia ben più ampia. Non dispongono dell'equipaggiamento idoneo per un Var a chiamata ed è complesso giudicare senza una telecamera in linea, ma non siamo in Serie A. L'arbitro non avendo certezze ha mantenuto la decisione di campo e purtroppo assisteremo ad altri episodi simili, come l'espulsione di Alessandro. In quelle circostanze mi vedrete spesso seduto in panchina, perché di fronte a tali situazioni spreco troppe energie. Il Perugia in trasferta? Pensiamo innanzitutto a goderci una giornata di riposo, poi valuteremo. Nel calcio moderno il fattore campo incide relativamente, i calciatori devono avere la maturità di proporre il medesimo atteggiamento sia in casa sia fuori. Piuttosto bado ai dettagli strutturali del terreno di gioco nelle gare esterne, quelli variano di frequente e possono risultare determinanti».

Sezione: Serie C / Data: Lun 24 agosto 2026 alle 14:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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