All’indomani dell’ultimo passaggio a vuoto della squadra, il presidente del Savoia, Emanuele Filiberto di Savoia, ha preso la parola per indirizzare una nota dai toni fermi e diretti all’ambiente biancoscudato e alla piazza di Torre Annunziata.

La massima carica societaria si è soffermata sulle valutazioni inerenti alla precedente gestione tecnica, ricordando con precisione la genesi dei recenti trionfi.

«Sento l’esigenza impellente di prendere la parola e indirizzare un messaggio d’assoluta chiarezza a tutti coloro che portano questi colori nel cuore. Noto con piacere i calorosi elogi attribuiti in queste ore al vecchio tecnico Raimondo Catalano e al gruppo protagonista dell’ultima annata. È una cosa che mi riempie d’orgoglio e rinnovo la mia profonda gratitudine al mister per l’eccellente lavoro svolto. Mi preme tuttavia rinfrescare la memoria su un dettaglio fondamentale. Quell’allenatore e quel gruppo di calciatori vennero selezionati dalla dirigenza, non dalla piazza. Una buona parte di chi oggi li acclama come salvatori della patria è la medesima gente che li sminuiva fin dai primi giorni di ritiro estivo, bollando i tesserati come semplici scappati di casa. Ora sono improvvisamente assurti al ruolo di eroi e la cosa mi fa enormemente piacere, ma credo sia giusto attribuire i meriti del successo anche a chi ha avuto l’audacia di effettuare quelle scelte, difendendole e supportandole quando chiunque le metteva in discussione».

Il numero uno del club ha poi ripercorso le tappe del percorso compiuto dalla propria gestione aziendale, invitando l’ambiente a mantenere il giusto equilibrio.

«Nell’arco di appena un triennio siamo stati capaci di trascinare nuovamente il Savoia dal campionato di Eccellenza fino al palcoscenico della Serie C. Un traguardo straordinario ed edificato attraverso cospicui investimenti, sacrifici personali, grande passione e, soprattutto, attraverso i fatti concreti. Comprendo perfettamente l’amarezza della tifoseria in seguito a un passaggio a vuoto: le perplessità sono comprensibili e meritano massima considerazione, tuttavia non è ammissibile che un singolo inciampo vada a cancellare l’immane lavoro svolto fino a questo momento».

Nella battute conclusive della sua dichiarazione, il presidente si è scagliato contro lo scetticismo generale, rilanciando con forza le ambizioni e gli obiettivi del sodalizio campano.

«I compiti e le responsabilità decisionali appartengono in via esclusiva alla società. Proprio per questo motivo dico a tutti di stare sereni e far lavorare in pace chi ha già ampiamente dimostrato sul campo di saper centrare i traguardi prefissati. Arrivato a questo punto, arrivo a considerare certe contestazioni quasi alla stregua di un buon auspicio. Durante la scorsa stagione siamo stati presi di mira fin dal raduno e abbiamo finito per vincere il torneo. In questa annata veniamo criticati nuovamente e sono assolutamente convinto che centriamo la salvezza. Non siamo qui a pretendere scrosci di applausi o un’assegnazione di fiducia cieca, esigiamo semplicemente rispetto, coesione e il giusto clima d’armonia per portare avanti la programmazione. Il bene del Savoia viene prima di qualsiasi contrasto sterile. Noi proseguiremo lungo la nostra strada con umiltà, spirito di sacrificio e massima determinazione, muovendoci sempre a testa alta anche andando contro tutto e tutti. Avanti Torre Annunziata, avanti Savoia!».

Sezione: Serie C / Data: Lun 19 ottobre 2026 alle 10:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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