Dopo l'impresa di Macerata, il Teramo cerca continuità e punta a sfatare un altro storico tabù. Domani i biancorossi saranno di scena allo stadio "Tomei" contro un Sora in grande spolvero, una trasferta che storicamente ha spesso riservato insidie al Diavolo.
Alla vigilia del match, il tecnico Marco Pomante ha analizzato i temi della sfida, sottolineando l'importanza di approcciare la gara con la giusta mentalità contro una squadra che, soprattutto nel girone di ritorno, ha cambiato marcia.
Pomante parte dalla volontà di invertire la rotta nei precedenti storici, ma si concentra soprattutto sul presente e sulle insidie di una squadra rigenerata dalla cura del nuovo allenatore: «Assolutamente sì, cerchiamo di sfatare questo tabù ma al di là del tabù che c’è, del tanto periodo che non vinciamo a Sora, è più che altro perché è una vittoria importante per noi. Dobbiamo cercarla di raggiungere a tutti i costi. Sappiamo che sarà difficilissimo perché affrontiamo un Sora in ripresa, che viene da quattro partite che non perde. Un Sora che da quando è subentrato l’allenatore sta facendo degli ottimi risultati, ha vinto anche a Macerata, ha pareggiato in casa con l’Ostia, quindi assolutamente non dobbiamo sottovalutare questa partita. Dobbiamo essere intelligenti a capire a volte l’andamento della gara, perché a volte l’andamento della gara ci può portare ad essere belli in campo e a volte ci può portare a essere meno belli e più concreti».
Rispetto al passato e alle difficoltà incontrate l'anno scorso o nella gara d'andata, il tecnico teramano ha le idee chiare su che tipo di battaglia attende i suoi ragazzi: poche finezze e tanta sostanza sulle seconde palle. «Più che altro perché sarà un tipo di partita dove, a volte, l'ho detto prima, giocherai poco a calcio e lavorerai più sulle seconde palle. E noi ci dobbiamo far trovare pronti dal punto di vista mentale. Rispetto all’anno scorso, l'ho detto prima a un tuo collega, forse il pregio che abbiamo quest’anno è che possiamo essere anche a volte meno belli e più concreti».
L'allenatore del Teramo scende poi nei dettagli tecnico-tattici, evidenziando la notevole struttura fisica dei laziali e la pericolosità dei singoli, citando espressamente il reparto avanzato. «È una squadra molto strutturata, il più basso è Curatolo che è alto 1,80-1,82, quindi da quel punto di vista sicuramente loro sono molto temibili. È una squadra che, diciamo, lavora molto bene sulle palle inattive, lavora molto bene sulle seconde palle. Una squadra strutturata però anche tecnica, perché giocatori lì davanti come Trotta e Curatolo secondo me sono giocatori forti per la categoria. Vabbè, Trotta lo conoscete tutti, ma Curatolo è un giocatore che sta facendo veramente bene».
Infine, un passaggio sulla condizione del gruppo. La settimana di lavoro è stata eccellente e l'infermeria non desta preoccupazioni, con un solo ballottaggio da sciogliere in mezzo al campo.
«Il dubbio è solo quello [in mediana, ndr], l’unico dubbio che ho. Per quanto riguarda la settimana, è stata una settimana bella, una settimana dove i ragazzi veramente si stanno allenando al 100%, al 1000%, quindi sono molto contento. Dal punto di vista fisico stanno alla grande, dal punto di vista mentale anche stanno bene».
In chiusura, il pensiero va ai tifosi biancorossi, pronti a seguire la squadra anche in terra laziale, con la speranza di replicare le scene di giubilo viste all'Helvia Recina. «Assolutamente sì, speriamo di finire la partita come a Macerata e di festeggiare insieme ai nostri tifosi».
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