È stata una vigilia importante in casa Sestri Levante. Oggi, con fischio d’inizio alle ore 14:30, i corsari saranno di scena allo stadio "Ferruccio Chittolina" per affrontare la capolista Vado. Una sfida che mette di fronte due delle migliori realtà del girone A di Serie D, ma che arriva in un momento delicato per i rossoblu, reduci dalla sconfitta interna contro il Gozzano e chiamati a difendere il terzo posto in classifica.
Il tecnico dei corsari, Alberto Ruvo, ha analizzato i temi del match, partendo dai precedenti stagionali non fortunati contro i savonesi (che hanno eliminato il Sestri anche dalla Coppa Italia) e dalla forza dell’avversario.
«Beh sì, quest’anno non ci è andata tanto bene ma non dimentichiamo che è una squadra, come ho sempre detto, diversa dalle altre», esordisce Ruvo. «Ho guardato anche le loro ultime partite e ho visto che hanno veramente delle grossissime individualità. Non per togliere pressione o altro, ma quando hai dei giocatori del genere, anche se non fai bene la partita, hai comunque sempre la possibilità di risolverla. Quindi è un vantaggio non da poco. Noi comunque andiamo là, facciamo la nostra partita e cerchiamo di continuare quello che è il nostro trend in trasferta il più possibile, perché ci portiamo avanti una bella soddisfazione che cerchiamo di tenerla fino a quando possiamo».
Il tecnico torna poi sulla prestazione non brillante di domenica scorsa contro il Gozzano, facendo un mea culpa tattico e analizzando le difficoltà incontrate contro una difesa chiusa: «Non è stata una partita all'altezza delle altre, perché come parlavo anche con il loro allenatore, non è un allenatore che ha questa filosofia di gioco ma hanno messo, come si suol dire, il pullman davanti all’area di rigore andando in vantaggio e facendo giustamente la partita che dovevano fare in questo momento, vista la loro classifica. Noi domenica non avevamo quella qualità davanti che poteva scardinare una difesa chiusa; abbiamo provato per quello che potevamo. Ho rivisto anche la partita: dire che abbiamo fatto male è perché da tre quarti campo in su, nella loro metà campo, arrivavamo lì sempre, però poi lì facevamo fatica. È normale quando giochi con un difensore centrale punta per mezz’ora, quando metti un centrocampista punta perché magari pensi di fare qualcosa. Però abbiamo fatto sicuramente degli errori perché io non ho messo Pane e Ferretti di punta per andarci diretto, ma ho messo per cercare di arrivare sulle fasce per crossare. Forse poi, come ho detto anche dopo la partita, la frenesia di dover comunque pareggiare ci ha portato dopo poco a non fare quello che normalmente facciamo. Quindi voltiamo pagina e speriamo di recuperare qualcheduno e di andarcela a giocare».
Sulla frenesia vista in campo, Ruvo aggiunge: «Non dovevamo avere la frenesia, perché comunque il primo tempo tre o quattro palloni che sono passati lì dentro l’area di rigore ci sono stati. Quindi se facevamo quello che dovevamo fare, forse poi alla fine non perdevamo la partita. Però più passava il tempo, più vedevo i ragazzi con questa voglia che da una parte è positiva, però se poi va oltre diventa un aspetto negativo, di arrivare il prima possibile in area di rigore, il prima possibile per cercare di tirare in porta. E poi è quando non lo fai. Se la squadra avversaria si difende nella sua tre quarti e tu vai anche tu a riempire quegli spazi lì, non avendo tantissima qualità per caratteristiche, fai fatica. Però ci sta, nel senso può succedere, non è che sono partite che puoi anche perdere: non è giusto, non è bello, però ci può stare».
Il Sestri Levante deve fare i conti con diverse defezioni tra squalifiche e acciacchi, una situazione che, secondo il mister, pesa in questa fase del campionato rispetto a rose più profonde come quella del Vado:
«È normale, siamo arrivati a dieci giornate alla fine ed è normale che ci siano quelli che scontano le squalifiche per la somma di ammonizioni. In questi periodi dell’anno la differenza importante, come lo sta facendo vedi il Vado, vedi il Ligorna, lo fanno le squadre che hanno la possibilità di sopperire a quello che tu dicevi. Perché è normale che possa esserci degli squalificati. Però lo sapevamo. Adesso è giusto che noi continuiamo a sognare, è giusto che è bello quello che abbiamo fatto fino adesso ed è giusto, come hai detto, che noi dobbiamo difendere con le unghie e con i denti quello che ci siamo conquistati fino adesso. Perché sarebbe veramente un peccato in questo momento pensare di aver raggiunto quello che magari era l’obiettivo minimo e non poter raggiungere quello che era il sogno più grande che ci poteva essere. Però ci abbiamo un playoff da difendere che è una bella cosa, quest’anno poi sono a carattere nazionale, quindi sarà ed è un bel fine campionato, dai».
Infine, Ruvo fa il punto sulla formazione per la sfida del Chittolina, con particolare attenzione alle condizioni di Marquez e ai ballottaggi in attacco:
«I dubbi e i ballottaggi sono l'utilizzo di Marquez o meno, visto che era un po’ che non giocava e mercoledì ha fatto 90 minuti, pure bene a mio avviso. Devo valutare questo e valutare il dubbio tra Babbi e Cericola (Matteo nel video, ndr). Sono indeciso se giocare con Babbi, a cui vorrei dare tanta fiducia perché merita fiducia a mio avviso, e Matteo che comunque è stato un giocatore importante per noi. Le scelte sono orientate in questo senso. L'utilizzo di Marquez è legato anche al fatto che Cominetti sta giocando ormai ininterrottamente da non so quanto tempo, dal 4 di gennaio credo. Rovinelli non è stato convocato, Zini non è stato convocato. Abbiamo fatto giocare l’Incoronato, abbiamo fatto giocare Babbi, ha fatto giocare De Luca mi sembra. Abbiamo cercato un po’ di gestire le situazioni, anche perché giocando domenica-mercoledì, lo ha detto anche il fatto dell’Inter e della Juventus, gli stessi calciatori non hanno lo stesso rendimento. Con tre giorni di recupero chi non è abituato non fa lo stesso rendimento. Poi più si scende di categoria e più gli strumenti per recuperare di un calciatore sono minori. Non è che sono minori ad Ancona (riferimento generico ndr), sono minori dappertutto. Tanto è vero se andiamo a vedere le statistiche di mercoledì abbiamo fatto 4 tiri noi e 4 tiri la Pistoiese (si riferisce ai dati generali della categoria/turno infrasettimanale ndr). Io devo dire che sono stati un po' più furbi noi, più scaltri e questa ha fatto la differenza. Non hanno fatto la differenza tecnica-tattica, ma la furbizia in alcuni episodi. Poi siamo stati sfortunati sugli episodi, però ormai la partita è andata. Ci sarà il ritorno e giocheremo le nostre armi in campo per il ritorno. Adesso pensiamo al Pomezia (lapsus, intende Vado o Unipomezia come da contesto trasferta laziale citata nel prompt, ma qui si riferisce chiaramente al Vado capolista citato all'inizio ndr) e ad affrontare la partita. Viaggiamo, siamo andati, siamo tornati col pullman rotto... è un’avventura eh! Ci è piovuto tutto il tempo. Quindi andiamo con tanta voglia di fare risultato a Pomezia (Vado), sapendo che incontriamo una signora squadra».
Il tecnico conclude aspettandosi una gara di qualità: «Mi aspetto una partita molto tecnica perché il Vado è una squadra molto tecnica, a differenza delle partite recenti giocate anche qui. È una partita tipo Recanatese, una partita con una squadra che gioca, buoni palleggiatori, una buona struttura di gioco. Niente, è una squadra buona. Hanno cambiato sistema di gioco, incontreremo una squadra diversa da quella incontrata in campionato e in Coppa, ma con gli stessi, anzi, diverse come dislocazione in campo ma con gli stessi principi di gioco».
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