La trasferta di Gravina porta con sé tensione e aspettative per il Barletta di Massimo Paci. I biancorossi si preparano ad affrontare un avversario insidioso, attualmente posizionato all'ottavo posto del Girone H e distante quattro lunghezze dalla zona playoff. Una gara che si preannuncia complessa, contro una formazione che tra le mura amiche vorrà necessariamente conquistare punti preziosi per riavvicinarsi ad Afragolese, Nardò e Virtus Francavilla, attualmente al quinto posto.
Il momento attraversato dalla compagine pugliese è però straordinario: quattordici risultati positivi di fila testimoniano la metamorfosi di una squadra che ha completamente rivoluzionato il proprio rendimento con l'arrivo del nuovo condottiero in panchina. Il pareggio casalingo rimediato nell'ultimo turno contro il Martina non ha scalfito le ambizioni di un gruppo che continua a inseguire il sogno più importante.
Nella tradizionale conferenza stampa che precede l'incontro, Paci ha delineato con chiarezza lo scenario che attende i suoi: "Chiaro che servirà il miglior Barletta, perché oggi contro di noi giocheranno tutti alla morte. Abbiamo superato due montagne enormi: da questi due scontri diretti ne siamo usciti indenni, quindi a prescindere dall'avversario ora è il momento di crederci più che mai. Il nostro popolo è già convinto che ci crediamo perché ho visto cosa sono riusciti a fare come pubblico e come tifo domenica. Ora più che mai serve dare il 100% in campo, perché le partite sono sempre complicate".
L'allenatore ha sottolineato come la squadra abbia acquisito piena coscienza delle proprie qualità, citando proprio la prestazione fornita nell'ultima giornata: "Dobbiamo essere consapevoli anche delle nostre qualità. Il recupero del 3 a 3 domenica non era così scontato, credo che il 90% delle squadre avrebbe perso quella partita. Se guardi, ai punti, secondo me meritavamo noi di vincere: quel carattere serve domenica a Gravina. Loro sono una squadra che difende molto bene: il loro allenatore è molto esperto e sa gestire certe situazioni. Questi sono passaggi fondamentali che bisogna fare, con la massima serenità ma anche con la massima cattiveria. In queste partite bisogna dimostrare che abbiamo voglia e valore, siamo consapevoli e pronti. Sarà una partita e un campo difficile certo, ma è sempre una partita di calcio: saremo undici contro undici come sempre e con il nostro popolo a darci sostegno".
L'analisi del pareggio contro il Martina
Il tecnico ha dedicato particolare attenzione all'esame della gara contro il Martina, un 3-3 ricco di emozioni e colpi di scena che avrebbe potuto compromettere la rincorsa ai vertici della classifica. Le sue parole hanno evidenziato la solidità mentale del gruppo: "Credo che la squadra abbia consapevolezza. Dal primo giorno che sono arrivato i ragazzi ci credono e sono carichi. Domenica il terzo gol avrebbe ucciso un elefante, perché lo abbiamo subito nel nostro momento migliore. C'è stato anche un pizzico di sfortuna: il secondo e il terzo gol sono episodi che capitano davvero poche volte. Il vento ci è venuto contro, ma siamo stati bravi ad andare contro vento. Nel secondo tempo la squadra è entrata veramente bene in campo, abbiamo dunque dimostrato di avere carattere. Alla fine, eravamo talmente in palla che secondo me, non si fossero spente le luci, qualcosa di più avremmo dato".
L'allenatore ha inoltre rimarcato l'importanza di perfezionare alcuni aspetti tecnico-tattici emersi durante la settimana di lavoro: "Queste partite devono insegnare anche che piccoli dettagli vanno migliorati. In settimana ci abbiamo lavorato su questo e penso che nel finale di stagione questi dettagli possano fare la differenza. Vedendo come sta andando il campionato penso che si arriverà al fotofinish, dunque sistemare le piccole imperfezioni può davvero fare la differenza. Gli acciacchi non ci impensieriscono, la squadra sta bene e l'obiettivo è chiaro per tutti".
Le considerazioni finali del mister si sono concentrate nuovamente sulla trasferta imminente, evidenziando il valore dell'avversario ma senza timori reverenziali: "Non ho visto tensione da parte della squadra. Il loro allenatore è un fattore da considerare: ha fatto una carriera incredibile e ha vinto i campionati. Quando un allenatore ha vinto dei campionati la squadra la sa posizionare in campo, ma questo è un elemento che ci deve stimolare ancora di più. Per noi questa è una missione. Non si va in trasferta, si va in battaglia. Quindi bisogna stare pronti e praparati, perché in battaglia può succedere di tutto: dovremo essere molto concentrati e crederci. Se ci credevamo prima, a sette punti dalla vetta, adesso è il momento di crederci a tutti i costi".
Parole che suonano come un manifesto programmatico per una squadra che ha dimostrato sul campo di possedere la mentalità vincente necessaria per affrontare gli snodi cruciali della stagione. Il Barletta si presenta all'appuntamento con la consapevolezza di chi ha saputo ribaltare situazioni apparentemente compromesse e con l'entusiasmo di un ambiente che ha riscoperto la passione per i propri colori. La trasferta di Gravina rappresenta un banco di prova fondamentale per certificare le ambizioni di un gruppo che non vuole porsi limiti.
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