Novanta minuti per scrivere la storia. Una città intera trattiene il respiro in vista della gara casalinga di domenica contro la Sancataldese. Per il Savoia non è una partita come le altre: è l'ultimo gradino di una scalata entusiasmante. In caso di vittoria, o persino di un pareggio qualora dagli altri campi arrivassero incroci favorevoli, i Bianchi conquisterebbero matematicamente la vetta del Girone I di Serie D, staccando il pass per il ritorno in Lega Pro.
Il professionismo dista ormai solo una manciata di chilometri e, per compattare l'ambiente e caricare la piazza in queste ore di trepidante attesa, il patron del club, Emanuele Filiberto di Savoia, ha affidato ai canali social della società un lungo e appassionato videomessaggio. Parole che sanno di liberazione dopo un'annata complessa, vissuta lottando tanto sul rettangolo verde quanto fuori.
"Cari tifosi, cara mia amata Torre Annunziata, non potete immaginare l'emozione che sto vivendo in questo momento", ha esordito il patron della Casa Reale Holding. Un incipit che fa subito spazio al racconto delle difficoltà superate in questa stagione: "È stato un anno durissimo, un anno in cui abbiamo dovuto stringere i denti, resistere, andare avanti anche quando tutto sembrava remare contro. Abbiamo affrontato ostacoli, silenzi e porte chiuse. E sì, anche situazioni difficili da comprendere che meritano chiarezza e verità".
Un chiaro riferimento alle ben note peripezie burocratiche e logistiche che la società ha dovuto affrontare, ostacoli che però non hanno scalfito il progetto tecnico né lo spirito della piazza oplontina. "Ma sapete una cosa? Noi non ci siamo mai fermati, perché questa città non si arrende", ha incalzato Emanuele Filiberto, toccando le corde più profonde dell'orgoglio cittadino. "Questa città ha conosciuto il dolore, ha conosciuto le ferite, ma non ha mai, ma mai perso la sua dignità. E chi pensa di fermare il coraggio di un popolo non ha capito nulla di Torre Annunziata. Noi non abbiamo paura. Andiamo avanti a testa alta, con rispetto, con determinazione e con tanto amore per questa terra".
Poi, lo sguardo va direttamente alla sfida di domenica, un crocevia fondamentale per le ambizioni del club e per il rilancio sportivo del territorio: "Domenica non scendiamo in campo solo per vincere una partita. Scendiamo in campo per scrivere una pagina nuova. Dopo oltre 26 anni abbiamo l'occasione di dare a questa città non un sogno passeggero, ma una realtà solida, una continuità vera. Noi ci crediamo, tutti insieme".
Infine, l'appello conclusivo al popolo biancoscudato, chiamato a gremire gli spalti e a spingere la squadra verso il traguardo tanto atteso: "E allora vi dico questo: trasferiamo l'attesa in forza, la fatica in orgoglio, la storia in futuro. Perché certi sogni non si raccontano, ma si conquistano. Avanti Torre Annunziata e avanti Savoia".
Il dado è tratto, il messaggio è arrivato forte e chiaro. Ora la parola passa al campo: Torre Annunziata è pronta a riabbracciare il calcio dei professionisti.
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