Il terreno di gioco del "Pavone-Mariani" è stato il teatro della prima gioia interna del nuovo anno per il Pineto, capace di piegare la resistenza del Campobasso grazie a una prova di forza e intelligenza tattica. Questo successo di misura permette alla formazione abruzzese di infilare il settimo risultato utile di fila, blindando una quarta posizione in classifica che riflette fedelmente l'ottimo lavoro svolto finora da Ivan Tisci e dai suoi ragazzi.
Al termine del confronto, l'allenatore biancazzurro ha analizzato il momento magico della sua squadra, sottolineando come la continuità di risultati sia la logica conseguenza di una solidità mentale ormai acquisita. «Affronto ogni appuntamento di campionato con la profonda certezza che la squadra risponderà presente sul piano della prestazione», ha esordito il tecnico durante il post-partita.
Secondo l'analisi di Tisci, il vero segreto di questa scalata verso i vertici del girone risiede nelle dinamiche interne dello spogliatoio e nella dedizione mostrata durante le sessioni di allenamento quotidiane. «Ci troviamo di fronte a un gruppo di lavoro fuori dal comune: la vera differenza viene marcata dal modo in cui questi ragazzi interpretano la settimana e dal legame profondo che intercorre tra tutti loro».
A decidere la sfida contro i molisani è stata una rete di D'Andrea, un sigillo che il mister considera un giusto premio per un calciatore che stava offrendo garanzie importanti già nelle scorse uscite. «Nelle ultime partite stava mettendo in mostra un livello tecnico notevole, ma gli mancava ancora quella marcatura pesante in grado di spostare gli equilibri del risultato».
La gara non è stata sempre spettacolare, specialmente nella seconda frazione, ma ha evidenziato la capacità del Pineto di calarsi perfettamente nella realtà di un match sporco e complicato. «Magari la ripresa non è stata esteticamente impeccabile, ma abbiamo messo in campo una dose massiccia di concretezza», ha osservato con pragmatismo l'allenatore biancazzurro.
Proprio questa capacità di soffrire senza perdere la bussola tattica viene letta da Tisci come il segnale più limpido di un'evoluzione collettiva ormai completata. «Credo che oggi abbiamo fornito una prova di grande maturità. Siamo stati estremamente meticolosi nella gestione del possesso palla e non abbiamo concesso quasi nulla alle iniziative dei nostri avversari».
Vincere con il minimo scarto, in quello che molti definirebbero uno stile "di corto muso", non rappresenta un problema per il tecnico, che anzi ne esalta il valore formativo all'interno di una stagione lunga e logorante. «Bisogna accettare con realismo che, in determinati contesti, riuscire a prevalere in questo modo è fondamentale per la crescita della squadra».
Il Pineto continua dunque il suo volo planato nelle zone altissime della graduatoria, forte di una difesa ermetica e di un attacco capace di colpire al momento opportuno. La strada tracciata da Tisci sembra ormai consolidata, con un gruppo che pare aver trovato l'alchimia perfetta tra bel gioco e cinismo, elementi necessari per sognare in grande da qui alla fine del torneo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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