Si interrompe bruscamente la striscia di sei risultati utili consecutivi per il Lecco, che nel posticipo casalingo contro l'Inter U23 subisce un arresto pesante non tanto per il punteggio, quanto per le modalità con cui è maturato. Oltre alle disattenzioni difensive, a colpire negativamente è stata l'incapacità della squadra di reagire una volta passata in svantaggio, mostrando una preoccupante sterilità offensiva.

Mister Federico Valente, nonostante il distacco dalla vetta occupata dal Vicenza sia salito a quindici lunghezze, cerca di mantenere la calma guardando al calendario, pur non nascondendo l'amarezza per la prova offerta. «Ci sono ancora 15 giornate da giocare. Oggi abbiamo fatto una giornata no, non c’eravamo, non c’era quello che volevamo fare», ha ammesso il tecnico nel post-partita.

L'allenatore ha reso merito alla prestazione dei nerazzurri, sottolineando come la mancanza di ritmo dei suoi abbia favorito il piano gara avversario. Il rammarico più grande di Valente è rivolto alla tifoseria bluceleste, che ha incitato la squadra fino al triplice fischio nonostante le evidenti difficoltà mostrate sul rettangolo verde del Rigamonti-Ceppi.

Le reti subite sono state definite dal mister con un termine anglosassone molto efficace, «slapstick», quasi a voler indicare una comicità involontaria dovuta a gravi ingenuità. Tuttavia, il problema principale risiede nella fase di costruzione: «C’è da analizzare soprattutto il non creare occasioni, il non arrivare in ritmo, tra le linee, in area. C’è tanto da guardare e capire il perché».

Secondo Valente si è trattato senza dubbio del punto più basso della stagione a livello di prestazione collettiva. Se in passato il Lecco era riuscito a sopperire alla mancanza di bellezza estetica con il carattere, contro l'Inter U23 è venuto meno proprio l'approccio mentale che di solito caratterizza il DNA della squadra.

«Per la prima volta in stagione, dopo il secondo gol, ho pensato che la squadra per stasera avesse finito. In realtà già dopo il primo non c’era più quell’energia di recuperare, di rimettere qualcosa in campo», ha confessato amaramente il tecnico, evidenziando come la squadra si sia arresa troppo presto agli eventi sfavorevoli.

In un quadro generale piuttosto cupo, l'unico esempio positivo citato dall'allenatore è stato quello di Luca Marrone, lodato per la sua abnegazione e per aver cercato di trascinare i compagni fino al novantacinquesimo minuto. Per Valente, l'atteggiamento dell'esperto difensore dovrebbe essere il punto di riferimento per l'intero spogliatoio in vista del futuro.

L'umore del mister a fine serata era tutt'altro che sereno, e lo ha ribadito con estrema franchezza ai microfoni della stampa. «Sono arrabbiatissimo, incazzato nero perché mi dà fastidio perdere, da morire. Le sconfitte ti devono dare una scossa», ha tuonato, sottolineando come troppi interpreti siano incappati contemporaneamente in una giornata storta.

Nonostante la rabbia, Valente ha preferito non procedere a bocciature definitive, confidando nell'autocritica dei suoi calciatori e nella loro voglia di riscatto immediato. L'obiettivo è trasformare questa delusione in energia positiva per ripartire già dalla prossima sfida, dimostrando che si è trattato solo di un episodio isolato e non di un declino strutturale.

«Non mi piace fare bocciature, ma oggi c’erano giocatori che non erano quelli a cui siamo abituati. Loro lo sanno prima di tutti. Sono sicuro che da sabato faranno vedere di che cosa siamo capaci», ha concluso il tecnico, lanciando un messaggio di sfida e speranza a tutto l'ambiente bluceleste.

Sezione: Serie C / Data: Mar 27 gennaio 2026 alle 13:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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