L'avventura del Trento nella Coppa Italia di Serie C si conclude con una grossa dose di amarezza e la consapevolezza di dover correggere al più presto qualcosa nella fase conclusiva della manovra. La formazione trentina ha mostrato una netta superiorità sul piano del gioco nell'incrocio contro il Desenzano, ma non è riuscita a convertire la mole di occasioni creata.

Al termine del match, l'allenatore Luca Tabbiani ha espresso tutta la propria insoddisfazione per l'incapacità dei suoi di concretizzare: «Abbiamo fatto un buon primo tempo. Molti giocatori, però, erano alla prima partita e nella ripresa siamo un po’ calati. Il problema è che, dopo aver avuto tanto predominio ed essere stati a lungo nella loro metà campo, non siamo riusciti a concretizzare. Anche oggi abbiamo prodotto una buona quantità di conclusioni, ma abbiamo fatto zero gol. E questo è un problema che dobbiamo risolvere, perché il gol è l’essenza del calcio».

Il dato che genera maggiore apprensione nel tecnico riguarda proprio l'incredibile stallo realizzativo registrato nell'ultimo periodo: «Se consideriamo i primi tempi delle ultime due partite, abbiamo avuto diverse situazioni per passare in vantaggio, ma non ci siamo riusciti. Sommando i tiri delle due gare arriviamo a una quarantina di conclusioni e abbiamo segnato zero gol. È una cosa sulla quale dobbiamo ragionare».

Nonostante il risultato negativo, Tabbiani preferisce non bocciare l'operato della squadra, evidenziando come la prestazione sia stata solida per quasi tutto l'arco del confronto: «Se togliamo quei due o tre minuti, la squadra ha gestito bene tutta la partita ed è stata in completo dominio. Fino al gol non abbiamo praticamente concesso nulla e non dava mai la sensazione che potessimo subirlo. Però dobbiamo essere più determinanti negli ultimi venti metri: a volte è mancato il tiro, altre volte l’ultimo passaggio, altre ancora la qualità della giocata».

Analizzando l'azione che ha portato alla rete decisiva della formazione ospite, l'allenatore ha individuato i dettagli negativi senza però farne un dramma complessivo: «In quei minuti eravamo un po’ in affanno. Abbiamo sbagliato un paio di uscite e una pressione sulla rimessa laterale, dalla quale loro sono riusciti a uscire. Più che concentrarsi sui due minuti in cui abbiamo preso gol, però, bisogna analizzare i settanta e più minuti in cui abbiamo giocato nella loro metà campo e non siamo riusciti a segnare».

Nel post-partita c'è stato spazio anche per difendere le scelte di formazione e l'ampio turnover operato nell'undici di partenza: «Non cambierei niente. Era giusto dare minutaggio a tutti e valutare i giocatori che avevano giocato meno, soprattutto quelli arrivati più tardi e che non avevamo ancora visto in una partita ufficiale. La Coppa Italia era un nostro obiettivo e ci tenevamo, non l’abbiamo snobbata. Semplicemente alcuni giocatori non avevano recuperato completamente dalla partita di lunedì e lunedì prossimo abbiamo una gara importante».

Tra i singoli elementi osservati nell'arco dei novanta minuti, Tabbiani si è soffermato sulla prestazione offerta da Sodero sulla fascia destra: «Preferisce giocare a destra perché può rientrare e ha un bellissimo calcio. Ha fatto un ottimo primo tempo, è stato bravo nelle riconquiste e nella reazione agli errori. Poi era inevitabile che calasse: è arrivato la settimana scorsa e deve ancora trovare il ritmo partita».

In chiusura di conferenza, la guida tecnica del Trento ha ribadito con fermezza quale debba essere l'atteggiamento della propria squadra negli ultimi metri di campo: «A me dà fastidio non fare gol. Molti dicono che sia meglio non prenderne, ma come mentalità io preferisco pensare a segnare. Due partite senza gol mi danno particolarmente fastidio. Dobbiamo fare uno step in avanti negli ultimi venti metri».

Sezione: Serie C / Data: Sab 05 settembre 2026 alle 09:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
vedi letture