È stata una vigilia di grande fascino e alta tensione in casa Caldiero Terme. Allo stadio "Mario Gavagnin-Sinibaldo Nocini" oggi pomeriggio arriva il Milan Futuro, una sfida che mette di fronte la realtà termale contro i giovani talenti rossoneri. Una partita che, come sottolinea il tecnico Cristian Soave, sfugge alle logiche tradizionali della categoria.

Mancano dieci giornate al termine e i punti iniziano a pesare come macigni. Il Caldiero cerca una prestazione di spessore per muovere la classifica e ritrovare quella continuità di vittorie che è mancata nell'ultimo periodo, pur mantenendo un ruolino di marcia costante.

Soave non usa mezzi termini per descrivere la peculiarità della sfida:
"È sempre una partita diversa, quella col Milan, per quello che ti impone il Milan, per quello che è il Milan. Come ho detto all'andata, penso che il Milan sia l'unica squadra di questo girone qua che è diversa dalle altre, quindi dal punto di vista tecnico secondo me è la squadra nettamente più forte del girone. Penso che non ci siano dubbi su quello. E ovviamente fanno un calcio molto propositivo, non sempre preventivo, non sempre con la percezione del pericolo, però insomma è una squadra che nella partita singola può sicuramente vincere con tutti. Quindi siamo consci di trovare un avversario forte, ma dobbiamo cercare insomma di portarla dalla parte nostra".

Alla domanda se la grandezza del "brand" Milan possa influenzare l'approccio mentale o tattico, il mister risponde:
"Sì, chiesto perché il Milan non è così più... non è così in alto. No, me la son chiesta in maniera marginale, nel senso che ho già da far tanto a pensare alla mia squadra. Penso che comunque non sia nemmeno facile il fatto di magari scendere, salire, scendere in Primavera... Penso che per l'allenatore non sia comunque semplice, ovviamente, avere sempre il focus sulla partita. Però, ecco, ripeto, sui giocatori di un certo tipo, quindi, insomma, mi soffermo più che altro che pensiamo a noi che sappiamo, ripeto, di trovare una squadra tecnicamente molto forte".

Soave prosegue analizzando l'atteggiamento tattico, escludendo un catenaccio passivo nonostante la forza d'urto avversaria:
"Passo indietro verso la partita con lo Scanzorosciate? Ti chiedo se il Caldiero è predisposto già internamente con questi giocatori per essere più sporco, più ruvido e adeguarsi a un certo tipo di partite oppure se ha bisogno di qualche giocatore magari, riferimento all'anno prossimo, per diventare un po' più sporco e naturalmente entrare in certe partite che ha fatto fatica ad approcciare, quelle più 'così', complicate proprio per tanti motivi non esattamente tecnici come si è sempre detto. Allora, ovviamente questo sarà motivo di valutazione con la mia società. Intanto dobbiamo finire questo campionato qua. Ovviamente il campionato dice che in queste partite qua siamo stati qualche volta non, non performanti, anzi. Penso che nelle due partite con Scanzo son state le due partite più brutte. Non ne farei una tragedia, abbiam fatto una partitaccia, brutta, quindi mi aspetto una reazione al di là del risultato, perché quello è determinato da 1.500 situazioni. Però mi aspetto una partita brutta, bisogna anche accettarlo in questo campionato qua. Cioè non dimentichiamoci che non siamo la corazzata che deve spaccare il campionato. Eh, perché a volte perdiamo un po' di vista secondo me la realtà. Siamo una buona squadra, che l'ha dimostrato molte volte. E però tutte han perso, tante partite, anzi, siamo tra quelli che han perso meno. Tutte queste sconfitte comunque portano da valutazioni che ci aiuteranno in futuro".

Sulla tattica specifica contro i rossoneri:
"Non penso che la strategia sia quella di mettere il pullman davanti alla porta. Penso che non siamo capaci neanche di farlo. Dobbiamo cercare di fare la partita, dobbiamo cercare di limitare i danni quando hanno la palla loro, perché nell'uno contro uno hanno grande abilità tecnica e quindi, insomma, non penso che la strategia sia quella di mettere il pullman davanti alla porta".


L'allenatore difende il percorso della squadra, sottolineando il valore della rosa e la difficoltà del girone:
"Chiedo quanto... i gli otto risultati consecutivi utili sono la quarta serie più lunga del campionato per tutte le squadre, dopo Casatese, dopo Caratese, dopo Brusaporto. Quanto valgono quegli otto risultati in più positivi in un girone come questo? Ecco, questa è un'altra valutazione. Vuol dire che la squadra ha dei valori, perché non è il primo filotto che facciamo. Abbiam fatto di 6, mi pare, di 7 e poi di 8 partite. Quindi la squadra fa capire e fa vedere che ha anche una certa continuità. Non son d'accordo che la squadra non abbia continuità. Poi proprio per me è sbagliato dir questo. Ha pareggiato molto. Però non è che andiamo in campo per pareggiare. A volte son delle fatalità, noi scendiamo in campo per cercare di vincere la partita. E diciamo che la squadra ha vinto poche volte consecutivamente. Questa è un'altra valutazione da fare che facciamo con la mia società. Solo una volta abbiam vinto due partite. Ecco, i numeri non mentono mai. Ma che la squadra non abbia avuto continuità no. Ha sbagliato determinate partite che probabilmente sono delle partite che noi soffriamo per molti motivi che sarà mia valutazione, appunto, del direttore e del presidente poi valutare. Fra 10 partite. Ma intanto abbiamo 10 partite, abbiamo l'obbligo di finire il meglio possibile. E per me sarà l'obbligo di capire chi vuole finire il meglio possibile".


In chiusura, un tuffo nel passato. Soave ricorda i suoi incroci da calciatore con i colori rossoneri, tra Primavera e Serie A:
"Incroci di Cristian Soave con il Milan. Tu ti sei imbattuto nella Primavera dei Ciccio Cozza, dei D'Aversa, dei Fabio Moro, dei Dionigi, dei Cudicini. Eri nella Primavera dell'Inter contro Delvecchio e Marazzina, in epoca Del Piero, in epoca Morfeo... Era un po' quelli, no. Ti chiedo se hai avuto qualche incrocio anche con Oddo. 76 contro 74, lui era un giovane in Primavera. O col Milan in generale. Mah, col Milan ovviamente gli scontri in Primavera sono stati tanti. E con Oddo no, lui ha fatto il calciatore meglio di quello che ho fatto io. Ha fatto una grande carriera e ha vinto. E sicuramente con tutti quei ragazzi giovani che hai nominato ci siam scontrati tante volte. E mi ricordo vabbè i vari Dionigi, nel Milan mi ricordo tanti giocatori forti, insomma in quel momento là il Milan era insieme all'Inter, al Torino, faceva il top del calcio italiano".

Sezione: Serie D / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 09:00
Autore: Massimo Poerio
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