Antonio Trovato, Coordinatore del Dipartimento Dilettanti AIC, dice la sua sulla scelta del Comitato Regionale Campania di alzare a tre l’obbligo di utilizzo degli under a partire dai prossimi campionati di Eccellenza e Promozione 2026-27. La decisione di chiedere alla Lega Nazionale Dilettanti di ratificare il provvedimento ha suscitato forte contrarietà tra i calciatori.

"L’obbligo di impiegare gli under non rappresenta un vero strumento di crescita per i giovani e rischia invece di produrre l’effetto opposto. Questo sistema costringe spesso gli allenatori a scegliere i calciatori in base all’età e non al merito o alle prestazioni. Una situazione che finisce per penalizzare sia i giovani sia i giocatori più esperti, alterando anche l’equilibrio competitivo tra le squadre.

Un altro problema riguarda il mercato dei giovani: l’obbligo di schierare più under può aumentare le differenze economiche tra i club. Le società con maggiori risorse possono infatti permettersi di ingaggiare i giovani più richiesti, mentre quelle con budget più limitati fanno più fatica a competere.

Uno dei problemi principali è dato dal fatto che molti ragazzi trovano spazio in squadra solo finché rientrano nella categoria “under”, per poi perdere opportunità appena superano il limite di età".  

Anche nel Lazio i calciatori hanno appreso con preoccupazione l'aggiunta di un terzo under nel prossima campionato di Eccellenza, classe 2009. Pasquale Mauriello Collaboratore AIC del Lazio sulla decisione del Cr.

"I giovani meritano un percorso di crescita serio, strutturato e che li metta realmente al centro. 

Quello che emerge con evidenza è una totale assenza di progettualità e di criteri uniformi. Non è comprensibile come un ragazzo nato nel 2009 debba essere considerato pronto in una regione come nel nostro caso nel Lazio, mentre in altre realtà ciò non avviene. Si crea così una disomogeneità evidente a livello nazionale, con differenze tra regioni che arrivano anche a tre o quattro anni tra i calciatori coinvolti.

È chiaro che, in assenza di una programmazione coerente, questo sistema finisca per penalizzare proprio i giovani che dovrebbe invece valorizzare, portandoli spesso ad essere abbandonati una volta usciti dall’obbligatorietà.  

Per questo motivo si ritiene che sarebbe più utile investire maggiormente nello sviluppo dei campionati giovanili, come le competizioni Juniores, che rappresentano il vero percorso di crescita verso le prime squadre".

Nel frattempo sono state raccolte le firme di tutti i calciatori di Eccellenza sia in Campania che nel Lazio, con l’adesione immediata anche di molti giovani. 

Nei prossimi giorni verranno valutate ulteriori iniziative a tutela della categoria.

Sezione: Altre news / Data: Sab 21 marzo 2026 alle 21:55
Autore: Stefano Sica
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