Il ritorno di Fabrizio Maglia nei quadri dirigenziali della Vigor Lamezia non è stato un semplice avvicendamento burocratico, ma un atto di amore e professionalità verso i colori della propria città.
Dopo un’estate caratterizzata da qualche incomprensione e una conferenza stampa volta a tutelare la propria immagine lavorativa, il direttore sportivo ha scelto di guardare avanti, riabbracciando un progetto che sente visceralmente suo.
«Solo gli sciocchi non sanno tornare sui propri passi, sia da una parte che dall'altra, quando l'obiettivo comune è il bene della squadra», ha spiegato Maglia analizzando con serenità il riavvicinamento alla società.
Nonostante non avesse ancora un incarico ufficiale nei mesi autunnali, il legame con l'ambiente non si è mai spezzato, trasformandosi in una consulenza amichevole e costante verso dirigenti che già conosceva da tempo.
Al suo arrivo formale, il dirigente ha trovato un organico tecnicamente valido ma visibilmente smarrito sotto il profilo dell’entusiasmo e della gestione quotidiana, elementi che spesso fanno la differenza più degli schemi.
Il lavoro principale è stato quello di riportare un ordine che non riguardava la tattica, competenza esclusiva dell'allenatore, ma la coesione del gruppo, la motivazione e quella struttura organizzativa che sembrava essersi sfilacciata.
«Il mio compito è stato quello di fare da raccordo tra squadra, staff e proprietà, mettendo ordine in un contesto che aveva perso la bussola nonostante la qualità dei singoli», ha sottolineato il direttore durante l'intervista.
Tra le operazioni di mercato più riuscite brilla il nome di Cosende, un attaccante che Maglia ha fortemente voluto e che ha ripagato la fiducia con una media realizzativa impressionante, diventando l'uomo della provvidenza nei momenti chiave.
Secondo il dirigente, il bomber non appartiene affatto a queste categorie inferiori, essendo un vero e proprio specialista dell'area di rigore capace di colpi tecnici che si vedono raramente nei campi polverosi della periferia.
Un altro motivo di orgoglio per Maglia è il recupero di calciatori che sembravano ai margini o sottotono, come Del Pin e D'Anna, trasformati oggi in pilastri fondamentali di una formazione che ha inanellato una serie di successi pesanti.
Il passato, però, continua a bruciare, specialmente il ricordo di quel 2015 e di una retrocessione a tavolino che il direttore sportivo fatica ancora oggi a digerire per le modalità con cui è maturata.
«Provo ancora una profonda rabbia come cittadino lametino per aver visto punita una società senza prove concrete, solo per giochi di potere che volevano favorire altre piazze», ha confessato con amarezza il dirigente.
Questa ferita ancora aperta funge da motore per il presente, alimentando il desiderio di riportare la Vigor Lamezia in quei palcoscenici professionistici che le sono stati sottratti bruscamente quasi dieci anni fa.
Sebbene la salvezza sia ormai a un passo e l’entusiasmo sia tornato alle stelle tra i tifosi, Maglia predica calma e non vuole sentire parlare di traguardi già raggiunti o di rilassamenti pericolosi nelle prossime gare.
Il futuro resta tutto da scrivere, con l'intenzione reciproca di proseguire questo percorso a lungo termine, puntando forte anche sul rilancio di un settore giovanile che in passato ha sfornato talenti per il calcio che conta.
«Nel calcio nulla è scontato e bisogna meritarsi la conferma ogni giorno, ma se resterò so già esattamente dove intervenire per rendere questa squadra ancora più competitiva», ha concluso Maglia con lo sguardo rivolto al domani.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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